Thyssen, l'accusa contro le vittime: "Vergognatevi: una vita rovinata"

Sul profilo facebook di Antonio Boccuzzi l'attacco di un utente: "Un caso mediatico"

È arrivata ieri sera la condanna definitiva nei confronti di sei imputati per il rogo della Thyssen, dove sette operai rimasero ucciso. Una sentenza della Cassazione che chiude il processo e conferma quanto stabilito in precedenza e che soprattutto ha aperto per i quattro manager italiani le porte del carcere.

Daniele Moroni, Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, condannati a pena dai 7 anni e 6 mesi ai 6 anni e 8 mesi, si sono consegnati già oggi spontaneamente, e sono stati trasferiti nel carcere dove sconteranno la loro pena. Ma dopo la sentenza definitiva le polemiche non sono mancate.

Se ieri Antonio Boccuzzi, sopravvisuto alla strage e ora parlamentare, aveva commentato in lacrime di non "sapere rispondere" alla domanda se giustizia fosse stata fatta, perché "le persono non possono tornare più", oggi sul suo profilo facebook alcuni commentatori lo accusano.

"Si vergogni", scrive un utente di Terni, Tommaso G, che difende uno dei condannati e accusa: "Sono state rovinate le vite di 7 persone innocenti e famiglie, e da ieri avete rovinato la vita di un'altra persona innocente e della sua famiglia. Non vi rendete conto dei danni che potete provocare, e per un caso puramente mediatico ci avete giocato".

Commenti

linoalo1

Sab, 14/05/2016 - 16:21

Questi Giudici,però,dovrebbero decidersi!!Non possono una volta condannare ed una volta assolvere a seconda di come tira l'aria!!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 14/05/2016 - 16:51

Io individuo nella sentenza che colpisce la dirigenza aziendale, uno spirito ideologico-politico che offende il Diritto. Oltre che ad essere stata influenzata dalle urla dei familiari delle vittime. Mi sarei limitato alla condanna risarcitoria, escludendo quella detentiva. Detto e sottoscritto. -riproduzione riservata- 16,51 - 14.5.2016

Albius50

Sab, 14/05/2016 - 16:55

Questa brutta vicenda purtroppo porterà ad una eliminazione di tutti quei lavori dove gli OPERAI a bassa PROFESSIONALITA' non avranno più alcun FUTURO IN ITALIA; nessuno ormai investirà in ITALIA perché ormai trova facilmente un'alternativa in altri paesi EXTRAUE; morale la UE se accetta la GLOBALIZZAZIONE dovrebbe verificare che le condizioni di lavoro siano simili alle regole UE altrimenti si DEVONO bloccare le IMPORTAZIONI EXTRAUE (PURTROPPO E SOLO UTOPIA).

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Sab, 14/05/2016 - 17:54

Un'altra grande azienda lascerá l'Italia. E non verrá rimpiazzata da alcuna. Una sentenza politica. La Thissen chiuderá in Italia e aprirá chissá dove. Siamo come quel marito che si autoevira per far dispetto alla moglie. Potevano emettere solo una condanna risarcitoria. Ma noi siamo abituati a pensare in piccolo ed a seguire le seghe mentali sindacali. E con queta situazione chi é quel pazzo che si arrischia ad investire in Italia.

BiBi39

Sab, 14/05/2016 - 19:23

Semtenza ideologica e quindi ..... qualificatela voi. Ha ragione Dario Mazzulli.

aitanhouse

Sab, 14/05/2016 - 19:23

se ci sono responsabilità da parte dirigenziale ,le pene dovevano essere più pesanti; qui nascono malcontenti e sospetti.... Poi ci chiediamo:ma i sindacati a cosa servivano in quella fabbrica? se esiste lavoro a rischio , e là c'era, non è il sindacato a dover vigilare sulla sicurezza degli impianti?

Ritratto di sbuciafratte

sbuciafratte

Sab, 14/05/2016 - 20:34

sarebbe stato meglio non procedere ai risarcimenti, troppi denari dati da thyssen alle famiglie che hanno pelosamente accettato. bastava l'assicurazione inail e procedere sul piano penale.stop

seccatissimo

Dom, 15/05/2016 - 04:25

Al posto della Thyssen io chiuderei tutte le mie aziende in Italia, anche perché obiettivamente il verificarsi della nota terribile tragedia fu dovuto anche ad una grave sconcertante negligenza e quindi anche ad una pesante corresponsabilità, probabilmente non legale (non sono un leguleio) ma pratica, del personale addetto alla linea 5 dell'acciaieria in questione. Questa mia opinione è basata su quanto, e me lo ricordo benissimo, ha riferito a suo tempo alla televisione immediatamente dopo l'incidente, un operaio salvatosi fortunatamente dalla vampata di olio infiammato che ha provocato la morte di altri sette operai.

Ritratto di bobirons

bobirons

Dom, 15/05/2016 - 07:15

Credo che l'addebito alla dirigenza sia stata la mancata manutenzione degli impianti antincendio. Domando: la RSU dov'era quando la manutenzione NON veniva fatta ? Nessuno sapeva che gli impianti erano fuori norm ed inservibili in caso di necessità. Se lo sapevano, come dovevano saperlo, perché non hanno protestato, non hanno richiamato l'azienda ai propri doveri, non hanno scioperato per protesta ?

01Claude45

Dom, 15/05/2016 - 08:57

SentEnza politico-mediatica.All'inizio si parlava di "scarsa manutenzione e di rinvii di adeguamento degli impianti di sicurezza", NON DI MANCANZA DI SICUREZZA. Per cui, da tecnico manutentore, progettista ed esecutore di nuovi impianti DEVO DISSENTIRE. Mai impianto, almeno dal 1970 viene messo in produzione senza le elementari sicurezze IMPOSTE prima dall'ENPI poi dalle ASL, sicurezze che, a volte, rasentano norme interpretate da AZZECCAGARBUGLI che inficiano la norma stessa e la rendono più PERICOLOSA ed INAPPLICABILE. La SALVEZZA del tecnico progettista è l'APPLICAZIONE DELLE NORME EUROPEE. MAI ho sentito una voce che chiede la verifica delle sicurezze e la loro funzionalità. Molte volte le SICUREZZA vengono DISABILITATE o RESE INEFFICIENTI dagli operatori per loro esclusiva COMODITÀ. Qualcuno si è chiesto dove sta la RESPONSABILITÀ della direzione e del responsabili vari in questo ESECRABILE CASO? O, PER SICUREZZA, DOBBIAMO AFFIANCARE UN RESPONSABILE AD OGNI OPERATORE?