Yemen, sequestrati due funzionari Onu Farnesina: uno è italiano

Blitz di un commando di miliziani a Sana'a: rapiti due funzionari occidentali delle Nazioni unite. Sospetti su al Qaeda. Poi l'incursione delle forze di sicurezza e la liberazione

Un funzionario italiano del Nazioni Unite è stato rapito oggi a Sana'a, nello Yemen, insieme ad un collega di cui non è stata ancora rivelata la nazionalità. I due sono stati liberati in serata grazie a un blitz delle forze di sicurezza.

I due sono stati sequestrati da un commando di miliziani, come confermato da fonti della polizia locale. Il rapimento è avvenuto nel quartiere di Hadda, nel sud della capitale. Malgrado si tratti di una zona sottoposta a intensa sorveglianza, in quanto sede di numerose ambasciate straniere, gli aggressori avrebbero intercettato e bloccato il veicolo su cui viaggiavano i due con un pick-up ed un taxi che li precedeva. Quando i due occidentali sono scesi dal mezzo per chiedere spiegazioni, sono stati spinti nel taxi e portati via. I sospetti della polizia locale sono incentrati sulla cellula di al Qaeda attiva in Yemen e sugli uomini armati ad essa legati.

Poi, dopo qualche ora, la liberazione. La Farnesina, secondo cui per gran parte della giornata l'italiano nella capitale yemenita è risultato "irreperibile" attende una conferma ufficiale. La moglie dell’uomo avrebbe però già parlato con il marito che le avrebbe assicurato di essere libero.

Commenti

gibuizza

Mer, 26/03/2014 - 00:32

Se un funzionario era quello malato di diabete che necessitava di insulina, per quel motivo era laggiù? Non poteva stare a lavorare in posto più tranquillo?