L'Italia dell'arte muore. Chiude il museo di Antonello da Messina

"Tagliato" il Mandralisca di Cefalù, simbolo della civiltà siciliana. Non si vedrà più l'Ignoto marinaio. E Crocetta, cosa fa?

Nell'ignoranza generale, che rappresenta la vera decadenza dell'Italia del nostro tempo, può capitare che un meraviglioso ciclo di affreschi di un grande maestro del '400, che prende il nome dal suo paese - maestro di Cercenasco - sia lasciato deperire con infiltrazioni d'acqua e vistosi sollevamenti dell'intonaco, mentre a poche decine di metri si progetta e realizza una rotatoria con una orripilante scultura alta 5 metri, e si affida a un artista alla moda, Paolo Grassino, il disegno dei tombini, delle fogne, con una spesa superiore a quella che occorrerebbe a conservare gli affreschi.
Non c'è niente da fare, l'ignoranza è la madre della cattiva politica. Quello che abbiamo davanti agli occhi non si vorrebbe credere, eppure accade in molti luoghi d'Italia. E, naturalmente, anche in Sicilia. Nell'indifferenza totale delle istituzioni e, in particolare, delle autorità regionali, uno dei luoghi simbolici dell'arte siciliana, il Museo Mandralisca, si avvia, entro pochi giorni, malinconicamente, a chiudere.

Chiudere un Museo è sempre una sconfitta, ma tanto più lo è se dentro al Museo vi è una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano: il Ritratto dell'Ignoto Marinaio di Antonello da Messina: un vero e proprio simbolo, artistico e antropologico, dell'uomo siciliano. Un sorriso più misterioso e intenso di quello della Gioconda. Si può immaginare che chiuda un Museo con un capolavoro come questo? Certo è che la Sicilia patisce il suo destino. Quale autorità penserebbe, a Milano, di decidere o di consentire la chiusura del Museo Poldi Pezzoli? Ma in Sicilia questo può accadere, ed è il più evidente segno delle lacerazioni e delle ferite della mafia. A parole si combatte la mafia, intanto si chiude un Museo così straordinario nella bellissima e turistica Cefalù.
Ma non si vergogna Crocetta? Ha speso energie per contrastare i radar nelle basi americane per demagogia e retorica ed è stato del tutto sconfitto. Ma non si è preoccupato di fare ciò che la sua coscienza doveva imporgli: fare qualunque cosa per impedire questa serrata che umilia la cultura nei luoghi simbolici, con tutto il parlare che si fa della formazione dei giovani. Ma non importa a nessuno: tutte parole vane. Nessuna idea, nessuna consapevolezza dei valori che s'invocano per puro vaniloquio.

Il Museo è ricco di collezioni: oltre alla Pinacoteca, una sezione archeologica, una raccolta malacologica, una collezione di monete e un arredo di mobili e oggetti pregevoli. Il Museo è anche ricercato, nonostante la cattiva politica turistica. Ed è visitato da circa 20 mila persone l'anno. È importante osservare che, nel testamento, il fondatore, il barone Enrico Piraino, nel pieno fervore di ideali risorgimentali, espresse programmaticamente l'intendimento di legare alla città le sue raccolte allo scopo di favorire la formazione di una classe popolare cittadina colta ed evoluta (come nei decenni si è dimostrata la popolazione di Cefalù). Responsabile e cosciente. Era una dimostrazione, anche politica, della posizione del barone Piraino, rispetto alla tradizione aristocratica degli eruditi siciliani. E a tal punto credeva in questi principi, d'aver disposto, a fianco del museo, la creazione di un Liceo e di una scuola serale, mantenuti con i suoi propri beni. Il Museo era quindi, con la biblioteca, il deposito di un sapere, vario ed esemplare, nel quasi totale vuoto d'istituzioni scolastiche a Cefalù e nelle cittadine vicine (con 4 abitanti su 5 analfabeti).
Il Liceo Mandralisca fu dunque una emanazione del Museo; e il nesso così forte che le materie d'insegnamento e il personale scolastico erano stati indicati nel testamento del fondatore con grande precisione. Nacque così la «Fondazione scolastica Mandralisca», che adottò i dipinti e gli oggetti della Pinacoteca comunale. Una storia esemplare, consacrata, nella letteratura, da Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia, e da Vincenzo Consolo, con il libro Il sorriso dell'ignoto marinaio ispirato al dipinto di Antonello. Di quella civiltà e di quella cultura, nella coscienza degli attuali amministratori, non rimane più niente. Fumo e falsa lotta alla mafia.

In Sicilia occorre inventare il contrasto con le mafie praticandone lo stesso modello d'ignoranza e d'insensibilità, come ha dimostrato, proprio a Cefalù, con inaccettabile retorica Manfredi Borsellino, senza rispettare neppure i nobili insegnamenti e riconoscimenti materni. Con il suo ministro Alfano, ha contrastato la mia presenza a Cefalù. Ne vediamo oggi i risultati e gli imperdonabili errori. Io avevo tentato di riaccendere l'attenzione, nell'indifferenza delle istituzioni, sul Museo Mandralisca, segnalando nel Museo un altro capolavoro: una Vanitas di Angelo Caroselli, originale ed eccentrico pittore caravaggesco. Tutto inutile e cieca indifferenza da parte della Regione. Il presidente Crocetta non sente la responsabilità del Museo Mandralisca, con la sua eredità culturale e morale, ma si sente minacciato dalle proteste dei rappresentati del Movimento Cinque Stelle. E l'uno e gli altri conoscono soltanto la retorica e non hanno nessun interesse e sensibilità per una così grave umiliazione per la città di Cefalù. Vivono, l'uno e gli altri, di retorica. Parlano per astrazioni, non hanno coscienza dei valori.

Crocetta non si rende conto che, come lo stato di Pompei, la notizia della chiusura del Museo Mandralisca e della sottrazione di Antonello, indignerà il mondo, se questa notizia uscirà dai confini delle cronache locali e nazionali. Provvederò a trasmetterla oltre che all'Ansa, alla Reuters e alla Bbc. E se Crocetta non avrà capito, perso nei fumi dei suoi stereotipi, rischierà di cadere, non per i radar delle basi americane, non per le contestazioni del Muos, ma per non aver garantito la dignità e l'apertura del Museo Mandralisca. Suo primo e trascurato dovere.
Altro che radar. Primum: cultura, idee, sapere. Ovvero, la grande civiltà siciliana.
press@vittoriosgarbi.it

Commenti
Ritratto di luigipiso

luigipiso

Dom, 28/07/2013 - 10:25

Lo stato dell'arte della nazione è in pieno dramma, se poi anche i comunisti fanno i Tremonti allora non c'è più speranza di salvarsi.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Dom, 28/07/2013 - 10:26

Crocetta, come al solito si cucina due rigatoni al sugo.

Ritratto di Arbogaste

Arbogaste

Dom, 28/07/2013 - 10:47

il commento di Luigipiso è utile come un cappotto ad agosto in Sardegna

killkoms

Dom, 28/07/2013 - 10:52

crocetta?tanto il gay pride di palermo s'è fatto!

Nadia Vouch

Dom, 28/07/2013 - 11:06

Doniamo le opere a qualche museo straniero, dove sicuramente sapranno prendersene cura e conferire ad esse la dignità che qui da noi è ormai omessa. Conserviamo almeno l'originaria nobiltà del gesto di chi comprendeva come un'opera d'arte non sia solo un oggetto.

Ritratto di pravda99

pravda99

Dom, 28/07/2013 - 11:34

"l'ignoranza è la madre della cattiva politica" dice Sgarbi, direi anche che la cattiva politica e' la madre dell'ignoranza. E nel deplorevole Ventennio appena trascorso, molti dovrebbero fare un mea culpa gigante...

mariolino50

Dom, 28/07/2013 - 11:42

Un ministro disse che con la cultura non si mangia, qualche decennio fà un altro a sentire la parola metteva mano alla pistola, il popolo più è ignorante e meglio è per chi comanda, a 360 gradi.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Dom, 28/07/2013 - 12:33

@Arbogaste tu sei uno di quelli che sembra capace di indossarlo.

teramano

Dom, 28/07/2013 - 12:40

Tutto ad un tratto Sgarbi si ricorda che a governare la Sicilia è Crocetta ma dov'era quand ad attaccare i fondi per la cultura era il suo sodale TRemonti o quando a governare la Sicilia era il centro destra. questi improvvisi risvegli sanno più di politica che di amore per la cultura!

pasquale_tibur

Dom, 28/07/2013 - 12:54

La pressione troppo elevata distrugge l'economia. Quando i cittadini non hanno più soldi da spendere, ne pagano le conseguenze tutti: anche i musei.

sorciverdi

Dom, 28/07/2013 - 13:19

Caro Vittorio, i politicanti li trovano sempre i soldi per gli "artisti amici" ma se ne fregano totalmente di salvare la Vera Arte e la Vera Cultura, tutta roba che non porta voti e neppure clientes e quindi è inutile. In Scozia basta che siano rimaste due (di numero) pietre di un vecchio e sconosciuto castello medievale e il tutto viene protetto, recintato, messi riflettori, tagliata l'erba, eccetera ma qui non si riesca a salvare nulla. Panta rei...ma questo non è un fiume bensì una fogna a cielo aperto dove chi sguazza sono le pantegane e le blatte. E Napolitano che chiese la testa di Bondi quando, causa maltempo, cadde un muretto di poco valore a Pompei? Dov'è Napolitano? Stavolta non si straccia le vesti? Come se non bastasse ecco i soliti come luigipiso che riesce sempre ad usare qualsiasi cosa per puntare il dito contro i Governi Berlusconi con piroette da quel perfetto saltimbanco che forse è nella realtà quotidiana. Povera Italia, povera Arte e povera Cultura!

Alfaale

Dom, 28/07/2013 - 14:50

A parte che Crocetta non c'entra, poi a Cefalù i soldi non mancano e nemmeno i turisti che li portano, ma li portano per divertirsi, abbronzarsi, mangiare e trombare. Semplicemente, vale la pena regalare quella collezione di poco valore a qualche museo di capoluogo e finirla con tutte queste sciocchezze che hanno valore solo per poche menti infinocchiate da scritti sopravvalutati. Poi quel sorriso non è di un ignoto marinaio ma era fin troppo conosciuto negli ambienti marinari: era una checca di marinaretto (famoso in tutti i porti del mediterraneo) inculato h12, e tiratore per altri h12: certo che ti viene quel sorriso. Questo gli storici e gli scrittori lo sanno, ma lo nascondono per potere continuare a spacciare la loro miserrima storiella.

Ritratto di Arbogaste

Arbogaste

Dom, 28/07/2013 - 16:59

@luigipiso: il suo controcommento è ancora più inutile

Ritratto di BIASINI

BIASINI

Dom, 28/07/2013 - 18:10

Caro dott. Sgarbi, 55 anni or sono, anno più anno meno, mi trovavo al museo di Lipari, Meravigliosi reperti archeologici erano conservati in vetrinette tenute insieme con il nastro isolante. In un angolo, da poco restaurato, era esposto il ritratto di ignoto di Antonello. Ricordo la meravigli mia e di chi era con me, nel constatare come in un angolo sperduto del Belpaese, in mezzo e sporcizia e disordine, si trovasse un così emozionante capolavoro. Nel 2003 ero a Lipari e girovagavo nei luoghi della memoria e della gioventù. Chiesi del quadro, nel museo ora decoroso e rinnovato. Nessuno ne sapeva niente. Insistetti.Niente di niente. All'uscita un impiegato, incuriosito della mia insistenza, mi comunicò che il quadro era a Cefalù. Aveva telefonato al vecchio custode e confemato il mio ricordo. Al rammarico per l'iniquità della situazione, devo aggiungere la mia personalissima riprovazione. Perchè non riportare a Lipari almeno il ritratto in questione? Sarebbe il male minore.

Ritratto di JOLLY ROGER

JOLLY ROGER

Dom, 28/07/2013 - 18:52

Caro Vittorio, quale era la storia: cultura e turismo sono il petrolio dell'Italia? Lo situazione dei musei la conosciamo, o chiusi o malvestiti al punto di chiudere. Il turismo? Nonostante le amorevoli cure della Brambilla il settore e' sfasciato disorganico e non porta alcun beneficio alla nazione in quanto le gestioni sono prevalentemente opache e quindi senza gettito. Provate a S. Margherita Ligure, giusto per fare un esempio, taxisti che viaggiano sul filo della truffa, stabilimenti balneari da 100 euro al giorno che non hanno, poveri, il bancomat e accettano solo contanti. Una vergogna loro e chi non controlla.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Dom, 28/07/2013 - 19:01

@Arbogaste se lo ripeti ancora una volta mi suicido per l'onta subita.

unosolo

Dom, 28/07/2013 - 20:02

quando ci sono dispersioni del denaro dei cittadini ecco i risultati , a parte questo cosa ci vuole a trovare soldi ? ci sono milioni di persone ricche che sarebbero pronte a finanziare la rimessa a nuovo e il restauro dei danni , ma evidentemente il primo pensiero è stato " chiudere " povera arte , bei tesori che finiscono in brutte gestioni , i soldi si sprecano per assistere chi non lavora e non ci sono per i tesori nostri.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Dom, 28/07/2013 - 20:15

ma come, si lasciano deteriorare i nostri pozzi di petrolio? che facciamo non sappiamo gestire i pozzi di petrolio?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 28/07/2013 - 21:47

Alfaale - Anche della Monna Lisa si è detto che fosse in realtà un uomo,ma è la trasfigurazione artistica che conta,meno che per lei,che preferisce seguire l'onda degli abbronzati,crapuloni e copulatori.

CARLINOB

Dom, 28/07/2013 - 21:47

Facciamo della Sicilia una Regione a statuto normale , cacciamo gentaglia che puzza di mafia a 100 chilometri come Crocetta un ruffiano che dopo tanti bla bla è come se non peggio degl'altri e poi cominceremo a ragionare di una delle parti migliori dell'Italia soffocata da burocrati ingordi e pregiudicati!!In Sicilia c'è qualche milione di persone per bene schiavizzate da qualche miliaio di lazzeroni: questa è la semplice realtà.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 28/07/2013 - 23:59

Ma dico: in quel di Cefalù, dove è risaputo e accertato che ogni turista si sente male se non visita la meravigliosa Cattedrale (se non si fosse capito: è una battuta!), non possono almeno buttare là una specie di "notte bianca" (tanto ormai la fanno tutti) con apertura del Museo Mandralisca, dove, tra un rutto e l'altro, il popolo dell'infradito, affamato di cassate, ma soprattutto, assetato "decurtura" (!) possa almeno rendersi conto di quello che sta perdendo? E magari anche qualche politico che butta i soldi con le ributtanti "rotonde"? E magari pure certi "artisti"?

venessia

Lun, 29/07/2013 - 07:46

è uno scandalo almeno fosse in saldo l'arte italiana, mentre in sardegna ci sono i saldi sui cappotti di lana, aproffittiamone

Alfaale

Lun, 29/07/2013 - 16:26

@Euterpe. A me questo quadro fa ribrezzo come tutta la storia che ci si è ricamata sopra.