Vaccini, in primavera nasce l'Anagrafe nazionale

Il ministro della Salute Giulia Grillo, da sempre favorevole ai vaccini, propone il cosiddetto "obbligo flessibile"

La Direzione generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute vuole porre fine alla frammentazione dei sistemi informativi riguardanti le vaccinazioni. A tal proposito ha annunciato la sperimentazione in primavera dell'Anagrafe nazionale vaccini. Attraverso i dati di tutte le istituzioni e di tutti i registri, questo strumento inizialmente permetterà la registrazione dei nuovi vaccinati e a seguire quella degli altri. Ma non solo. Sarà possibile, infatti, gestire meglio il problema dell'immunizzazione e saranno altresì indicate le eventuali motivazioni del rifiuto di un vaccino, siano esse di natura ideologica o legate a un assente convincimento.

Il ministro della Salute Giulia Grillo - da sempre dichiaratasi a favore dei vaccini - punta al cosiddetto 'obbligo flessibile' (in discussione il disegno di legge nella XII Commissione del Senato). Secondo la nuova norma, ad esempio, l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola diventerebbe appunto flessibile. Esso cioè scatterebbe solo in caso di emergenze sanitarie o qualora si verificasse un significativo scostamento dagli obiettivi di copertura fissati. Diversamente, basterà rispettare le raccomandazioni degli organismi sanitari internazionali. Afferma Giulia Grillo:

"Riteniamo che la coercizione non possa essere l'unico strumento a disposizione di uno Stato per raggiungere le ultime sacche dei contrari. Raggiungere le soglie del cosiddetto effetto gregge è determinante. Occorre però un monitoraggio sistematico, possibile solo con l'Anagrafe nazionale da me fortemente voluta. Questo perché le soglie sono diverse a seconda delle malattie e perché il recupero di copertura ottenuto lo scorso anno non ha intaccato le differenze territoriali".

Sorgono tuttavia alcuni dubbi. La copertura vaccinale sul morbillo a 24 mesi su base nazionale, per esempio, è del 91,68% con marcate variazioni da zona a zona. Si stima una copertura minima nella provincia di Bolzano e una massima nel Lazio. L'obiettivo da raggiungere è il 95%, quota questa che potrebbe far scattare l'obbligo in tutta Italia. Ma fino al raggiungimento della stessa si verrebbero a creare una variabilità a macchia di leopardo. Altri problemi sono stati sollevati dal primo Rapporto dell'Osservatorio strategie vaccinali. Alcune regioni, infatti, che già presentano un'informatizzazione, utilizzano però software diversi all'interno della regione stessa. Le Regioni saranno chiamate a trasmettere con cadenza trimestrale le informazioni relative a ciascun residente. I dati verranno poi conservati all'Anagrafe nazionale fino a 30 anni dopo il decesso dell'interessato.