Trento, bimba morta di malaria: indagata un'infermiera

Per la Procura "fu un errore umano". La donna, indagata per omicidio colposo, ha dichiarato di aver rispettato tutti i protocolli

Per la Procura della Repubblica di Trento si è trattato di un errore umano. Concluse le indagini per il decesso della piccola Sofia Zago, la bimba di 4 anni morta di malaria lo scorso 4 settembre agli Spedali civili di Brescia, nel registo degli indagati figura ora un nome. È quello di un'infermiera del reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento dove il 17 agosto sarebbe avvenuto il contagio ematico.

Stando alle cartelle cliniche, negli stessi giorni, in quel reparto erano state ricoverate anche due bambine del Burkina Faso che avevano contratto la malaria durante un viaggio nel loro Paese. Sofia sarebbe stata quindi infettata venendo in contatto in qualche modo con strumenti clinici che hanno toccato il sangue di una delle due piccole pazienti.

La Procura ipotizza che il contagio sia avvenuto nel giorno in cui vennero eseguiti nove prelievi di sangue. L’infermiera indagata, interrogata più volte dal pubblico ministero, ha affermato di aver rispettato i protocolli e di aver utilizzato materiale monouso per effettuare i prelievi, dai guanti alle siringhe. Alle operazioni di prelievo sarebbero stati presenti altri infermieri.

Commenti
Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Dom, 25/03/2018 - 15:38

Apportatori di valori e........ di malaria. Diteglielo a quello lá che sta oltretevere.

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Dom, 25/03/2018 - 15:40

Si vuole nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi dando la colpa all'infermiera.

Aleramo

Dom, 25/03/2018 - 15:47

Immagino che la Procura abbia qualche elemento di prova in più di quanto c'è scritto nell'articolo, altrimenti l'infermiera avrebbe diritto ad essere risarcita per le calunnie avanzate nei suoi confronti. Non vorrei che incriminare medici ed infermieri stesse diventando troppo troppo facile.

fifaus

Dom, 25/03/2018 - 16:21

Le ipotesi non possono essere prove!

Divoll

Dom, 25/03/2018 - 17:37

Indirettamente, ancora una morte causata dai migranti.

Raoul Pontalti

Dom, 25/03/2018 - 18:25

@ottimoabbondante + @Divoll: solo dei somari possono esprimersi nei termini da voi adoperati. Innanzitutto la malaria in Italia è per lo più da importazione turistica e nel caso le due bimbe negrette nate e residenti a Trento erano andate nel paese africano in vista ai nonni, dunque da turiste e come sovente accade ai turisti sprovveduti si erano cuccate la malaria da Plasmodium falciparum come la madre e il fratello (ricoverati in altro reparto del medesimo ospedale trentino). La trasmissione alla povera bimba trentina (tra l'altro affetta da diabete e quindi con scarse difese) fu dovuta ad un tragico errore di qualche operatore sanitario. Per la malaria, fermi i protocolli prudenziali (materiale monouso per trattamenti parenterali!) peraltro di routine onde evitare trasmissione di malattie come AIDS, epatiti virali B e C, etc., in genere non vi sono rischi di contagio.

rossini

Lun, 26/03/2018 - 00:55

Vogliono trovare a tutti i costi un capro espiatorio nella povera infermiera. Ma, se fossero vere le accuse di negligenza nei suoi confronti per non avere cambiato i guanti, cosa dovremmo fare noi quando li incontriamo in autobus che ci alitano o starnutiscono addosso. E i nostri bambini quando sono costretti a conviverci all'asilo o a scuola?

Holmert

Lun, 26/03/2018 - 07:44

Caro Pontalti lei ricorda che quando morì la povera bambina per malaria cerebrale,fu detto che era impossibile che ci fosse stato contagio causa le due bimbe africane con la malaria .Impossibile per la incubazione troppo breve. A distanza di tempo ,dopo lo studio del plasmodium,si scoprì che era lo stesso degli africani ricoverati. Come la mettiamo? Lei esclude che possano esserci zanzare anofele in Italia? Perché le bimbe africane non furono isolate ma ricoverate in reparto pediatrico? I cicli sessuati ed asessuati ,per cui è necessaria la zanzara sono esclusi? Adesso il capro espiatorio del nostro buonismo d'accatto,diventa l'infermiere?

Albius50

Lun, 26/03/2018 - 09:45

Tanti anni fa 1954 presi la SCARLATTINA il sottoscritto si fece 40 giorni a DERGANO in ambiente ISOLATO ovvero il personale medico non era ha contatto con altri reparti. Quindi la SICUREZZA era SUPERIORE all'attuale alla faccia dei fiumi di regolamenti scritti e attuati in questi anni.

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Lun, 26/03/2018 - 10:48

@ottimoabbondante - Infatti, non AFFERMERANNO MAI che l'infermiera è innocente.saluti

fifaus

Lun, 26/03/2018 - 13:18

Albius50: vero, ma nel '54 vigevano ancora le prassi , nate anche dall'esperienza coloniale africana e lìitalia era all'avanguardia nella profilassi e nella cura delle malattie tropicali