Cultura industriale: le grandi imprese si mettono in mostra

Assolombarda propone un ricco itinerario negli archivi del lavoro tra
memoria e futuro. Da Fondazione Pirelli a Galleria Campari, sei tappe da
scoprire in città e nell’hinterland

C’era una volta la cultura d’impresa, quella che ha fatto grande Milano. La cultura degli industriali illuminati delle grandi famiglie lombarde, i Brusadelli, i Crespi, i Marinotti, i Borletti, i Falk, i Fossati Bellani, gli Olcese, i Polli Gavazzeni, i Rizzoli, i Pirelli, i Castelbarco, i Casati e i Brichetto e altri nomi e cognomi che negli anni ’70, assieme al blasone della produttività e del lavoro, ambivano distinguersi per mecenatismo nelle arti per le arti e le donazioni ai musei. Fino ad allora Milano era una città mitteleuropea che, sulle orme del politecnicismo di Leonardo Da Vinci e Carlo Cattaneo, amava fondere la cultura del fare con lo sviluppo del territorio, i valori del sapere con la creatività e il benessere delle persone che lo vivono. Poi arrivarono la Milano da bere, la finanza mordi e fuggi e la cultura dei palazzinari. Qualcosa, fortunatamente, sta cambiando anche grazie a quelle imprese lombarde che, in questi anni, tentano di recuperare la storia e la cultura economica del Paese attraverso il patrimonio acquisito e lo sviluppo di politiche non solo di profitto ma di sinergia con il tessuto sociale. In quest’ottica si inserisce la settimana della cultura d’impresa che, a partire dal 14 novembre, organizza un ricco calendario di iniziative tra rassegne cinematografiche, convegni, presentazioni, mostre, seminari e dibattiti. Il progetto decennale, promosso da Assolombarda, si estende quest’anno ad altre regioni ed altri distretti come Roma, Napoli, Firenze e Ivrea. Fiore all’occhiello è la visita guidata ai «luoghi del lavoro tra memoria e futuro», vale a dire ai cosiddetti musei d’impresa che costellano il nostro territorio: Galleria Campari (Sesto San Giovanni), Fondazione Pirelli (Milano), Collezione Quattroruote Editoriale Domus (Rozzano), Museo Kartell (Naviglio), Museo Zambon (Bresso) e Collezione Branca (Milano). Lunedì 15 novembre, rigorosamente su prenotazione (02/48012060), i cittadini avranno la possibilità di immergersi in un percorso culturale che, in vista di Expo 2015, raccontano attraverso i propri archivi le motivazioni che hanno sviluppato e trasaformato alcune delle piùimpoirtanti realtà imprenditoriali italiane. «Queste imprese - sottolinea Antonio Calabrò, direttore Affari Istituzionali e Culturali della Pirelli - hanno portato innovazione, ma la loro storia racconta l’attualità del territorio a 360 gradi, in una miscela perfetta tra memoria e futuro».