"Vi lascio quello che siamo: i nostri libri". Il testo integrale del testamento di Caprotti

Il testamento del patron di Esselunga è anche un saggio destinato ai suoi familiari, ai suoi dipendenti e al Paese intero. Tra impresa, immobili, quadri, libri e volontà personali, una lezione di stile e signorilità

Nomino mie eredi universali, in parti uguali tra loro, mia figlia Marina e mia moglie Giuliana, precisando che le disposizioni di seguito effettuate devono intendersi: - come disposizioni volte a comporre le quote ereditarie, quanto alle disposizioni effettuate a favore delle mie due eredi universali; - come legati in conto di legittima, quanto alle disposizioni a titolo particolare effettuate a favore dei miei figli Giuseppe e Violetta; - come legati a valere sulla disponibile, quanto alle disposizioni a titolo particolare effettuate a favore di altri soggetti.

Queste mie ultime volontà attengono a quanto mi resta dopo le donazioni compiute sino ad ora. Occorre dunque tenere presente che ho donato - od ho procurato i mezzi per la loro acquisizione - i seguenti beni: - a mio figlio Giuseppe: a) l’appartamento sul golf di Monticello a Cassina Rizzardi (Como); b) l’appartamento di Verbier (nel Valais, Svizzera); c) la villa di famiglia in Albiate (Milano) con alcuni mobili ed arredi di gran pregio; con le sue pertinenze, il suo parco ed i terreni agricoli per circa venti ettari; d) quanto rimaneva della biblioteca - ritenuta di grande interesse dall’esperto Vigevani soprattutto per la raccolta di libri di «storie locali»- di mio bisnonno Giuseppe Caprotti, circa 4.000 (quattromila) volumi; e) l’intero archivio di famiglia repertato negli anni 1970, dal quale fu allora tratta l’opera del Prof. Roberto Romano.

Il corpo di tutto quanto sopra costituisce il centro delle nostre origini, la nostra tradizione di generazioni. Questo ho tramandato a mio figlio Giuseppe, in questo conto ho tenuto questo mio figlio; - a mia figlia Violetta: a) la sua casa di XXX. b) la casa di New York. c) la proprietà che mi è in assoluto più cara, il castello di Bursinel, a Bursinel (Vaud) sul lago Lemano, con tutte le sue pertinenze, terreni, vigne, boschi, per un totale di quarantacinque ettari. Con essa, tutta una serie di arredi, mobili, etc. di cui neppure posso fare un elenco, non avendovi più avuto accesso dal tempo della consegna a Violetta e a suo marito; - a mia moglie Giuliana: a) l’appartamento sul golf di Monticello a Cassina Rizzardi (Como); b) la metà della casa di Skiatos, Sporadi, Grecia; - a mia figlia Marina: a) la metà della casa di Skiatos, Sporadi, Grecia; b) la donazione di circa otto milioni di euro quale mio contributo per il recente acquisto della casa di Egerton Terrace, Londra. A quanto sopra si aggiunge l’elenco di dipinti e mobili pervenuti nel tempo a Giuseppe, Violetta e mia moglie Giuliana e che a loro rimarranno. A solo titolo di esempio, a Giuseppe la «Natura morta con melograno e bicchiere di vino » di De Chirico; a Violetta l’olio di Zandomeneghi «Donna alla finestra », appartenuto a mio padre; «Le rose bianche» di Fantin-Latour - sempre della collezione di mio padre - date a Giuliana. A Marina, una modesta madonna che era anch’essa di mio padre ed un pastello di Zandomeneghi.

Non mi attarderei ulteriormente su cose passate, data l’entità di quanto sto qui disponendo. Il disegno di ripartizione e di continuità famigliare - business soprattutto - che con tanta fatica e sofferenza avevo costruito già oltre 16 anni fa assistito dai Signori Avvocato Alfonso Pellegatta, Dottor Dionigi Farina, Ragionier Vittorio Alati, Dottor Giovanni Ripamonti (struttura della quale esistono documentazione ed atti) è definitivamente naufragato la sera del 30 luglio 2010. Ora, dopo anni di battaglie legali e di pubbliche maldicenze da parte di Violetta e di Giuseppe, ho destinato e destino le mie partecipazioni nelle due aziende che ho creato e che mi appartengono, in modo tale da dare tranquillità e continuità alle imprese, salvaguardando però i diritti di tutti i miei aventi causa, secondo la legge. Aggiungo a tal proposito, che ove mai (ma così non sarà) qualcuno dovesse pretendere integrazioni a quanto ricevuto, tali pretese dovranno, naturalmente e come per legge, riferirsi in via preventiva a tutto quanto disposto con il presente testamento.

Avendo già donato congiuntamente a mia moglie Giuliana e a nostra figlia Marina 64.542.004 azioni della Supermarkets Italiani costituenti il 70% (settanta per cento) del capitale sociale della stessa, nonché 25.355.785 azioni della «Villata Partecipazioni S.p.A.» costituenti il 55% del capitale sociale della stessa; i) lascio a mio figlio Giuseppe Caprotti n. 13.830.429 azioni della Supermarkets Italiani costituenti il 15% del capitale sociale, nonché n. 10.372.825 azioni della Villata Partecipazioni S.p.A. costituenti il 22,50% del capitale sociale; (ii) Lascio a mia figlia Violetta Caprotti coniugata Vedovi n. 13.830.429 azioni della Supermarkets Italiani costituenti il 15% del capitale sociale, nonché n. 10.372.821 azioni della Villata Partecipazioni S.p.A. costituenti il 22,50 del capitale sociale. Considerato quanto più sopra indicato in relazione alle proprietà immobiliari di Albiate e Bursinel, lascio in esclusiva proprietà a mia figlia Marina l’intero possedimento a me direttamente intestato sito nel Comune di Zonza nel Sud della Corsica. Si tratta di un terreno sul mare con destinazione agricolo-forestale, libero, forse suscettibile di parziale valorizzazione.

Del pari lascio a mia moglie l’intera mia proprietà di Fubine in Monferrato. Consta di una casa di caccia e di altri quattro cascinali pressoché fatiscenti ma suscettibili di ricostruzione, attorniati da ameni terreni agricoli. È una proprietà che chiede una destinazione finale, anche con una divisione in due ambiti: Gambinello, Capra e Castellino a sud, e Valvarena e Valmadonna a nord.

Dipinti e mobili

Avendo donato alla Pinacoteca Ambrosiana un dipinto di scuola leonardesca di possibile grande interesse ed ingente valore, ed avendo da ciò ottenuto una esperienza molto negativa, fino al dileggio da parte degli studiosi ed esperti dell’istituzione medesima, segnatamente, Monsignor Buzzi e tale Marani, cancello le donazioni previste alla Galleria di Arte Moderna della città di Milano. Lascio al Museo del Louvre, Parigi, l’olio di Manet (Manet d’après Titien) «La Vergine col coniglio bianco », con l’onere che venga esposto accanto al Tiziano originale. In considerazione di quanto ho subito in questi ultimi anni dai miei figli Giuseppe e Violetta, destino mobili, quadri, arredi, suppellettili, libri, ogni mio ricordo ed oggetto personale congiuntamente a Marina e Giuliana, fatto salvo quanto segue. A mio nipote Tommaso: piccolo acquerello del Duomo di Milano, appartenuto al Vescovo Peter Caprotti; Desportes A. F. «Natura morta con argenti» cm 121,30 x 90,50; Juan de Arellano «Natura morta con fiori» cm 83,50 x 102,00; Cantarini S. «Madonna con Bambino» cm 127,80 x 96,30; Desportes A. F. «Natura morta (caccia) con pesche ecc.» cm 65,60 x 82,20. A mia nipote Margherita: Verbruggen G. P. «Vaso di fiori in una nicchia» cm 51,50 x 46,30; De Coninck A. «Natura morta con crostacei e frutta su tavolo drappeggiato » cm 132,30 x 170,30; Vincenzino «Natura morta di fiori e vasi» cm 101,60 x 140,00. A mio nipote Giovanni: Robert H. «Rovine romane» cm 37,50 x 27,20; Robert H. «Rovine romane con lavandaie» cm 76,60 x 93,10; Cignaroli V. A. «Paesaggio fluviale » cm 85,50 x 101,50; Cignaroli V. A. «Paesaggio fluviale»(coppia) cm 85,50 x 101,50. Lascio come mio particolare ricordo ad Andrea Caprotti il Caran d’Ache – «Etudes d’ombres»-, che apparteneva a mio nonno Georges Maire.

Legati

Tengo due dossiers titoli presso due istituti bancari in Milano: uno presso il Crédit XXX ed uno presso la Deutsche Bank di XXX seguiti personalmente XXX presso Deutsche ho anche il mio unico conto corrente. Di questi miei personali risparmi, dispongo come segue: lascio a Cesare Redaelli, che con tanto affetto mi ha seguito negli anni anche nelle mie cose personali, la somma di due milioni di Euro. Del dossier titoli e dei conti correnti, al netto delle imposte che saranno da versare per i legati qui di seguito disposti (compreso il legato a Readelli), lascio tutto quanto rimane, diviso come segue: i) la metà (50%) alla signora Germana Chiodi, alla quale voglio esprimere la mia immensa gratitudine per lo straordinario aiuto che mi ha prestato nel corso degli anni. Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari, oltre che aziendali. A Germana Chiodi lascio i miei due dipinti di fiori di Mario Nuzzi, detto Mario dei Fiori: uno di cm. 60,30 x 44,80 e l’altro di cm. 68,00 x 49,80; ii) l’altra metà, divisa in parti uguali, è destinata a: Tommaso Caprotti Margherita Caprotti Giovanni Caprotti Andrea Caprotti Fabrizio Caprotti. Con disposizione successiva, sentiti gli eventuali interessati, assegnerò le poche armi da caccia di cui dispongo. Lascio a Francesco Moncada di Paternò la mia Bentley, perché la faccia diventare veramente vintage. Lascio a mia moglie Giuliana il natante Alfamarine, Roma 11428/D. Nomino infine mio esecutore testamentario il Dottor Stefano Tronconi, il quale mi ha dato la sua disponibilità, non senza ringraziarlo sentitamente per quanto ha fatto in questi anni nella sua qualità di grande professionista e per l’attenzione che vorrà prestare a queste cose minori. Dispongo che lo stesso sia compensato con la somma di euro 1.000.000 (un milione) a carico dell’eredità.

Vorrei chiudere questo scritto - non lo nascondo - molto sofferto, chiarendo ulteriormente il mio proposito. Ho lavorato duramente. Ho sofferto l’improvvisa tragica scomparsa di mio padre (avevo 26 anni ed avevo lavorato con lui solo 6 mesi). Poi, più tardi, il dissidio coi miei due fratelli la cui liquidazione (richiesta) mi è costata quasi vent’anni di ristrettezze; nell’immane fatica, più tardi, la crisi drammatica e la fine della Caprotti. Infine non sono stato molto premiato per quanto ho fatto, o ho cercato di fare, a favore di Giuseppe e di Violetta, svantaggiati dalla legge italiana rispetto ad una Marina con madre. Dopo tante incomprensioni e tante, troppe amarezze ho preso una decisione di fondo per il bene di tutti, in primis le diecine di migliaia di persone i cui destini dipendono da noi, ma anche per una relativa pace familiare. Famiglia non ci sarà. Ma almeno non ci saranno le lotte. O saranno inutili, le aziende non saranno dilaniate. Così stando le cose auspico, auspico veramente che non ci siano ulteriori contrasti e pretese. Che ognuno possa starsene in pace nei propri ambiti.

Per le mie esequie dispongo quanto segue: 1) spero di morire in questa casa. 2) il Santuario San Giuseppe mi attende; è a 300 metri. 3) il mattino, il più presto possibile, onde non disturbare il prossimo. 4) dal Santuario XXX il carro vada direttamente al Cimitero di Albiate; il mio loculo è il II° a sinistra, appena sotto i miei nonni. 5) niente annunci; sarebbero paginate di fornitori, cortigiani, etc. 6) la cappella del cimitero è perfettamente restaurata ed i cipressi del cimitero cambiati nuovamente; per tre anni ho assunto col Comune di Albiate l’impegno della loro cura o sostituzione. Giuliana è informata, il Dottor Arcari di Esselunga gestisce. Occorrerà ricordarsi di lui. Grazie. Il futuro di Esselunga Sto dotando l’azienda di un management di alta qualità. È diventata «attrattiva». Con Tornatore lo è divenuta di più. Però è a rischio. È troppo pesante condurla, pesantissimo «possederla», questo Paese cattolico non tollera il successo. Occorre trovarle, quando i pessimi tempi italiani fossero migliorati, una collocazione internazionale. Ahold sarebbe ideale. Mercadona no. Attenzione: privata, italiana, soggetta ad attacchi, può diventare Coop. Questo non deve succedere

Commenti

linea56

Sab, 08/10/2016 - 08:38

CAPROTTI:un signore. Le coop : chiaviche. Giuseppe

Ritratto di Turzo

Turzo

Sab, 08/10/2016 - 09:04

Mi inchino a questo GRANDE uomo, sono i migliori che il tempo ci ha donato

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Sab, 08/10/2016 - 09:09

Grande Caprotti,con grande stima.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 08/10/2016 - 09:14

un grande uomo! probabilmente il secondo industriale migliore, dopo berlusconi! la sinistra, come sempre, fa schifo! coop.... che il Signore li fulmini!

Paul58

Sab, 08/10/2016 - 09:29

purtroppo questo Paese non ha mai meritato quest'uomo

Antares-60

Sab, 08/10/2016 - 09:34

Peccato che negli ultimi decenni una persona come Caprotti non abbia voluto fare politica e creare un'"impresa Italia", purtroppo non ci restano che giullari e buffoni, ma non fanno ridere, rubano e distruggono quello che un tempo era chiamato il "bel paese"!

Fjr

Sab, 08/10/2016 - 10:16

Questo paese cattolico , io avrei scritto cattocomunista, non tollera il successo, ma va bene lo stesso caro Caprotti, tanto il senso di una cosi' pesante affermazione si è' capito lo stesso, non c'è niente di più' vero di quanto da lui lasciato a testimonianza di una vita fatta di lavoro e di lotte, adesso si riposi , finalmente ,e lasci che siano gli altri a scannarsi per il potere , perché' purtroppo la tanto sperata pace familiare non avrà' vita lunga , anche se blindata con le migliori intenzioni

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 08/10/2016 - 10:48

Grazie Caprotti per aver dimostrato le capacita' italiane, grazie per non essersi inginocchiato davanti ai farabutti rossi per ottenere la mancetta. Un grande italiano. Mi auguro gli vengano intitolate vie e piazze. Rip.

faber531

Sab, 08/10/2016 - 10:53

GRANDE UOMO

Ritratto di gianky53

gianky53

Sab, 08/10/2016 - 11:39

Ieri avevo scritto che la disposizione di non vendere a coop è sacrosanta, ma voi avete censurato perché definivo l'operare di costoro a qualcosa di para-mafioso, il che è inoppugfnabile, come raccontato nel libero di Caprotti "Falce e carrello". Pubblicare prego!

mariod6

Sab, 08/10/2016 - 11:56

Un Grande in vita - un Grande nella morte. Che la politica e le cooperative lo abbiano sempre osteggiato è lampante, inconfutabile e ovviamente perverso; ma che i due figli gli abbiano fatto la guerra, assieme ad altri beneficiati da questo gigante. fa venire il voltastomaco. INFAMI !! Spero veramente che esista un Aldilà dove possa riposare in pace.

Ritratto di elkid

elkid

Sab, 08/10/2016 - 12:06

-----abbiamo capito---le posizioni contro caprotti non passano---fatelo santo subito mi raccomando---magari domani cominciate a descriverne i miracoli-----

Anonimo (non verificato)

carlo.sormani

Sab, 08/10/2016 - 13:12

Ho letto adagio, ho letto due volte e poi tre. Ho letto un dolore infinito ed irrevocabile. Forse ad altri sarà sembrato solo un appetitoso elenco di beni materiali. Ho letto dei famosi Battelli sul Reno di Walther Rathenau che devono continuare a navigare perché la società non esiste per distribuire dividendi a lorsignori, ma per far andare i battelli sul Reno. Se il Paradiso esiste, prima o poi ci andrà, non fosse che per questo. Requiescat in pacem.

soldellavvenire

Sab, 08/10/2016 - 13:26

aspettiamo ansiosi anche il testamento integrale di berlusconi, che pubblicherete spero in forma cartacea in modo che possa venire esaminato accuratamente (dalla GdF)

linea56

Sab, 08/10/2016 - 13:46

Elkid ma questa e' proprio la tua faccia opppure di quella feccia del guevara. Giuseppe

alkt90

Sab, 08/10/2016 - 14:05

Caprotti....semplicemente un GRANDE della storia..

manfredog

Sab, 08/10/2016 - 15:31

..e a me niente; porca miseria !! Non posso sapere chi fosse veramente come uomo, avrei dovuto lavorare almeno vent'anni come operaio, perlomeno, nelle sue aziende, per sapere qualcosina; tuttavia, da quel che ho potuto leggere qui sopra, l'ultima frase ..'privata, italiana .. può diventare Coop. Questo non deve succedere.' .. mi porta a dire che commercialmente e come creatore di ricchezza vera, sia stato un uomo di grande genio; le coop rosse non sono altro che fabbriche di voti che, tramite gli aiuti statali, proliferano, spesso in maniera improduttiva, solo per dar posti di lavoro ai fannulloni di partito. Quindi è chiaro che vorrebbero mettere le mani su di una realtà così ben messa, magari con il denaro dello stato (nostro), già bella che pronta, per usarla per i loro scopi; dopo se tra qualche anno il giocattolo si deteriora, non importa, gli affari loro sarebbero fatti e ci penserebbe zio governo !! mg.

ilbarzo

Sab, 08/10/2016 - 17:49

Questo signore era veramente un uomo tutto d'umpezzo.Caprotti invidiato e odiato dai politici di sinistra,per la sua grandezza,la sua bontà,il suo essere uomo dritto,onesto ,capace,intelligente e per la sua manifesta fede di volontà anticomunista.I politici comunisti tutti,hanno odiato quest'uomo quasi quanto hanno odiato Berlusconi.Questa è la loro fede comunista.L'ODIO verso il prossimo.Solo assai buonisti con i clandestini e i delinquesnti,forse perchè credono di prendersi i loro voti.

ilbarzo

Sab, 08/10/2016 - 17:51

Omaggio a Caprotti, grandissimo uomo.Il Signore ti abbia in gloria.

Edmond Dantes

Sab, 08/10/2016 - 23:15

@soldellavvenire. Pensi a scrivere il suo, di testamento. Sempre che abbia qualcosa da lasciare oltre all'astio da antiberlusconiano ed alla congenita stupidità. Quando dovessimo leggerlo non mancheremmo di farci finalmente quattro risate con qualcosa scritto da lei.

Ritratto di Caprimulgo

Caprimulgo

Sab, 08/10/2016 - 23:41

Adesso ho capito perché la roba da mangiare é così cara ! C'è da mantenere tutti questi papponi !

Ritratto di ezekiel

ezekiel

Dom, 09/10/2016 - 00:30

"Attenzione: privata, italiana, soggetta ad attacchi, può diventare Coop. Questo non deve succedere". Ahahaaaaaaaaa, come godo. Caprotti aveva le idee ben chiare riguardo ai ratti rossi. Come godooooooooo!

roseg

Dom, 09/10/2016 - 08:37

elkid sab. 08 ore 12/06 L'invidia si riferisce a uno stato d'animo o sentimento per cui, in relazione a un bene o una qualità posseduta da un altro, si prova spesso astio e un risentimento tale da desiderare il male di colui che ha quel bene o qualità. Hai capito brutto komunistello becero...e come dice la pubblicitá di una famosa automobile: PERDONALO É SOLO...UN CxxxxxO. pubblicare prego.