Tutte le tasse invisibili che uccidono il Paese

Dal 1965 al 2016 il prelievo è salito del 18% all'anno. Il risultato? Il debito è esploso e la crescita si è fermata

«Le tasse invisibili» è un pamphlet che ha la pretesa di affermare che forse è meglio buttare nel cestino i manuali di scienze delle finanze. Non perché essi siano inutili (...) ma perché le tasse e le imposte sono un virus che è mutato negli anni. La loro forma si è adattata al portatore sano, e cioè la Bestia statale, e il suo contagio avviene in forme completamente diverse da quelle un tempo conosciute e studiate. L'imposizione fiscale si è adeguata ai tempi e alle sue mode: oggi la tassa è buona, politicamente corretta, biologica e verde. Come alcuni superbatteri, le imposte sono così diventate immuni agli antibiotici conosciuti. (...)

Nel Novecento, e nella nostra Costituzione che ne è figlia, il prelievo fiscale non poteva che essere una prestazione che passava dalle tasche del cittadino alle casse dello Stato. Oggi è più complicato. Lo Stato continua la sua imperterrita corsa a farsi sfamare. Ma ha intrapreso un'ulteriore attività: la regolamentazione ossessiva, dal forte contenuto patrimoniale che spesso determina prelievi autoritari e autorizzati, che se non assumono la forma tecnica del tributo, ne hanno tutte le caratteristiche e i difetti.

Poco importa se il mio reddito di cento euro viene colpito da un'imposta tributaria di 50 o se il medesimo reddito viene percosso contemporaneamente da una regola che mi obbliga a rinunciare a 20 e da un'imposta che fa il resto con un peso di trenta. Il reddito disponibile alla fine viene ridotto sempre a 50.

L'imposta e la «regola imposta» hanno in comune il fatto di essere il grimaldello con il quale un piccolo gruppo di persone si organizza per governarci. In altri tempi e con Francesco Ferrara lo avremmo definita la formula magica con la quale si organizza la tirannia. Ogni imposta d'altronde, pensateci bene, è arbitraria: non solo riguardo ciò che colpisce (il reddito, il consumo o il patrimonio) e nella sua entità (aliquote, accise e prelievi vari), ma soprattutto nell'effetto che genera in chi la subisce. (...) La politica, organizzata in democrazia, è riuscita negli ultimi secoli a vincere una battaglia straordinaria. Ciò che conta è il metodo seguito (democratico, appunto) per approvare l'obbligo, il prelievo, la norma e non già l'essenza di ciò che essa prevede. Siamo ciechi: riteniamo giusto ciò che è democratico, tendiamo a ritenere legittimo un prelievo solo perché la procedura è stata rispettata e non già per la sostanza di quanto deciso.

C'è stata inoltre un'ulteriore mutazione. Per lungo tempo abbiamo ritenuto gli esattori i nostri nemici, giudici arbitrari del nostro tempo libero da obblighi (...). Oggi le cose sono diverse: noi stessi siamo diventati esattori. L'imposta è diventata la linfa, mica tanto vitale, della nostra società. Siamo diventati, paradossalmente, vittime e carnefici al tempo stesso: amiamo l'imposta e la costrizione, supponendo che essa riguarderà sempre e comunque gli altri. Genuinamente ci siamo convinti che l'evasione è sempre quella del vicino, che l'ingiustizia è sempre quella applicata alla nostra disponibilità economica. (...)

L'imposizione si è inoltre liberata dal suo contenuto monetario, dalle aliquote, dalle percentuali; è diventata semplicemente una porzione del nostro tempo di cui non disponiamo. Se vogliamo, in ciò siamo tornati indietro: l'economia più finanziaria di tutti i tempi, in cui la moneta circola non più grazie alla fisicità dell'atomo, ma solo in virtù dei Bit, ebbene in questa economia l'imposta si è dematerializzata, come la moneta appunto, ed è diventata più genericamente una costrizione a fare, e sempre di più rappresenta una limitazione alla nostra libertà. (...)

L'esattore, anche, ha dovuto cambiare forma. E si è talmente mimetizzato che non lo consideriamo più tale. Godono di vita propria. Il vigile urbano non è un nostro stipendiato come non lo è il magistrato. Come la legge tributaria non è al servizio del contribuente, così i nostri funzionari non sono più al nostro servizio. Viviamo in un complesso intreccio di soggezione verso uno stato che è nato al nostro servizio, e per il quale siamo finiti al suo servizio. In questo impasto, essendo tutti potenzialmente esattori, riconosciamo un ruolo divino a coloro che lo sono per davvero. (...)

Ci siamo fatti convincere che negli ultimi decenni siano aumentate le disuguaglianze, e per questo abbiamo giustificato l'intervento sempre più massiccio dei mandarini pubblici per poterle appiattire.

E mentre affrontiamo l'oppio delle disuguaglianze cedendo sovranità alle autorità pubbliche, non ci rendiamo conto, imbambolati dal miraggio della giustizia sociale, la grande ingiustizia politica che si sta consumando con il trasferimento coatto di risorse dai singoli allo Stato. I numeri pubblici parlano chiaro. E prendiamo solo quelli relativi all'ultimo mezzo secolo.

Il livello delle tasse nei Paesi sviluppati nel 1965 era pari al 24,9 per cento. Nel 2016 la frazione della ricchezza dei privati che è finita in mano pubblica è salita al 34 per cento. Il che vuole dire che le tasse sono cresciute del 40 per cento: ogni anno il prelievo pubblico è aumentato dell'8 per cento. (...)

L'Italia in questo processo di progressivo aumento fiscale (e ora stiamo parlando solo di prelievi monetari, che come detto sono solo una parte del nostro ragionamento) ha praticamente il record mondiali degli orrori. (...) È corsa a una velocità doppia: gli altri aumentavano l'imposizione del 8 per cento, noi di quasi il 18.

Nei medesimi anni è esploso il nostro debito pubblico e la nostra crescita è tra i fanalini di coda del mondo occidentale.

Qualcuno potrebbe mettere i puntini insieme e trarre una conclusione: in mezzo secolo più tasse, più debito, meno crescita.

Prima che i bambini si rendano conto che il re è nudo, tocca convincerli che si sia cambiato di abito. Ecco che le tasse non sono più bellissime, ciò che splende sono quei prelievi che hanno un fine etico. Ci stiamo inventando le tasse buone, le tasse di valore, i prelievi per l'ambiente, le imposte nascoste, le regole a favore di alcuni: un complicato reticolo di iniziative che hanno come unico fine quello di continuare ad alimentare la bestia statale che ha sempre più fame, poiché la sua dimensione è cresciuta e più cresce ed è potente e più ci affidiamo a lei per risolvere i nostri problemi. Una follia. La bestia non riusciremo più ad affamarla, come negli anni '80 speravamo, essa morirà d'infarto per le sue dimensioni, e perché la linfa con la quale campa sta diventando sempre più rara.

Commenti
Ritratto di albarca1945

albarca1945

Dom, 20/10/2019 - 08:46

Perfetta analisi

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 20/10/2019 - 08:49

inutile lamentarsi ! si, perchè i babbei comunisti e grulli quando invocano tasse o galera per gli evasori fiscali, dovrebbero essere i primi a dimostrare che non devono arrivare ai favori della politica, da cui la corruzione, traffico di influenze, perchè è proprio da qui che poi si arriva ad aumentare le tasse, per sopperire alle mancanze che si sono venute a creare dall'altra parte! se ci limitiamo a un paragone familiare: io, padre faccio un favore al figlio piu grande perchè mi sostiene nelle mie faccende (lecite o illecite) l'altro figlio, giustamente ne risente, e allora per avere qualche vantaggio, mi offre qualcosa che mi conviene, ad esempio (pura fantasia) che mi copre quando esco con un amichetta. questi favori costano, e se il mio conto corrente non mi basta piu, devo contrarre un prestito, e il mio debito cresce! allora, a quel punto, devo trovare altrove le risorse per integrarle (rubare? fare affari con immigrati clandestini?). fate le vostre riflessioni !

PRALBOINO

Dom, 20/10/2019 - 08:56

Da bambino ho vissuto gli anni sessanta ovvero gli anni del boom Questa esplosione di ricchezza per tutte le classi sociali che venivano dagli anni cinquanta (basta vedere qualche scorcio dei film dell'epoca per capire)ebbene si sono verificate delle favole nella realtà commercianti che sono passati dal carretto col cavallo ad una quattro ruote purché ne avesse quattro artigiani che quanto guadagnavano lo reinvestivano nell'aziendina facendola crescere investendo pure i soldi in nero lo stato lasciava fare infatti la crescita fu definita miracolo Adesso viviamo democraticamente una situazione che scientificamente impedisce il verificarsi di un nuovo miracolo COLPA DEI SOLITI SGHERRI

Ritratto di Beppe58

Beppe58

Dom, 20/10/2019 - 09:17

Parassitismo, incomprensibili ed inauditi privilegi ai soliti noti, enti inutili, ideologia catto-comunista che ha in odio il benessere degli altri, in primis della classe media ma non il proprio, inefficienza dell'apparato statale, arrivo massiccio di immigrati nullafacenti, che non sanno nulla e non hanno nessuna voglia di lavorare o di imparare, assistenzialismo verso chiunque tranne verso le persone che realmente necessitano di un sostegno da parte dello stato, sindacalismo deleterio spinto all'eccesso, incapacità della classe politica di ispirarsi ai virtuosi esempi stranieri, pensioni erogate dopo soli 15 o 19 anni di contributi, burocrazia opprimente ed elefantiaca, pressione fiscale oltre ogni limite di umana sopportazione. Questa è l'Italia del 2019, pallido riflesso di quello che sarà negli anni futuri se continueranno a "governare" questi incompetenti analfabeti.

Pigi

Dom, 20/10/2019 - 09:34

Non si dice come si spiega questo aumento. Non ho i dati, ma la spesa previdenziale nel 1965 non era il 17% del Pil, come ora; forse in quarto, visto che eravamo un popolo giovane e che si andava in pensione a 65 anni con la vita media di circa 70. E abbiamo già spiegato la metà dell'aumento della spesa pubblica. Poi stipendi ed emolumenti pubblici erano molto inferiori a quelli di ora, soprattutto per le (tantissime) posizioni alte. E probabilmente abbiamo già spiegato l'altra metà, da cui deriva la necessità costante di "fare cassa", in un modo o nell'altro.

Ora

Dom, 20/10/2019 - 09:36

Col governo giallo verde le tasse sono aumentate ( lo ha scritto anche “ IL Giornale “ e c’era Salvini ) Tutto il resto sono balle. Per quanto riguarda la manifestazione di ieri sono d’accordo con molte cose che sono state dette però avrei evitato di dare degli assassini agli avversari politici.

Ritratto di Sergio Sanguineti

Sergio Sanguineti

Dom, 20/10/2019 - 09:41

"Democraticamente" (ma con falsamente democratica carità pelosa), la piovra del sinistrismo dilagante s'è intrufolata ed autoprotetta al punto di trasfirmarsi nell'idrovora di stato, efficiente nell'autoassoluzione ed autogiustificazine di sé (con la costituzione ingessata) ma drenante la ricchezza pubblica, con la corruzione, linfa dell'inefficiente elefantiasi della macchina statale. Come era l'URSS.

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Dom, 20/10/2019 - 09:48

Lo statalismo è la malattia italiana. Lo stato cresciuto troppo , pesa ormai sulle nostre esistenze in ogni modo. Occorre tornare al laissez faire. Lasciare i soldi in tasca alla gente, lasciar la gente libera di fare e cooperare, e riappariranno benessere e risparmio sano. Si ridurrà il numero dei poveri, e probabilmente si sarà tutti più felici. Lo stato può e deve ridursi al minimo, e sia chiaro io non sono minarchista ma vado oltre. Con uno stato ridotto all'osso , a poche e ben limitate funzioni, tutto il resto in ambito privato , cambierà tutto in meglio. Libertà, responsabilità, individualismo, cooperazione, mercato libero. Non sono slogans, ma la ricetta per guarire. Meno procedure democratiche totalitarie, più libertà incondizionata.

Ritratto di tox-23

tox-23

Dom, 20/10/2019 - 10:22

Tantissimi sono costretti a piccole evasioni, un operaio con famiglia che guadagna 1300 euro al mese quando chiama l'idraulico o chiunque altro non ha i mezzi per pagare l'iva, che su uno stipendio del genere impatta alla grande. Qui c'è uno Stato vorace che in termini di welfare non ti dà quasi nulla in cambio, ecco perché i paragoni con gli altri Stati non funzionano.

Ora

Dom, 20/10/2019 - 10:30

X Contenextus : Lasciare i soldi in tasca alla gente? Ok ,però se devi fare un intervento chirurgico te lo paghi.

Gio56

Dom, 20/10/2019 - 11:04

Ora,ok però non deve valere solo per noi Italiani.E poi "avrei evitato di dare degli assassini agli avversari politici" vedo che si è dimenticato di quello che dicevano a Salvini( i vari Saviano,la specie di cuoco,ed i vari lenzuoli che venivano esposti (dove gli si augurava di campare centanni),o i pupazzi appesi a testa in giù,con le sembianze di Salvini

Ernestinho

Dom, 20/10/2019 - 11:08

E le accise sulla benzina continuano imperterrite! Per tutte le altre tasse sugli altri beni di prima necessita°: enel, gas ecc.!

Palumbo

Dom, 20/10/2019 - 11:22

Sono perfettamente d'accordo con Beppe 58, ho un'età che penso non mi consentirà di vedere la fine di questo stato di cose. Mi mortifica il fatto che molti italiani non hanno ancora capito che occorre mettere fine a tutto questo. Occorre che a governarci non ci siano gli analfabeti mangioni di ora, occorrono uomini nuovi, onesti, preparati,non ingordi di benessere per loro o per i propri amici; gente che ami l'Italia e non la vituperi in questo modo. Forse dovrà scorrere sangue, ma se è il caso occorre anche questo. Fuori i malfattori dal governo, facciamo lavorare gli onesti, evitiamo scene che purtroppo si ripetono come quegli impiegati che timbrano e poi si fanno i cavoli propri.Cominciamo da chi gestisce malamente e ignorantemente il potere nei comuni,nelle province,nelle regioni e nello stato.

cir

Dom, 20/10/2019 - 11:54

tox-23 Dom, 20/10/2019 - 10:22 : per evitare le piccole evasioni bisgna dare a tutti i dipendenti e pensionati lo stipendio + IVA . Le grandi evasioni sono la cosa piu' facile da colpire , basta volerlo...

newman

Dom, 20/10/2019 - 11:55

Tipica analisi all'italiana: tanta retorica non corredata da precisi dati statistici. Dopo aver letto l'articolo, sapete quali sono esattamente queste tasse invisibili? O non si possono individuare appunto perché invisibili? O c'é solo un feeling che siamo oppressi da tasse invisibili?

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Dom, 20/10/2019 - 12:22

Abbiamo più di 4mila miliardi di risparmi lasciate nelle banche. Solo quelle potrebbero far girare l'economia se le banche le investissero concedendole alle aziende per costruire infrastrutture e per altri scopi per la crescita. Invece vengono investiti nei meandri delle finanziarie. Invece

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Dom, 20/10/2019 - 12:30

Io ho incontrato un giorno l'unico muratore, il più onesto di tutti, mi ha fatto un lavoro perfetto ci ha impiegato due ore il materiale l'ha messo lui e ha chiesto 20 €. Bene gliene ho dato 50€ e mi sembravano ancora pochi, perchè io ci avrei impiegato 2 giorni e l'avrei fatto pure male.

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:27

«Il principio della democrazia si corrompe non soltanto quando si perde lo spirito di uguaglianza, ma anche quando si assume uno spirito di uguaglianza estrema e ciascuno vuol essere uguale a quelli che elegge per comandarlo. Il popolo allora, non potendo tollerare nemmeno il potere che conferisce esso stesso, vuole fare tutto da sé, deliberare al posto del senato, eseguire al posto dei magistrati... non li rispetta più... non si ha più riguardo per i senatori e in conseguenza per i vecchi... Quando non si ha rispetto per i vecchi, non se ne avrà nemmeno per i padri... Non ci saranno più buoni costumi, non più amore dell'ordine, infine, non più virtù. (Montesquieu, “Lo spirito delle leggi”, VIII, passim)

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:29

Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo . (Platone, La Repubblica – Cap. VIII.)

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:30

Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; (Platone, La Repubblica)

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:31

quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; (Platone, La Repubblica)

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:32

quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? (Platone, La Repubblica)

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 13:34

In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; (Platone, La Repubblica)

killkoms

Dom, 20/10/2019 - 14:57

@ora,si avvalgono, gratis,della nostra sanità stranieri che non hanno versato una lira di tasse!

ilcomunismohavinto

Dom, 20/10/2019 - 15:01

Condivido pienamente l'articolo, ma c'è un errore di calcolo. Se la percentuale di tasse aumenta del 40% in 50 anni, l'aumento, senza i composti, è dello 0,8% e non dell'8%. Con l'8% annuo, in 50 anni le imposte aumenterebbero del 1.876%, il che è poco credibile...

Ora

Dom, 20/10/2019 - 15:07

xGio56: Quindi dal mio post tu deduci che approvo le stesse cose che Saviano e altri dicevano su Salvini? Fatti un giro va.

Antonio43

Dom, 20/10/2019 - 15:08

etaducsum, niente di nuovo sotto il sole. A quanto pare è da qualche millennio che soffriamo degli stessi mali.

Ora

Dom, 20/10/2019 - 15:11

xkillkoms:E' vero quello che dici sugli stranieri ma non centra una pippa con il mio post.

Ritratto di Fabious76

Fabious76

Dom, 20/10/2019 - 15:13

L'aumento delle tasse è la conseguenza del fatto che non si riesce a fare una vera battaglia contro delle categorie che contribuiscono a prosciugare le casse dello Stato. Evasione fiscale,corruzione,falsi invalidi,lavoro nero,condoni o paci fiscali e ora, con il RdC,percettori che lavorano in nero o utilizzano escamotage tipo separazioni o residenze fasulle per poterlo ottenere.Le persone continuano a dare tutta la colpa allo Stato perchè è più facile.Non si ha il coraggio di ammettere che siamo uno dei paesi dove c'è il più alto tasso di soggetti che evade e compie truffe verso lo Stato (cioè verso tutti i cittadini Italiani).Si da colpa allo Stato per i pochi controlli ,ma quando qualcuno si imbatte in soggetti che non fanno ricevute, assumono persone in nero o percepiscono pensioni di invalidità o RdC non dovute,invece di denunciare,ci si gira dall'altra parte pensando che questi fatti non gli riguardino. LA colpa di tutto questo è anche nostra.

Ora

Dom, 20/10/2019 - 15:17

xkillkoms: Tu sai quanto spende lo stato italiano per curare le malattie(degli italiani) causate dall'alcol dal fumo dalla droga dalla ludopatia e altre? Mai nessuno ne parla ma sono finanziarie e questo è colpa nostra.

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 15:47

@Antonio43 (Dom, 20/10/2019 - 15:08) – Ha ragione. È il risultato dell’idiota ipocrisia che chiamano «politicamente corretto». Se la sono inventata i sinistrorsi USA per fregare voti a tutti, soprattutto ai neri, dicendo loro solo quello che vogliono sentire. Dilaga, ad opera del nostro sinistrume, in quest’Occidente erede, grazie al cristianesimo, del meglio della cultura greco romana.

killkoms

Dom, 20/10/2019 - 17:23

@ora,gli italiani lo stato sociale lo pagano a prescindere coi contributi previdenziali!poi.tocca pagare anche i ticket su molte prestazioni,mentre la maggior parte degli stranieri,regolari e non,non paga nulla!

Ernestinho

Dom, 20/10/2019 - 18:09

E le accise sulla benzina continuano imperterrite! Per non parlare di tutte le altre tasse sugli altri beni di prima necessita°: enel, gas ecc.!

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 20/10/2019 - 18:39

@Ora (Dom, 20/10/2019 - 15:17) – E lei sa che lo stato ha il monopolio della produzione del tabacco e della vendita di tutti i suoi derivati? Sa quanto sono tassati dallo stato i superalcolici? Quando un italiano si ammala a causa del fumo, le spese per curarlo le ha già versate allo stato, non una, ma decine di volte. Non pagano nemmeno col carcere, grazie a certa magistratura, i clandestini che spacciano droga in ogni angolo di strada.