Una culla per i bimbi abbandonati «Speriamo resti sempre vuota»

Alla Mangiagalli una «ruota degli esposti» tecnologica

La Giornata Mondiale dell'Infanzia si è aperta a Milano alla Clinica Mangiagalli con l'inaugurazione di «Una culla per la vita», una versione moderna e tecnologica della ruota degli esposti. Sostenuta da Mariolina Moioli, assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano, da Carlo Tognoli, Presidente della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, è stata regalata a Milano da Ferdinando Acunzo, presidente dell'Associazione «Venti Moderati». «In un giorno così importante per l'infanzia e con l'auspicio che questa culla non venga mai usata, l'associazione Venti Moderati dona alla città un luogo che vuole essere soprattutto un simbolo del diritto alla vita», ha dichiarato Ferdinando Acunzo. Nel 2006, a Milano, sono state 51 le nascite senza riconoscimento, 14 delle quali alla Mangiagalli (con due parti gemellari), di cui 10 da madre straniera. Si tratta per lo più di donne tra i 18 e i 30 anni. Nel 2005 i casi di «abbandono protetto» alla Mangiagalli erano stati 5; 8 nel 2002 e nel 2004; e 11 nel 2003.
«Quest'anno abbiamo deciso di aprire la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia con l'inaugurazione della Culla per la vita - ha commentato l'assessore Moioli -. Un gesto che racchiude in sé una delle caratteristiche principali della nostra città: l'accoglienza. Milano oggi dimostra davvero di avere il cuore in mano, perché grazie alla generosità di Venti Moderati e alla disponibilità della Clinica Mangiagalli, oggi riusciamo a offrire un'opportunità in più a tutte quelle mamme che non possono tenere il proprio neonato e a tutti quei bambini che, così, avranno la possibilità di ricominciare a vivere». Le fa eco il prof. Fabio Mosca, direttore dell'Unità di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale il quale ha dichiarato: «Questa culla arricchisce i servizi offerti dalla Fondazione Policlinico Mangiagalli e va ad aggiungersi alle 50 del reparto di Neonatologia, 26 delle quali destinate alla Terapia intensiva e post-intensiva». La «culla» va considerata come l'ultima, estrema, possibilità da utilizzare. È importante ricordare che, prima di arrivare all'abbandono del neonato, la partoriente, può chiedere ai medici dell'ospedale di non essere menzionata nel certificato di nascita. La Culla può essere considerata come un «contenitore» sicuro, igienicamente protetto, il primo locale d'accoglienza costantemente climatizzato e illuminato.