Vile attacco hacker ai sistemi di Sud, la tv che non si inchina

Attacco alla neonata tv che, a due giorni dalla nascita, documentò la verità sulle attività nel porto di Gioia Tauro, confutando le tesi fino ad allora espresse da politici e amministratori

Hanno agito la notte fra il 29 e il 30 luglio, gli hacker che hanno messo in croce la neonata televisione SUD. Hanno azzerato i sistemi, gli archivi, fino al singolo file. Una precisione diabolica, studiata, probabilmente preparata nel tempo. Nulla si è salvato del lavoro di quattro mesi dell’equipe di giovani professionisti che, con dedizione, competenza e tenacia, ha dedicato ogni ora della propria giornata. Fino a restare in piedi anche per due giorni consecutivi, nelle ore del trasbordo delle armi chimiche siriane al porto di Gioia Tauro. Sono proprio di SUD le immagini esclusive di quelle ore di ansia e preoccupazione. La neonata tv che, a due giorni dalla nascita, documentò la verità sulle attività nel porto di Gioia Tauro, confutando le tesi fino ad allora espresse da politici e amministratori. Quelle armi mortali toccarono il suolo italiano e furono trasportate da nave a nave dagli operai italiani che utilizzarono le gru del porto per le operazioni. Questa, una fra tante verità che la televisione alternativa calabrese ha deciso di rivelare.

E, a seguire, nelle settimane successive, la denuncia dei genitori dei bambini morti o resi disabili per colpa della malasanità in Calabria, in diretta nel programma Il Rinoceronte, alla presenza di una medica che non ha potuto negare l’evidenza. O le scomode rivelazioni sui magheggi massonici negli affari italiani fatte davanti alle telecamere de Lo Stiletto. Una televisione, dunque, che non teme di dire la Verità. Che denuncia. Che non trema. Non piega la schiena a nessun bastone. SUD è, comunque, già al lavoro! I ragazzi non si sono abbattuti per molto tempo: sono in giro per la Calabria, la Sicilia, con le telecamere accese. SUD non tace e nessun hacker o mandante potranno zittirla. Non ci sarà atteggiamento mafioso che tenga: la determinazione è il sangue che scorre nelle vene di SUD. Pur nella paterna tristezza di fronte ai primi minuti di sconforto dei ragazzi che stanno dando l’anima, mi sento di poter dire che siamo forti come tori e coraggiosi come leoni e determinati come manguste. Non temiamo artigli, né veleni. Non temiamo nemmeno il dio degli hacker. Come fenice, siamo pronti a morire e rinascere cento, mille volte. Confortati, poi, dalla solidarietà e dalla vicinanza espressa da tutti i colleghi dell’etere e della carta stampata, e, con loro, dai telespettatori che, numerosi, ci seguono e ci stanno comunicando la loro fratellanza, abbiamo già riacceso le macchine. SUD non si inchina davanti a nessuno.

Commenti

vince50

Gio, 31/07/2014 - 16:32

Non sono stato io lo giuro,evidentemente hacker ben pagati,da chi? boh!!!!!!

Ritratto di cable

cable

Gio, 31/07/2014 - 17:14

Nemmeno io, ero a spasso.

buri

Ven, 01/08/2014 - 10:56

lL'impero (mafioso) colpisce ancora !!!