Vaticano, il vescovo Zanchetta si presenta dai giudici

Il vescovo Gustavo Zanchetta, che il Papa aveva scelto come assessore dell'Apsa, vola in Argentina: è accusato di abusi sessuali ai danni di due seminaristi

Monsignor Gustavo Zanchetta, che il Papa aveva scelto come assessore per l'Apsa ma che è accusato di abusi sessuali in Argentina, si sta per recare dinanzi i giudici della sua nazione. La vicenda del presule sudamericano era tornata d'attualità qualche giorno fa: era emerso come fosse stato chiesto l'arresto del consacrato. Per quanto poi le voci sul "mandato di cattura internazionale", che erano circolate nella settimana appena trascorsa, siano state almeno messe in discussione.

Ma il punto di fondo non cambia: il vescovo, che Jorge Mario Bergoglio aveva nominato nell'ente che si occupa di amministrare il patrimonio della Sede Apostolica, sta per fare ritorno in Sud America. Perché la giustizia argentina si è mossa. La bufera aveva avuto inizio a gennaio di quest'anno: monsignor Gustavo Zanchetta, del resto, era stato chiamato a Roma dallo stesso Santo Padre. Non si tratta di un semplice membro della Chiesa cattolica. Ma Jorge Mario Bergoglio, quando ha individuato Zanchetta per l'Apsa, era o no a conoscenza delle accuse mosse nei confronti del vescovo? Il Vaticano sostiene di no, mentre dalle parti del "fronte tradizionale" sembrano essere certi del contrario. Può essere solo un argomento utile ad attaccare le scelte del pontefice argentino. Per quanto il caso, anche da un punto di vista mediatico, esista eccome. Tanto che alcune ricostruzioni segnalano come Francesco abbia "promosso" mons. Gustavo Zanchetta per ben due volte di fila.

Stando alle dichiarazioni del difensore canonico del vescovo, mons. Gustavo Zanchetta sta viaggiando in direzione Argentina proprio nella giornata odierna. Dopodomani, invece, è il giorno della comparizione dinanzi i magistrati. A riportarlo, tra gli altri, è stata l'Agi. Le accuse non sono di poco conto: Zanchetta potrebbe aver abusato sessualmente di due seminaristi quando era ancora incaricato in Argentina e, nello specifico, nella città di Salta, dove la magistratura sta indagando. "Il collasso morale della Chiesa cattolica", dopo il caso dell'ex cardinal Theodore McCarricke, le vicissitudini cilene, quelle australiane e quelle americane, continua ad interessare le cronache.

Nel caso del vescovo Zanchetta, bisognerà vedere se le accuse verranno confermate o meno. Si è compreso come dalle parti del Vaticano abbiano voluto smentire che Zanchetta fosse "un rifugiato". Sempre il canonista sopracitato ha rimarcato infatti come Zanchetta sia sempre stato "a disposizione della giustizia". Un particolare, quest'ultimo, fatto presente pure dall'agenzia Nova. C'è infine curiosità attorno al responso dell'inchiesta interna della Santa Sede: anche il Vaticano sta facendo chiarezza, ma per ora non sono emerse conclusioni definitive. Il Santo Padre ha anche disposto un processo canonico.