Tutte le moschee italiane dove l'islam radicale fa proseliti

L'Austria chiude luoghi di culto e caccia alcuni imam. L'Italia è piena di centri a rischio radicalizzazione: la mappa

La decisione del governo austriaco di chiudere alcune moschee radicali e di espellere una quarantina di imam fa parte di una nuova strategia messa in atto da Vienna per contrastare l’infiltrazione dell’estremismo di matrice islamista. Un’infiltrazione già allo stato avanzato in paesi balcanici come la Bosnia (dove Erdogan lo scorso mese ha tenuto un grande comizio elettorale), il Kosovo e l’Albania, con centri islamici legati al wahhabismo, al salafismo e ai Fratelli Musulmani che spuntano come funghi.

Un problema serio che riguarda tutti, anche l’Italia, visto che sono diversi i centri islamici sul territorio coinvolti in contesti legati alla radicalizzazione e a quell’islamismo politico connesso a organizzazioni radicali.

Il caso più recente è quello del centro islamico “al-Dawa” di Foggia dove a marzo veniva arrestato Abdel Rahman Mohy Mostafa Omar, 59enne cittadino italiano di origini egiziane, sposato con un’italiana. Il soggetto in questione veniva accusato di aver messo in atto un vero e proprio indottrinamento nei confronti di bambini, finalizzato a indurre una loro adesione all’Isis. Un vero e proprio lavaggio del cervello che si svolgeva all’interno del centro islamico, due volte alla settimana, durante le sue “lezioni di religione”.

Un anno prima, il 5 luglio 2017, veniva arrestato nel medesimo centro islamico il trentottenne ceceno Eli Bombataliev, con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a commettere delitti. Bombataliev svolgeva il ruolo di imam “sostitutivo”, dimorava nel luogo di culto ed è lì che entrava in contatto con diversi personaggi radicalizzati, come i fratelli tunisini Kamel e Boubakeur Sadraoui (il primo in stato di detenzione e il secondo espulso dal territorio nazionale), anch’essi residenti nel foggiano. Quasi in parallelo, il ceceno si dedicava alla radicalizzazione dei fratelli albanesi Lusien e Orkid Mustaqi, entrambi segnalati come frequentatori del centro “al-Dawa” e successivamente espulsi.

Bombataliev era tra l’altro noto all’anti-terrorismo russo come membro di quel che era una volta l’Emirato del Caucaso e soggetto legato al commando che nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 diede l’assalto alla “Casa della Stampa” di Grozny, causando la morte di 19 persone.

Ci sono poi le moschee lombarde di Costa Masnaga, Renate, Cinisello Balsamo, Como e lo Dzemat di Bergamo, dove aveva predicato l’imam radicale kosovaro Idriz Idrizovic, espulso nell’ottobre del 2017.

Altri centri islamici coinvolti sono quelli di Motta Baluffi, Pordenone, Cremona e il “Rastelica” di Siena, dove ha predicato l’imam bosniaco Bilal Bosnic, attualmente in carcere in Bosnia per aver fatto propaganda e per aver reclutato jihadisti per l’Isis, alcuni dei quali in territorio italiano durante alcune delle sue numerose visite.

Vi è poi tutto quel filone dell’islamismo politico non necessariamente terroristico ma collegato a organizzazioni radicali come i Fratelli Musulmani e quelle salafite e wahhabite: ci sono i turchi di Mili Gorus, ideologicamente legati ai Fratelli Musulmani e considerati dalle autorità tedesche una fucina di radicali. La sua sede in via Maderna a Milano è abusiva ma con il nuovo “piano per le attrezzature religiose” potrebbe essere messa in regola assieme al centro islamico “al-Fajr” di via Quaranta e ad altre due strutture utilizzate come luoghi di culto.

Ci sono i salafiti del Bangladesh, tra cui alcuni loro esponenti nel milanese che si sono “distinti” sui social per aver preso le difese di Molla Abdel Qader, islamista bengalese della Jamaat e-Islami giustiziato dal governo di Dacca nel dicembre 2013 per alto tradimento e crimini contro l’umanità.

C’è poi l’Alleanza Islamica d’Italia, legata ai Fratelli Musulmani e inserita nella lista nera degli Emirati Arabi. In passato nella sede di viale Monza è stata documentata la presenza di Salah Sultan, “Fratello” egiziano finito in carcere in Egitto, legato all’ex esecutivo islamista di Mohamed Morsy e noto per aver incitato alla violenza nei confronti degli ebrei.

Tra i predicatori pubblicizzati dall’Alleanza e dal Caim c’è poi Shaikh Riyad Al Bustanji, che aveva inneggiato al “martirio” religioso dei bambini. La sua presenza nel milanese aveva portato alla rottura tra Caim e Comunità Ebraica.

Secondo le ultime stime sono tra 800 e mille i centri islamici improvvisati in territorio italiano e in molti casi risulta difficile avere dettagli sulle loro attività, sapere chi sono gli imam di riferimento e ciò comporta un serio problema per la sicurezza, perché se è vero che avere luoghi di culto dove pregare è un diritto, è doveroso chiudere quei posti dove si inneggia al radicalismo.

Estremismo e terrorismo sono due facce della stessa medaglia, visto che il primo non è altro che la componente ideologica che giustifica il successivo passaggio alla violenza. Attendere che un’organizzazione sconfini nel terrorismo significa aver perso in partenza perché non si è fatta un’adeguata attività preventiva. Vienna s’è mossa in quella direzione, perché chi strizza l’occhio all’islamismo radicale non può avere spazio in Europa e non può essere nemmeno preso come interlocutore da parte delle istituzioni.

Commenti
Ritratto di elkld

elkld

Ven, 08/06/2018 - 21:40

- - islamici dovete tornare tutti a casa- - -siete terroristi tutti- - -fuori dall’austri fuori dall’italia- - -basta con questo bla bla bla- - -tutto inutile- - -swag

ClioBer

Ven, 08/06/2018 - 21:42

Se si vuole risolvere il problema alla radice, non bisogna chiudere qualche moschea ed espellere solo qualche imam. È chiaro il discorso???

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mbferno

Ven, 08/06/2018 - 21:55

Questa foto è un pugno nello stomaco!

Divoll

Ven, 08/06/2018 - 21:55

Se l'Austria lo ha fatto, lo possiamo - e dobbiamo! - fare anche noi!

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Giano

Ven, 08/06/2018 - 22:05

Grazie agli idioti terzomondisti ed alle anime belle cattocomuniste siamo gli unici a non aver ancora capito (o non voler capire) quale gravissimo pericolo sia l'invasione afroislamica. Speriamo solo che qualcuno abbia il coraggio, la forza e la determinazione per tentare di opporsi alla dissoluzione della civiltà occidentale. Ma temo che sia troppo tardi.

Divoll

Ven, 08/06/2018 - 22:09

Il rischio sarebbe se non le chiudono...

ESILIATO

Ven, 08/06/2018 - 22:11

Chiuderli prima che sia troppo tardi.

Ritratto di Elvissso

Elvissso

Ven, 08/06/2018 - 22:12

In austria se ne sono accortiadesso,da noi lo sappiamo da tempo ed i kompagni erano daccordo.

fabiano199916

Ven, 08/06/2018 - 22:17

Giusto, Soluzione semplice: Telecamere e microfoni nelle moschee, microfoni nascosti in ogni angolo anche all'esterno, obbligo di predicare in Italiano, pena il sequestro del'edificio

seccatissimo

Ven, 08/06/2018 - 22:31

Se l'Italia e gli italiani fossero seri e non solo ridicoli e quaquaraquà, praticare l'islam in Italia sarebbe stato proibito già da tempo in quanto palesemente incostituzionale ed illegale essendo le sue regole scritte nel corano contrari in gran parte ai dettami della nostra costituzione ed all'ordinamento giudiziario italiano !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Ven, 08/06/2018 - 22:31

Perchè? L'avete scoperto solo ora? E pensate d iessere furbi? Tutto il mondo sapeva ciò.

Ritratto di cicopico

cicopico

Ven, 08/06/2018 - 22:34

cosa stiamo aspettando a chiedere tutte le mosche in italia? che ci taglino la gola?gli altri stati sono piu svegli.

Ritratto di bracco

bracco

Ven, 08/06/2018 - 22:39

E sarebbe una novità che le moschee fanno proseliti per l'islam radicale ? ahahahahah, mica siamo fessi, ma per piacere ditelo a al sindaco di Milano Sala e alla sua giunta di buonisti filoislamici che fremono per vedere i minaretti ergersi sul cielo di Milano

Una-mattina-mi-...

Ven, 08/06/2018 - 22:43

MANDATELI TUTTI DA TOSCANI, CHE APPREZZA

giuliana

Ven, 08/06/2018 - 23:07

Nel corano sono contenuti inequivocabili dichiarazioni sull'inferiorità delle donne, incitamenti all'odio e all'omicidio dei non musulmani, in particolare ebrei e cristiani, la condanna a morte per chi abbandona o critica l'islam oltre che la legittimazione della falsità e dell'inganno quando, dal loro uso, l'islam può trarre vantaggi. Le leggi islamiche sono discriminatorie, quindi incostituzionali per cui la sètta islamica è fuorilegge. Un "buon musulmano", se segue gli insegnamenti del corano e considera come modello il comportamento tenuto in vita da maometto, è necessariamente un potenziale criminale, stupratore, pedofilo e assassino. Basta ipocrisia! E' ridicolo permettere l'esistenza l'islam e condannare chi ne vuole mettere in pratica gli insegnamenti.

Silvio B Parodi

Ven, 08/06/2018 - 23:15

bene Sapete dove sono??? Ruspa al lavoro! e biglietto aereo sola andata per i loro paesi!!!!

giginonapoli

Sab, 09/06/2018 - 07:59

i cxxi in aria: i protetti del PD.

Ritratto di bandog

bandog

Sab, 09/06/2018 - 12:41

Uela,non ditemi che il Piemonte è un'isola felice! XD

venco

Sab, 09/06/2018 - 13:25

elkid stavolta hai scritto giusto: sono tutti terroristi.