Le unioni civili? A noi gay non interessano

I politici si occupino della crisi, che rischia di togliere diritti a tutti

In riferimentoall’articolo pubblicato ieri dal Giornale con il titolo «La truffa delle unioni civili. Una gabbia senzagaranzie », vorrei esprimere una posizione di lieve dissenso rispetto a quelladiAnnamariaBernardini de Pace.  Anch’io credo fermamente che le unioni civili non costituiscono una questione di destra o di sinistra e penso che sul tema l’unica soluzione possibile sia un dibattito sereno fuori da ideologie e schieramenti. Da sempre sostengo inoltre che nella lettura analitica della nostra Costituzione è contenuta la chiave del futuro dei diritti: sempre all’avanguardia in Europa dopo sessantaquattro anni, la nostra Carta rappresenta la stella polare delle battaglie di civiltà e di progresso. Eppure in Italia il dibattito sembra ancora aperto e lungi dal trovare una soluzione.

Molti giuristi, come Bernardini de Pace, sostengono appunto che la Costituzione, per chi è in buona fede, è chiara e non richiede di istituire registri per aggirare i problemi irrisolti. Eppure, pur partendo dallo stesso presupposto, da anni le associazioni Avvocatura per i diritti Lgbt - Rete Lenford e Certi diritti portano avanti ricorsi in diversi tribunali italiani, nell’ambito dell’iniziativa di affermazione civile, su questioni di legittimità costituzionale. Il busillis è sempre lo stesso: non è consentito a persone di orientamento omosessuale contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso per contrasto con gli artt. 2, 3, 29 e 117, 1˚ comma della Costituzione. I giudici prendono atto in più occasioni dei nuovi bisogni, e riconoscono che nel matrimonio fra persone dello stesso sesso non si individua alcun pericolo di lesione a interessi pubblici o privati... e poi rimandano la questione al Parlamento, sul terreno politico, dove va in scena l’eterno scontro fra guelfi e ghibellini da cui pare che l’Italia non riesca ad affrancarsi. La verità è che siamo in piena crisi economica, con una classe dirigente incapace di dare risposte serie ai drammi a cui assistiamo giorno dopo giorno, che usa la questione omosessuale come specchietto per le allodole, dandole una falsa priorità, illudendo tutti e tutte aumentando la conflittualità sociale tra le persone che la crisi la vivono pesantemente sulla propria pelle.

Imma Battaglia, presidente DigayProject www.digayproject.org

Oggi è evidente che Monti sta gradualmente restituendo spazio alla politica, essendosi ridotti i consensi e di conseguenza la maggioranza dal 70% al 55%. Ecco che per fermare il crollo si deve ricorrere all’elezioni anticipate con un asse di centro allargato (Pd, Udc, Pdl). In questo quadro si assiste alla bagarre politica strumentale sui diritti delle persone gay e lesbiche con i vari tatticismi: dai tentativi di Pisapia di porre il riconoscimento delle coppie gay come vessillo di una battaglia simbolica al Comune di Milano; alle dichiarazioni di Casini che da una parte cerca di aprire uno spiraglio alle unioni e dall'altra definisce il matrimonio gay come incivile e contro natura per rassicurare il mondo cattolico che lo sostiene; e oggi sulla Stampa Rosy Bindi rafforza definendo i matrimoni gay «incostituzionali» per fermare anche la via della Costituzione.

Meglio confondere tutti piuttosto che affrontare la crisi dei partiti, della politica, e delle politiche economiche di questa classe dirigente. Evidentemente l’uguaglianza dei cittadini non è in discussione. Il problema è un altro: in Italia è in corso un eterno, immutabile e inconciliabile scontro tra universo laico e mondo religioso, tra diritto alla libertà di scelta individuale e percorsi etici obbligati, tra modernità e tradizioni, tra libero pensiero e ideologie. E questa diatriba non investe soltanto la questione omosessuale, ma riguarda la sfera molto più ampia dei diritti umani. Non riusciamo a trovare il modo di avviare un dibattito sereno, scevro da toni polemici, se non addirittura offensivi. Soprattutto perché la crisi generalizzata che sta attraver­sando le nostre vite inasprisce gli animi. E la ridefinizione del nostro sistema di Welfare ci sta mett­endo di fronte a scelte talmente drastiche da rischiare di cancellare il tema dei diritti civili. Dialogo e comprensione delle differenze sono il primo passo per garantire a tutti il diritto a compiere libere scelte, in una cornice giuridica rispettosa di ogni diversità. Per me il tema centrale resta questo, sempre lo stesso, dopo oltre vent’anni di attivismo: difendo il diritto alla libertà di scelta, ma- senza il diritto a una vita dignitosa, senza lavoro, senza welfare, senza prospettive future- questo diritto sarà negato a tutti e tutte. Per me questo è il diritto civile più importante, da cui scaturiscono tutti gli altri.

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Commenti

Luigi Farinelli

Mar, 24/07/2012 - 11:07

Quando si parla di "diritti umani" ocorrerebbe fare finalmente un distinguo fra quelli legati all'etica e che separano l'umano dal bestiale e i "nuovi diritti dell'uomo" (aborto libero, empowerment femminile, eutanasia , eugenetica, libertà per ogni tipo di unione -oggi omosex, domani incestuosa o con animali, come già proposto - diffusione di droghe, genere di appartenenza "a scelta", ecc.); nuovi diritti creati a tavolino nelle stanze del Palazzo di Vetro e della Commissione Europea (non eletta da nessuno e di fatto espressione di una situazione da stato totalitario a cui è assoggettata l'Europa), imposti alle Nazioni col raggiro delle Conferenze Internazionali e fatti approvare subdolamente senza alcun dibattito pubblico, solo attraverso il mainstreaming, ossia col lavaggio del cervello graduale per il quale una cosa che non sarebbe mai approvata oggi, col tempo viene fatta passare come giusta e logica (ma senza avere alcuna base concreta di esistenza o approvazione concreta del pubblico) e quindi fatta diventare legge perchè "ormai non se ne può fare a meno"! Cosa quindi falsa e strafalsa!. Di questi "nuovi diritti" imposti dall'ONU non si parla mai anche perchè rientrando fra i canoni del "politicamente corretto" un dibattito pubblico non viene mai accettato (vengono solo proposte le istanze ultralaiciste e imbavagliate vergognosamente tutte le altre). Se i problemi economici sono gravi, ciò non toglie che il problema di scendere al di sotto del livello delle bestie (le bestie infatti seguono i principi naturali; per es., non abortiscono e continuano ad accoppiarsi fra maschi e femmine per evitare l'estinzione della specie) non sia importante per il futuro della Nazione, al punto da trascurare le difese anche da questo lato, contro chi ormai abusa del concetto di "laicismo dello Stato" per infettare la società con dottrine neo-gnostiche. Magari approfittando vigliaccamente proprio dell'allentamento dell' attenzione per altrettanto gravi problemi coningenti in campo economico (problemi questi ultimi provocati dalla stessa genìa che gestisce i primi).

Sapere Aude

Mar, 24/07/2012 - 12:03

Come si può non essere d'accordo con Farinelli. Dobbiamo liberarci di tutti quegli organismi internazionali che non hanno assolto alle funzioni per cui sono stati creati, se non in misura marginale. Non c'è niente di concretamente serio in ciò fanno, se non belle parole che con il tempo diventano veleno per la collettività.

bobsg

Mar, 24/07/2012 - 12:23

... e ai non gay neppure.

agosvac

Mar, 24/07/2012 - 13:46

Il problema del matrimonio tra omosessuali non c'entra niente con la nostra costituzione nè c'entra con un stato laico oppure religioso. Non è neanche una questione di etica. L'omosessualità c'è sempre stata da che mondo è mondo, fin dalla più lontana antichità. Quel che non c'è mai stato è il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Alcuni fanno derivare l'etimologia della parola matrimonio dal latino "mater" il che potrebbe anche essere giusto visto che essendo il matrimonio finalizzato alla creazione di una famiglia la madre è essenziale come lo è il padre, ma ancora di più: gli antichi romani che di queste cose se ne intendevano dicevano infatti che la madre è sempre certa, il padre no, da cui matrimonio e non padrimonio!!!!! Ma lasciando da parte le battute, più o meno spiritose, un fatto certo è che due omosessuali non hanno nessuna possibilità di creare una famiglia, e questo per i loro gusti sessuali, non per accertata incapacità fisica. Quel che non sono mai riuscito a capire è il perchè gli omosessuali insistano sul matrimonio. Perchè non cercano invece il semplice riconoscimento dei diritti civili cosa, peraltro, più che giusta e molto più facile da ottenere? E poi anche senza cambiare niente ci sono altri mezzi, riconosciuti, per garantire al proprio compagno o alla propria compagna la serenità almeno finanziaria. Prendiamo il caso molto recente di Lucio Dalla: col matrimonio tutto sarebbe andato al suo "sposo" ma se avesse fatto un semplice testamento sarebbe stato lo stesso!!!

eloi

Mar, 24/07/2012 - 16:18

non ho niente contri i gay. Perchè, anziche presentarsi all'ufficiale di stato civile non si presentano dfa un notaio?

The_Dark_Inside

Mar, 24/07/2012 - 16:33

@Luigi Farinelli. Condivido appieno il suo pensiero. Verrà purtroppo il giorno in cui quelli che si ostinano a pensare che l'uomo sia fatto per andare con la donna e viceversa, e non con altri uomini, bambini, animali ecc., dovranno sussurrarlo a voce bassa per non farsi sentire e dovranno andare a capo chino, additati al pubblico disprezzo. Faranno la figura dei sacerdoti degli antichi dei scacciati dal Dio unico verso la fine dell'Impero Romano: attaccati alle loro convinazioni ma ormai destinati all'estinzione, schiacciati dal "nuovo", dal "progresso", dalla "civiltà" che avanza... Saluti.

conversano

Mer, 25/07/2012 - 13:21

Che schifo,si puo' dire?

senzaparole

Dom, 29/07/2012 - 14:58

@agosvac 1)il fatto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso non ci sia mai stato non vuol dire che non possa esserci; le donne non potevano votare un tempo, oggi votano, no? 2)Due omosessuali possono creare una famiglia e ne esistono già; due omosessuali sono impossibilitati tanto quanto una coppia etero sterile o una coppia in cui la donna è in menopausa; se non possono sposarsi gli omosessuali per questo motivo è giusto che siano impossibilitati anche gli sterili e le donne in menopausa. 3)gli omosessuali insistono sul matrimonio perchè dobbiamo essere tutti uguali di fronte alla legge, avere tutti uguale dignità, diritti e rispetto. 4)il testamento può servire ma non è un matrimonio e credo che sia evidente a tutti. Ma se ritiene che sia la soluzione ad ogni problema io propongo testamento per tutti! Se basta il testamento perchè avere ancora il matrimonio? Aboliamo anche quello tra eterosessuali!

enron

Gio, 16/08/2012 - 19:03

Sembra qausi un ossimoro leggere di un'attivista gay che dice che ai gay non interessano le unioni civili, con la solita scusa "c'è grossa crisi" come se davvero le cose fossero collegate o che più diritti ai gay significasse meno diritti agli operai (obiezioni sollevata talvolta da sx) o alle famiglie tradizionali (obiezione da dx). Insomma in tutti questi anni si è visto che una scusa dire "no" la si trova sempre.