Zanotelli contro il governo sui migranti: "Grazie a Papa Francesco"

Un "grazie" al Papa per le parole profetiche sui migranti. Padre Zanotelli celebra la fine del "digiuno a staffetta" rivolgendosi a Bergoglio. La Messa organizzata per il termine dell'iniziativa si è svolta nelle Grotte Vaticane. La Santa Sede potrebbe quindi aver deciso di dare sostegno alle rimostranze dei preti di strada

Il "digiuno a staffetta" è terminato. Ora è tempo di ringraziare il Papa per quanto messo in campo a favore dei migranti.

Padre Alex Zanotelli, nel corso della mattinata di oggi, ha celebrato una messa a conclusione dell'iniziativa svoltasi tra piazza San Pietro e Montecitorio, la stessa manifestazione che ha portato preti di strada, missionari, suore e laici in piazza per dieci giorni.

Il tutto lanciato in sfida al ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il leader leghista è finito al centro della contestazione simbolica degli ecclesiastici per via delle politiche promosse in quest'ultimo periodo dal Viminale. Il sacerdote missionario, oggi, ha esordito utilizzando parole elogiative e dirette tanto al pontefice argentino quanto alla Cei: "Grazie a Papa Francesco - ha scandito Zanotelli - per le sue profetiche parole sui migranti, in particolare a Lampedusa e a Lesbo. E alla Cei - ha aggiunto - che ha emanato una nota breve ma molto efficace, dicendo che 'come vescovi ci sentiamo responsabili e avvertiamo che la via per salvare la nostra stessa umanità passa dalla difesa di ogni vita, a partire da quelle di chi fugge da guerre, miseria e cambiamenti climaticì".

Un gruppo di cattolici, pochi giorni fa, aveva inoltrato una missiva alla Conferenza episcopale italiana chiedendo di prendere una posizione definitiva rispetto al 'dilagare della xenofobia' nel belpaese. Appello che i vescovi pare abbiano deciso di raccogliere diramando una nota in cui viene ribadito un secco "no" al clima di "paura e rifiuto". Il vescovo di Ventimiglia, invece, si è distinto durante la giornata di ieri, affermando che "i migranti vanno aiutati anche a casa loro". Un dibattito animato, quello sulla gestione dei fenomeni migratori, che sta coinvolgendo prelati, presuli e, appunto, "preti di strada". "Non possiamo accettare - ha tuonato Zanotelli nel corso dell'omelia - la globalizzazione dell'indifferenza. Non è accettabile che un miliardo di persone su sette consumino il 90 per cento delle risorse". Nel corso della 'predica', Zanotelli ha citato anche il vescovo Nogaro, quello che si era reso disponibile a convertire le chiese in moschee nel caso questo provvedimento fosse servito a salvare delle vite.

Poi la precisazione sulla staffetta: "Il digiuno - ha specificato - è stata la nostra maniera di reagire davanti alle ingiustizie fatte ai poveri". La celebrazione in questione si è tenuta nelle Grotte Vaticane. La Santa Sede, insomma, potrebbe aver optato per dare sostegno a Zanotelli e a quanti hanno deciso di digiunare in questi dieci giorni.

Commenti
Ritratto di ex finiano

ex finiano

Sab, 21/07/2018 - 16:40

Il digiuno a staffetta? Ma che digiuno è se viene fato a turni! Gentaglia!

krgferr

Sab, 21/07/2018 - 16:52

A breve prevedo un berretto, o una berretta?, cardinalizia ad Asia Argento: è evidente una comune aspirazione al sacrificio con cardinali e preti di strada. Saluti. Piero

Gianni11

Sab, 21/07/2018 - 17:02

Non potevano continuare? Andavano cosi' bene.

VittorioMar

Sab, 21/07/2018 - 17:03

..i Poveri Italiani( e sono tanti circa 5 milioni!) digiunano tutti i santi giorni ..senza CLAMORE e senza il MEGAFONO DEI MEDIA !!...NON SEMPRE DIGIUNARE FA' BENE ALLA SALUTE...solo a chi può permettersi una DIETA !!

venco

Sab, 21/07/2018 - 19:03

Fate digiuni ad oltranza che a noi non dispiace per niente.

ILpiciul

Sab, 21/07/2018 - 19:07

Digiuno a staffetta ah ah ah ah, bojate a staffetta ah ah ah ah. Non serve digiunare, basterebbe far manutenzione ( con pala e piccone) ai canali irrigui durante l'estate, come facevamo io e i miei coetanei durante le vacanze estive. Vesciche sanguinanti alle mani, caldo bestiale, ombra zero! Altro che digiuno a staffetta per poi rimpinzarsi come se avessero lavorato. Penosi.