Il video testamento del vigile del fuoco morto ad Alessandria: “Se domani non torno…”

In un video di alcuni anni fa, il 38enne Marco Triches spiega il suo sogno di diventare un vigile del fuoco per poter "aiutare la gente" in difficoltà

"Se domani non dovessi più tornare, racconta a tutti del mio amore esagerato per questa divisa. Racconta a tutti che ero riuscito a diventare ciò che sognavo da bambino". È una sorta di testamento il video messaggio con protagonista il 38enne Marco Triches, il vigile del fuoco morto con altri due colleghi nell’esplosione di una cascina disabitata a Quargnento in provincia di Alessandria.

Un filmato che il pompiere aveva registrato per gli allievi della Scuola di Formazione Operativa dei vigili del fuoco che, a loro volta, lo hanno pubblicato sulla loro pagina per onorare il collega morto mentre adempiva al suo dovere. Triches nel video spiega con un sorriso disarmante e allo steso tempo rassicurante che “il suo desiderio di diventare vigile del fuoco nasce dal militare”. Un lavoro per aiutare chi si trovava in difficoltà. "Fare il vigile del fuoco vuol dire aiutare la gente e io sognavo di fare questo".

Marco raccontava ai futuri pompieri cosa significa indossare quella divisa.“Non mi sento un eroe, mi sento una persona che spera di avere l’opportunità di salvare altra gente”. Il vigile del fuoco, però, era consapevole dei grandi rischi della sua professione. Tanto che termina il messaggio con una frase che sembra una dedica a chi è rimasto: “Se un giorno non dovessi più tornare, racconta a tutti del mio amore esagerato per questa divisa. Racconta a tutti che ero riuscito a diventare ciò che sognavo da bambino. Racconta di quanto ero felice ad avere fratelli al posto di semplici colleghi. Racconta a tutti che ero e sarò per sempre…semplicemente… un vigile del fuoco”.

Marco lascia una moglie e un figlio di tre anni. Domani alle 11 nella cattedrale di Alessandria si svolgeranno i funerali dei tre vigili del fuoco morti nell’esplosione. Intanto, l'Associazione dei vigili del fuoco di Alessandria ha aperto un conto corrente per chi volesse aiutare le famiglie dei pompieri.

Commenti

federik

Gio, 07/11/2019 - 20:24

Non sono eroi, sono dipendenti pagati per svolgere un lavoro e questo comporta dei rischi come per i muratori, gli autisti, i meccanici, i tornitori, gli scavatoristi, gli elettricisti, i minatori, i gruisti................

Mauritzss

Ven, 08/11/2019 - 00:06

"Racconta di quanto ero felice ad avere fratelli al posto di semplici colleghi." . . . . Molto bella !! Un mestiere nel pericolo porta alla solidarietà umana più avanzata . . . .

ruggerobarretti

Ven, 08/11/2019 - 07:58

Esattamente federik, la retorica alla fine diventa stucchevole

Ritratto di serramana1964

serramana1964

Ven, 08/11/2019 - 08:20

.....federik lei è in stato confusionale...sa che cos'è la valutazione del rischio....vada a leggersi il testo unico sulla sicurezza....eviti di scrivere panzanate

ricktheram

Ven, 08/11/2019 - 09:57

A tutti quelli che scrivono per niente, ricordate che a volte, specialmente in queste situazione dove al di là di ogni cosa c'è un figlio, fratello, amico o collega morto in servizio, è doveroso SOLO fare silenzio. I commenti teneteli per il bar.

Fjr

Ven, 08/11/2019 - 10:35

Ricktheram,per fortuna che qualcuno ogni tanto rimette le cose al loro posto,forse un religioso silenzio sarebbe più adeguato

Ritratto di Clastidium

Clastidium

Ven, 08/11/2019 - 10:57

@ federik: aggiungi anche poliziotti, carabinieri, militari in genere, che, dati alla mano, svolgono un lavoro molto più sicuro di un operaio di cantiere, soprattutto se al primo giorno di lavoro (una morìa).