Taranto, scandalo Asl. La Cassazione conferma le condanne

Lo scandalo esplose nel 2003. Giro di tangenti milionarie

Si conclude con pene pesanti la vicenda giudiziaria relativa allo scandalo della Asl di Taranto che nel 2002 vide l’arresto dell'allora direttore dell'azienda sanitaria locale Vito Armenise, dell'imprenditore Armando Parnasso e della dirigente delle risorse finanziarie della Asl, Antonia Manghisi.
Erano tutti coinvolti in un'inchiesta sulle gare d'appalto truccate e la richiesta di tangenti milionarie. Oltre a loro a finire in manette anche l'ex direttore amministrativo della Asl Domenico Pepe e l'ex funzionario Raffaele Bruno Losavio. Oggi, a diciassette anni dallo scandalo della sanità pubblica, arriva la sentenza della corte di cassazione. Sono state confermate le condanne a tutti e cinque gli imputati. A darne notizia è il quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno".
Rispettivamente Armenise è stato condannato a sei anni e quattro mesi, Parnasso a nove anni e quattro mesi, Manghisi a otto anni e cinque mesi; quattro anni e sei mesi di reclusione per Pepe e sette anni e 25 giorni per Losavio.
Dall'inchiesta emersero, come si legge sempre sulla Gazzetta, ben quattrocentocinquanta episodi di reato ipotizzati. La procura di Taranto contestò tra gli altri l'associazione per delinquere, la truffa, la corruzione, il peculato, la turbativa d’asta, l'abuso d’ufficio e il falso.
Non furono i soli ad essere arrestati. Insieme a loro c'erano altri undici imputati.