Vibo Valentia, figlio tortura la madre per i soldi della pensione

Un 36enne di Francica, in provincia di Vibo Valentia, è stato arrestato dai carabinieri per le violenze sul genitore

L'ha sequestrata, picchiata e minacciata con un coltello per farsi consegnare i soldi della pensione. Un trentaseienne disoccupato di Francica, in provincia di Vibo Valentia, è stato arrestato dall'Arma dei carabinieri per le minacce e le violenze ai danni della madre. L'uomo responsabile del sopruso è un soggetto già noto alle forze dell’ordine.

L'escalation di violenze e soprusi perché la donna ha deciso di non consegnargli più i soldi della pensione. La signora stessa ha denunciato il figlio, presentandosi spontaneamente in caserma con il volto pieno di lividi e tumefatto. La donna, inoltre, presenta numerose ed evidenti ecchimosi su tutto il corpo.

Nella notte tra il 20 e il 21 novembre, secondo quanto riportato dalla Benemerita di Vibo Valentina, il 36enne ha picchiato selvaggiamente con dei bastoni e minacciato di morte la madre, "colpevole" di negargli il denaro. Il genitore, dopo ore e ore di soprusi e angherie, è stata anche rinchiusa in una stanza dove ha trascorso l'intera nottata prima di essere liberata.

Approfittando proprio dell'assenza di casa del figlio, l'indomani la donna si è recata alla caserma dei Carabinieri per raccontare e denunciare ai militari quanto subito. Avviate subito le indagini, i militari hanno rintracciato il figlio e lo hanno dichiarato in arresto. Il figlio degenere, ora, dovrà difendersi in un’aula di Tribunale dalle gravi e pesanti accuse di sequestro di persona, estorsione e lesioni personali.

Il caso di Ferrara

Nelle scorse ore un caso simile, e ancor più drammatico, a Ferrara, dove un ragazzo di 22 anni ha massacrato di botte, uccidendola, sua nonna. La vittima è una signora di 71 anni, deceduta in ospedale per le lesioni subite dal nipote. La furia del giovane omicida sarebbe scattata in seguito all’ennesima lite per questione di soldi. Dalle ricostruzioni degli inquirenti è emerso che il ragazzo, in stato di alterazione psic fisica, fosse stato preso in affidamento dai nonni dopo il divorzio dei genitori e fosse già stato arrestato nel 2018 per una tentava estorsione sempre nei confronti dei nonni. La furia cieca del 22enne è scoppiata mentre si trovava con la nonna in auto: è a bordo del veicolo che i due hanno iniziato a discutere, dunque la discussione si è trasformata in un litigio e da qui è degenerato: il giovane l'ha uccisa a mani nude, sfogando tutta la sua rabbia e frustrazione sulla nonna.

Commenti
Ritratto di bimbo

bimbo

Ven, 22/11/2019 - 13:25

Dovrebbe fargli fare la pratica vudu' il cristianesimo non funziona più.

agosvac

Ven, 22/11/2019 - 14:21

Troppo schifo, meglio neanche parlarne.

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franco_G.

Ven, 22/11/2019 - 18:18

Se da piccolo fosse stato educato a suon di cinghiate, con i vecchi metodi, quando la combinava proprio troppo grossa, oggi non avremmo questo titolo di giornale. Ma i sinistroidi buonisti e mollaccioni se la fanno addosso non appena un ragazzino piagnucola ché la vuole avere vinta, e lo lasciano fare; e così ci ritroviamo questa società miserabile a loro misura.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Ven, 22/11/2019 - 18:33

Chiedete a quei figli quali sono i veri motivi che hanno scatenato la furia matricida.

maurizio-macold

Ven, 22/11/2019 - 18:38

Strano che un figlio della nostra amata patria si macchi di una simile nefandezza. Di solito queste violenze le fanno i nxxxi e gli immigrati....

Giorgio Rubiu

Ven, 22/11/2019 - 19:23

@ maurizio-macold - Si, anche gli italiani! Per queste cose non è una questione di nazionalità ma spesso è un fatto di soldi per comprare la droga. Comunque la sua ironia è fuori luogo. I casi dei "figli della nostra amata patria" sono, poniamo, mille su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti. Quelli perpetrati dai "figli di altre amate patrie" sono migliaia, almeno due al giorno contro una popolazione che è il 10% della popolazione autoctona. Cioè, poniamo, gli stessi mille ma su una popolazione di 6 milioni. Faccia un po' di conti invece che fare della facile ironia su quelle che sono tragedie individuali, non nazionali ne culturali.