"Yara non fu sequestrata, ma conosceva Bossetti"

I pm non hanno dubbi: i due si conoscevano e la ragazza è salita volontariamente sul furgone

Yara Gambirasio non fu sequestrata, ma è salita di sua spontanea volontà sul furgone di Massimo Bossetti. O almeno ne sono convinti i pm che nella richiesta di rinvio a giudizio non hanno formalizzato l'accusa di sequestro di persona.

Il muratore di Mapello, infatti, è accusato solo di omicidio pluriaggravato e calunnia. Per gli inquirenti, quindi, non ci sono dubbi: la ginnasta di Brembate conosceva sicuramente Bossetti, come confermerebbe anche la testimonianza - ritenuta attendibile - di una donna che racconta di averli visti insieme in macchina almeno tre mesi prima della scomparsa della tredicenne. Intanto è stata fissata per il 27 aprile l’udienza preliminare davanti al giudice Ciro Iacomino per la discussione della richiesta di rinvio a giudizio depositata lunedì del pm Letizia Ruggeri.

Commenti
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sekhmet

Gio, 26/03/2015 - 10:31

Mi fa un po' senso un quarantenne a cui piacciono le tredicenni. Mi fa anche un po' senso una tredicenne a cui piacciono i quarantenni. Però, se lo dicono gli inquirenti... Sekhmet.

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Memphis35

Gio, 26/03/2015 - 10:46

E'quanto va sostenendo, già da tempi non sospetti, il sottoscritto. Ed alla luce di questo si spiegherebbero i 13 passaggi consecutivi su di un circuito ben definito. Il Guerinoni era giunto all'appuntamento con quell'adolescente, troppo ingenua e troppo incuriosita dalle attenzioni di un adulto, con largo anticipo e stava ingannando il tempo dell'attesa. Spiegata anche la mancanza di una colluttazione che si sarebbe inevitabilmente verificata in presenza di un sequestro.

ORCHIDEABLU

Gio, 26/03/2015 - 11:00

x sekhmet non gli piaceva bossetti,io credo che yara fosse spaventata da quest'uomo,ma per la forza fisica dati i suoi allenamenti abbia cercato di risolvere il problema da sola senza chiedere aiuto,ha provato con il fratellino piccolo ma purtroppo non lo ha riferito ai suoi genitori.Puo' darsi che lui abbia giocato come si con il topo lui il gatto un vero selvaggio.

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bingo bongo

Gio, 26/03/2015 - 11:14

La cosa inquetante è il totale silenzio dei genitori di yara. La loro ragazzina saliva sul furgone di uno sconosciuto e loro,in questo processo mediatico,da palo con cappio in pubblica piazza, non sentono il bisogno di una dichiarazione?

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CaptainHaddock

Gio, 26/03/2015 - 11:17

Ma povera Yara...adesso , in mancanza di indizi a naufragar miseramente destinati, ci si ostina ad infangare la memoria di quella ragazzina che aveva sicuramente tante passioni meno quella di cui si vagheggia.

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ersola

Gio, 26/03/2015 - 11:42

bingo bongo il tuo commento fa vomitare e offendi pure le scimmie per la loro intelligenza.

agosvac

Gio, 26/03/2015 - 12:09

I due si conoscevano ed Yara andò "volontariamente" con Bossetti. Ed allora perché Bosetti avrebbe dovuto ucciderla??? Tra l'altro visto che tra i due c'era, a quanto sostiene la magistrata inquirente, rapporti di frequentazione, come mai non c'è alcuna traccia di Yara sul furgone del Bossetti??? Il fatto che, invece, ci sono tracce del furgone del bossetti sui leggins di Yara mi sembra una tale barzelletta che neanche la si dovrebbe prendere in considerazione, le due cose si escludono a vicenda : se la tappezzeria del furgone lascia una traccia sui leggins di Yara, a maggior ragione i leggins di Yara dovrebbero lasciare tracce sulla tappezzeria del furgone del Bossetti!!!!!

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 12:18

Gli inquirenti fanno SEMPRE così. Quando qualcosa non riescono a spiegarla col teorema originario, ne inventano uno nuovo. Inspiegabile per tempi, modalità ecc... il sequestro violento, ripiegano sulla "conoscenza tra i due". Io - intendiamoci - la trovo una spiegazione logica, l'unica. Ma allora - miei cari - voglio comunque DELLE PROVE. Non la testimonianza (?!?!) di una passante. Telefonate, SMS, altri riscontri nella sua cerchia ristretta. Che NON POSSONO mancare. E invece MANCANO, a meno che i megainvestigatori astrosatellitari turbogalattici supertecnologici siano degli incompetenti tout court.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Gio, 26/03/2015 - 12:22

ersola veramente intendevo dire che se fossi io il genitore mi sarei incazzato terribilmente coi media,quarto grado ma non solo,che trattano il caso da sembrar maniaci.Tutto qui.Condoglianze ancora alla famiglia.

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 12:37

La racconto di nuovo, perchè è bellissima, riguardo ad un processo a cui assistevo anni fa. Un ragazzo veniva accusato di aggressione di fronte ad una scuola. Ma non c'era, e i testimoni a suo carico (prodotti dall'accusa) mentivano. Lui era in vacanza in montagna, con documenti (autentica notarile) che certificavano che aveva consumato colazione e pranzo sciando in mattinata. I magistrati, per risolvere l'imbarazzo, affermarono che "con una vettura particolarmente veloce" (e inesistente...) avrebbe potuto scendere in pianura (solo per dare due cazzotti) e tornare in albergo. Ah, venne condannato se non ricordo male...

Raoul Pontalti

Gio, 26/03/2015 - 12:43

E adesso il collegio di difesa, recentemente integrato, ha tempo un mese per scegliere il giudizio abbreviato e scongiurare l'ergastolo al proprio assistito...

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 13:06

Pochi giorni fa ho assistito ad una accesa discussione tra gli occupanti (una coppia) di un'auto qui sotto. Mi chiedessero una descrizione dei personaggi in tutta onestà NON saprei darla, anche se gli sono passato vicino e li ho osservati di passaggio. Alle Brave Mammine Reponsabili che a distanza di mesi/anni rammentano volti precisi (di passaggio...) racomanderei di accomodarsi fuori. E invece di considerarle "credibili" (se insistono) le inquisirei con decisone. Perchè NON E' POSSIBILE.

Ritratto di ersola

ersola

Gio, 26/03/2015 - 13:13

ok bingo bongo ritiro le accuse. forse dovevi usare un pò più di delicatezza.

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stock47

Gio, 26/03/2015 - 13:15

Dopo aver sputtanto Bossetti e famiglia, adesso partono a sputtanare Yara senza che ci sia una prova che sia una. Una per salire su un mezzo di altra persna come minimo deve conoscerla, averla frequentata, scambiatisi telefonate o altro. Qui c'è il vuoto totlae riempito da una testimone che dopo 4 anni e tre mesi dice che gli sembra di averli visti insieme in auto. Questo processo si avvia ad essere la barzelletta del secolo: un violentatore che non é un violentatore, una ragazzina che non è una ragazzina, un omicidio che non è un omicidio, un sequestro che non è un sequestro, un DNA che non è il DNA dell'accusato e chi più ne ha più ne metta.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 26/03/2015 - 13:26

E' strana anche la situazione giudiziaria dell'accusa e della difesa. I primi si sono presi oltre 9 mesi per mettere a punto un accusa, oltre 60.000 pagine di nulla totale che solo ora la difesa potrà leggere nel termine massimo di un mese! Leggendo 500 pagine al giorno, credo il limite massimo di un individuo, alla difesa occorrerrebbero 120 giorni, che NON HANNO. Naturalmente la sola lettura è insufficiente, occorre riflettere e capire cosa dicono quelle pagine, confrontarle e trovare i rilievi, contraddizioni, prove e infine scrivere un testo contro. Mi sembra evidente che la massa di pagine depositate sia cosa abnorme e che le accuse dovrebbero essere costrette a deporre non più di 3.000 pagine, per permettere a difesa e tribuanle di capirci qualche cosa. Quando si hanno prove basta molto poco da scrivere. E' quando non hanno in mano niente che provano a imbrogliare con la quantità di cose futili.

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 14:24

Stock, alla macchina da guerra che ha messo in piedi l'accusa penso potrebbe opporsi solo qualche attrezzatissimo e costosissimo studio legale... Il tutto poi per cambiare in corso d'opera, a quanto sembra, le accuse. Forse (preso atto il Bossetti che ormai di fronte a tale macchina è perduto) per offrirgli una svelta e facile confessione in modo da chiudere una vicenda giudiziaria DUBBIA e imbarazzante per gli inquirenti. Come dire: "Cocco, che tu sia colpevole o innocente non importa: verrai condannato comunque. Toglici dalle peste di un processo che non sappiamo come tenere in piedi e fra qualche anno sei di nuovo a casa". Chiunque accetterebbe, colpevole o innocente che sia.

gigi0000

Gio, 26/03/2015 - 14:41

Ripropongo in estrema sintesi ciò che ho scritto dianzi e non è stato pubblicato,forse perché si accusa larga parte della magistratura italiana d'imbrogliare le carte? Peter Gill, somma autorità mondiale del DNA, sosterrebbe quanto sopra, dichiarando che l'accusa in Italia, messa alle strette dall'opinione pubblica e dai politici, sembrerebbe solita inventarsi una prova, attorno alla quale costruirsi una storia. E chissenefrega degli innocenti in carcere. Qualcuno saprebbe dare una spiegazione diversa da quanto sopra al DNA nucleico differente da quello mitocondriale o in assenza di quest'ultimo. Non c'è alcuna spiegazione scientifica a sostegno. E' praticamente certo trattarsi di prova costruita!

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dbell56

Gio, 26/03/2015 - 14:49

Cmq mi sembra si sia tutti d'accordo: la giustizia italiana e chi l'amministra fanno letteralmente schifo. Dio ci aiuti!

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 26/03/2015 - 14:49

Dordolio, sono d'accordo che anche un innocente di fronte alle difficoltà di provare la sua innocenza e alle spese eccessive e ai tempi del nostro sistema giudziario accetterebbe una condanna lieve. L'ho già visto accadere con Giovanni Scattone e Ferrario Salvatore nel caso di Marta Russo e con Annamaria Franzoni nel caso Cogne, seppure in questo caso si è affidata al buon senso dei giudici, che invece hanno fatto come Pilato. Su tali casi leggiti cosa ne pensa un giudice andato in pensione. L'articolo lo misero sul Il Giornale: http://www.ilgiornale.it/news/e-giudice-si-tolse-toga-non-sopportavo-pi-l-idiozia-troppi.html

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 14:54

@Dordolio, scusa la domanda, ma riguarda il tuo aneddoto sul ragazzo accusato di aggressione. Tu parli di testimoni falsi, e invece di veridicità dei documenti che attestavano la sua presenza in montagna, con autentica notarile. Cosa ci assicura che invece non sia il contrario e cioè, testimoni veri e documentazione falsa, con annessa autentica FALSA del notaio. Così, giusto per capire ...

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 15:15

Liberopensiero, il ragazzo in questione non aveva alcuna ragione per essere in città invece che in montagna per una desiderata vacanza (per cominciare). L'albergo prevedeva la firma per accettazione con l'ora precisa della consumazione dei pasti, per l'addebito a fine soggiorno. Venne prodotta dalla difesa una copia autenticata dal notaio della documentazione alberghiera che attestava la presenza dell'imputato in albergo in ore certe, incompatibili ragionevolmente con una presenza in città. L'assurdo escamotage dei giudici fu un ipotizzare una inesistente "macchina veloce" che avrebbe consentito poi il reato (ridicolo: una banale scazzottata, poi).

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 15:28

Proietto su di lei Liberopensiero - a scopo di esemplificazione del mio aneddoto VERO - un esempio. Io ho interesse ad una sua condanna penale anche per un fatto banale (ma in grado di nuocerle professionalmente). Dichiaro con testimoni di averla vista in mattinata rubare la mia bici. Ma lei sta a Milano e io a Bologna. Lei dimostra di aver passato (visto dal portiere) il badge del suo ufficio in entrata alle 8 e alle 14 in uscita. La mia accusa è falsa. Per giustificarla allora si ipotizza che lei sia uscito di nascosto e su una macchina veloce sia venuto a Bologna a rubarmi la bici per poi ritornare in ufficio con lo stesso mezzo. La cosa prima che assurda è ridicola. Ma "fattibile...".

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 15:37

Stock, buona la citazione di Scattone e Ferrario. Un processo assurdo ed incredibile quello. Tracce di polvere da sparo mi pare furono reperite in altro ambiente frequentato da operai che se non sbaglio risultarono proprietari di armi compatibili col delitto. Ma la cosa non sembrò interessare nessuno. Seducente era il presunto movente "superomista" quanto inesistente dei due imputati. Il padre di uno di loro - certo dell'innocenza del figlio - rimase in miseria per pagare le spese di difesa. Uomo retto e dignitosissimo (lo vidi in tv) si dovette vendere anche la casa, credo.

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 15:49

Aggiungo - Liberopensiero - che ci furono in passato clamorosi e famosi esempi di forzatura delle prove. Reperibili ancora in rete, se li cerca. Nel famoso "Caso Fenaroli", l'esecutore Ghiani avrebbe dovuto effettuare un percorso in auto fino all'aeroporto assolutamente impossibile in termini di tempo. Ma una perizia ne dimostrò la fattibilità temporale. Come fecero? Bloccarono le strade al traffico e il miglior pilota della polizia con una vettura velocissima ci riuscì. Assolutamente inverosimile. Però andò proprio così. La corte prese il test per buono. E Ghiani si fece l'ergastolo.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 26/03/2015 - 16:35

Se una cosa è da rimproverare ai genitori di Yara, è quella di averla mandata da sola, di sera, al buio per un percorso di quasi 800 metri, sia all'andata che al ritorno, e in strade che sono un deserto dei tartari, visto che negozi in vista non se ne vedono. Una figlia di quell'età non la si manda in giro da sola, a quell'ora e su un percorso del genere. Capisco concedere una certa libertà per farle rendere autonome ma un genitore deve sorvegliare sempre, soprattutto in certe occasioni. Come adulto avrei avuto paura io a fare un percorso del genere, con il vuoto assoluto intorno a te, figuriamoci farlo fare a una ragazzina sola.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 16:58

Egregio Dordolio, casi di prove false o di travisamento dei fatti, ci sono sempre stati. La certezza assoluta capita raramente, oggigiorno giusto se ci sono dei filmati e magari - contemporaneamente - dei testimoni. E chissà, qualcuno potrebbe anche sostenere che il filmato è un montaggio, e i testimoni falsi. Come fa Lei per il caso che riporta. Io però continuo a non essere convinto della sua tesi: più sono i testimoni, meno è probabile che siano falsi, mentre non è difficile falsificare dei registri. I magistrati potrebbero poi avere "salvato" (per non incriminarlo) il notaio con la faccenda del viaggio-lampo, ma non per questo è certo che il ragazzo sia innocente. Ognuno si forma il suo libero convincimento ...

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 17:01

Dordolio, perché poi i magistrati avrebbero dovuto condannare i ragazzo, se fosse stato chiaro - come dice Lei - che invece era innocente? La sua tesi continua a non convincermi ...

linoalo1

Gio, 26/03/2015 - 17:16

Certo,se non ci sono certezze è anche inutile portare avanti un Processo!Ma questa,è una certezza ,oppure solo una autoconvinzione?Quanti Testimoni Credibili ci sono che giurano di averli visti insieme?Più di uno?Mi convinco sempre più che il Bossetti è stato eletto a Capro Espiatorio e che la sua vita,volente o nolente,la passerà in Galera finchè Morte non sopraggiunga!Lino.

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 17:31

Mettiamola così, per intenderci ancora meglio. Ambientiamoci in gruppi "coesi". 10-20-50 tifosi romanisti giurano di aver visto il capo dei supporters napoletani fare... ecc... Ma come si può credere a dei testimoni simili (o all'opposto napoletani vs. che so laziali o interisti...). Mi capisce, Liberopensiero? Qui (come nel caso Yara) non stiamo certo conversando di processi "asettici" secondo i sacri canoni. Passioni calcistiche, o politiche, o carrieristiche o economiche forzano terribilmente un giudizio. La prima accusa agli inquirenti di Bossetti è che vogliano giustificare spese immense per delle indagini inconcludenti... (Segue)

Raoul Pontalti

Gio, 26/03/2015 - 17:34

Dordolio io in genere non tengo conto delle testimonianze oculari (e giammai in caso di donne) in presenza di documentazione (a sua volta derivante da registrazioni, perizie, etc.) e anche quando facevo il giudice di gara tenevo conto solo di quello che vedevo con i miei occhi o udivo con le mie orecchie supportato da video e registratore oppure da quello che dicevano gli strumenti (ad es. di rilevamento dei passaggi e i cronometri), ricusando ogni testimonianza. Ma nella vicenda vi sono due elementi oggettivi: DNA significativo e mancanza di alibi, mentre tutto il resto è fuffa. Sul notaio: il notaio certifica che determinati fatti sono avvenuti alla sua presenza o, come nel caso, che il contenuto di certi atti originali di cui ha preso visione è riprodotto fedelmente, ciò che non ha nulla a che vedere con la genuinità e la veridicità del contenuto degli atti stessi.

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 17:40

Mi seguirà ancora meglio, Liberopensiero, se anche semplicemente su Wikipedia si documenta sul famoso caso Montesi (1953). Gonfiatissimo all'epoca, venne utilizzato per colpire Piccioni, figura autorevole della DC. Attaccando ingiustamente il figlio, noto musicista. La carriera politica del padre ne fu distrutta. Io potrei - per dire - mettere in difficoltà lei (politica, lavoro, pubblica amministrazione o dove potrebbe stare) segandole la carriera con un processo a carico di suo figlio. Sul quale (se lei è in vista) apparirebbero titoloni di giornale. E' successo e succede. Incidentalmente: la sorella di Sollecito era UFFICIALE DEI CARABINIERI (mica poco...). Carriera FI-NI-TA. Che c'entrava col fratello? Ora è "ex..."

Dordolio

Gio, 26/03/2015 - 17:46

Concludo citando uno che NON è nelle mie corde, solo per onestà intellettuale. Toni Negri ebbe responsabilità DIDATTICHE E MORALI immense nel terrorismo. Pratiche...è un altro discorso. Cercarono di incastrarlo (sull'"operativo") attribuendogli addirittura il ruolo di telefonista per il caso Moro! Un grande esperto USA ne riconobbe la voce, se non ricordo male. E il giochino funzionò per un po'. Se si vuole, testimoni per incastrare qualcuno (se l'accusa per motivi processuali suoi chiude un occhio) se ne trovano sempre a iosa.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Gio, 26/03/2015 - 17:48

Domanda oziosa, la ragazzina era illibata?

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 17:53

Dordolio, ma ci faccia capire, quindi secondo la Sua tesi, ogni volta che i magistrati sostengono spese ingenti per delle indagini, e non cavano un ragno dal buco, si devono "inventare" un colpevole? Una tesi aberrante. Fra l'altro le spese non è che le sostengono loro, sono a carico dello Stato, che NON si rivale su di loro nel caso non si trovi un colpevole. La sua, ripeto, è una tesi aberrante, sostenere che i magistrati sono tutti criminali, con la complicità della polizia e dei carabinieri, che per semplici motivi di prestigio o di carriera (ipotizzo il suo pensiero), condannerebbero per omicidio degli innocenti.

Raoul Pontalti

Ven, 27/03/2015 - 10:57

Lo scopritore delle cellule nucleari e grammatico della lingua islamica (Stock47) scambia Brembate di Sopra per il Bronx...Forse è bene spiegargli che vi sono realtà urbane di piccole dimensioni nell'Alta Italia dove la delinquenza non imperversa per le strade (si riduce eventualmente ai furti nelle villette), gli extracomunitari non sono troppo maleducati e ci si deve guardare solo dagli insospettabili che però in quanto tali non sono riconoscibili come potenziali assassini e possono colpire anche di giorno. Ma poiché l'insospettabile de quo è ritenuto innocente in quanto biondo padano a fortiori non vi è ragione di rinchiudere in casa le ragazzine...

Ritratto di komkill

komkill

Ven, 27/03/2015 - 11:16

E' dai tempi di "mani pulite" che i giudici hanno acquisito enorme potere in Italia. Dove c'è potere ci sono i soldi e le spese eccessive per queste indagini potrebbero non avere delle conseguenze su chi le ha autorizzate ma su ulteriori future autorizzazioni per altre vicende se mai questa storia finisse con una assoluzione di Bossetti. Sebbene i fondi spesi non finiscano direttamente nelle tasche dei giudici che hanno autorizzato le indagini, finiscono nell'indotto, per esempio nelle tasche dei laboratori che hanno fatto migliaia di costose analisi del DNA. In un paese come il nostro è difficile che questi guadagni non abbiano ricadute positive su coloro che li hanno generati. Pertanto la paura non è di essere chiamati a rispondere di QUESTE spese ma di non poterne fare ALTRE SUCCESSIVAMENTE. Poi se uno vuole credere a Babbo Natale è sempre libero.

Ritratto di komkill

komkill

Ven, 27/03/2015 - 11:25

Le tristi congetture dei giudici su Yara vorrebbero dipingerla come una adolescente emancipata in grado di avere una relazione con un adulto. Se questo fosse vero spiegherebbe certi atteggiamenti dei genitori, nelle poche comparse sui notiziari, che sembravano provare vergogna, oltre che dolore, per quanto era successo.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 27/03/2015 - 13:22

Il tuttologo ci fa sapere che Brembate di sopra non è il Bronx, ed è per questo che Yara è prima sparita e poi uccisa, proprio perchè non sono il Bronx, altrimenti l'avrebbero fatta fritta in padella sul luogo stesso.