Ma una tassa non salverà la mia Venezia

A Venezia si dice il tacon xe peso del buso, cioè: la toppa è peggio del buco. La città ha un turismo disordinato ormai da decenni, che crea disagi ai veneziani e non garantisce quel rientro economico che potrebbe essere utilizzato proprio per far vivere meglio i residenti della città. È un problema irrisolto da anni, e l'assurdità è non essere mai riusciti a dare uno sviluppo razionale al flusso turistico. Venticinque milioni, circa, di persone che arrivano in città è una quantità impressionante per una realtà urbana complessa e fragile come Venezia.

Una città non è solo case, strade, piazze e monumenti: è un'anima vivente con una storia, un presente proiettato nel futuro. Una città deve vivere, avere una propria autonomia produttiva, sviluppare la propria socialità. Venezia, invece, si è accoccolata nella sua straordinaria bellezza e lentamente si è addormentata tra le sue braccia. Chi l'ha amministrata non ha saputo affrontare la globalizzazione turistica, non ha saputo prevedere il galoppante processo finanziario generato dalle organizzazioni che nel mondo portano turisti dappertutto con grande vantaggio economico. Venezia è stata dominata da questo processo, non ha saputo gestirlo.

Adesso si corre ai ripari mettendo un biglietto d'ingresso in città: ridicolo. È come dire: se mi fai l'elemosina ti faccio entrare. Anche di cattivo gusto, un gesto violento contro Venezia che ha insegnato al mondo cosa sia, con il buon gusto, il significato della bellezza.

Qualche tempo fa si erano messi i tornelli per disciplinare il traffico degli umani per le calli veneziane: altra scelta patetica. Adesso si pensa la città come una toilette, il cui accesso è consentito con un biglietto (quello del cinema o del museo costa molto di più). A cosa serve: a fare cassa? Non scherziamo. A disincentivare gli ingressi? Bella trovata, il carnevale quest'anno arriva tardi. Il biglietto d'ingresso come un segno simbolico che avverte che le cose stanno cambiando? Questo sì, cioè si comprende la volontà amministrativa di affermare che Venezia è un museo con abitanti in via d'estinzione (fregarsene di loro), e di abbandonarsi alla globalizzazione turistica perché tanto è ingovernabile.

E questo è l'errore madornale. Proprio nel nostro tempo di comunicazione via internet, non si è riusciti a definire un sistema di controllo del flusso turistico internazionale a Venezia, rendendolo una grande risorsa economica per la città.

All'Arsenale andrebbe collocato un centro informatico per raccogliere i dati da tutto il mondo relativi alle richieste di «visite» a Venezia, gestiti attraverso un network che disciplini gli ingressi nell'interesse stesso del turista. Allora, alla fonte, si possono stabilire anche i costi dell'accesso. È un'operazione complessa, ma studi in proposito ne mostrano la fattibilità. Però studiare chiede spesso una faticosa applicazione, e non tutti ce la fanno. Allora si cercano scorciatoie, come il «biglietto toilette».

Stefano Zecchi

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 31/12/2018 - 10:05

ha ragione, la sua venezia non è cinema(non più)ma la sede periferica di disneyland!

cesare caini

Lun, 31/12/2018 - 10:33

Entrare al Moma di New York costa 25 dollari a testa. Per me Venezia è 10 volte il Moma ! Perché ci dobbiamo sempre svendere !

Capellonero

Lun, 31/12/2018 - 11:07

E' poco per la citta' che illustra la bellezza dell'arte,Venezia la citta' dove vivere é gioa del bello nel mondo. W l'Italia viva Venezia.

gcf48

Lun, 31/12/2018 - 11:16

cesare, dovrebbero farla in tante città o siti italiani unici al mondo. Sono stato alle terme romane di bath, inghilterra. Ho pagato 16 £. !!!!!!

rokko

Lun, 31/12/2018 - 11:32

Sono d'accordo, far pagare il ticket di ingresso non è una bella pensata.

steacanessa

Lun, 31/12/2018 - 11:49

Caro Zecchi, questa volta ha scritto una belinata.

gcf48

Lun, 31/12/2018 - 12:10

rokko lei non è mai d'accordo. L'italia è un immenso museo. All'estero ti fanno pagare per delle vaccate. Non svendiamoci

Macrone

Lun, 31/12/2018 - 12:11

Era ora!!! Finalmente Venezia sarà valorizzata e rispettata per l'importanza che ha nel mondo. Basta bivacchi nelle calli e barbari che la insozzano e la sfregiano. Io avrei fatto pagare molto di più. Ma di cosa parliamo, per andare su un grattacielo a NY si pagano 30 dollari! Basta svendere le nostre bellezze, chi vuole venire a godere del nostro Paese deve spendere.

Massimo Bernieri

Lun, 31/12/2018 - 12:43

I residenti devono pagare tasse elevate per ritiro rifiuti e per mantenere la città e a parte ristoranti,bar alberghi e chi vive sul turismo,non hanno nessun beneficio.Non mi pare un costo impossibile da sostenere per un visitatore.Oramai nelle città fanno pagare la sosta ai residenti se vai in un quartiere che non è il tuo e non ho sentito molte proteste.

dot-benito

Lun, 31/12/2018 - 13:35

secondo me la tassa e' bassa comunque i soldi che si incamerano vanno adoperati non buttati al vento per costruire mose ponte di calatrava e stupidate simili

cir

Lun, 31/12/2018 - 13:55

una fogna a cielo aperto , pantegane che sembrano castori , prezzi senza senso , puzza di fogna e se li lamenti ti dicono...ma sei a venesia !!! viva l' acqua alta , anzi altissima !!!

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 31/12/2018 - 15:42

Sig. zecchi paghi lei per le tonnellate di riufiuti dei turisti giornalieri che il turismo barbaro dissemina per Venezie senza spendere un cent.

Epietro

Lun, 31/12/2018 - 18:07

"A Venezia si dice il tacon xe peso del buso, cioè: la toppa è peggio del buco. La città ha un turismo disordinato ormai da decenni, che crea disagi ai veneziani e non garantisce quel rientro economico che potrebbe essere utilizzato proprio per far vivere meglio i residenti della città." PECCATO CHE VENEZIA NON RIESCA A FAR VIVERE MEGLIO I SUOI RESIDENTI con tutto quello che gia'. PERO' VENEZIA E' SEMPRE STATA UNA CITTA' INGORDA CHE HA CERCATO QUASI SEMPRE DI VIVERE A MACA (=sulla groppa di altri).

Epietro

Lun, 31/12/2018 - 18:10

MESSAGGIO ERRONEAMENTE PARTITO INCOMPLETO. ...CON TUTTO QUELLO CHE CHE GIA' CI COSTA E RICEVE...