Da Dante a Gio Ponti Se leggere è per pochi

A Palazzo della Permanente, da venerdì, appuntamento obbligato per i bibliofili. Tra incunaboli, cinquecentine e “pezzi” unici del Novecento

La rassegna del Libro Antico presenta «Pinocchio», una mostra nella mostra, a cura di Giuseppe Zanasi - dal 14 al 16 marzo al Palazzo della Permanente di via Turati - dedicata al mitico burattino uscito dalla penna di Carlo Collodi.
Un importante polo di curiosità e attrazione per grandi e piccini, ma fondamentalmente un appuntamento culturale. È stato, infatti, pubblicato per l’occasione un saggio redatto appositamente da uno dei massimi esperti della storia del libro illustrato, Mauro Nastri, dalla rilegatura raffinata e dalla copertina azzurra, a richiamare il mondo dell’infanzia, grazie alla collaborazione di Italo Pileri, Lucia Di Maio della Libreria Pontremoli e Sergio Pignatore dell’Archivio Litle Nemo.
Pinocchio fu pubblicato per la prima volta nel luglio del 1881 sul primo numero del «Giornale dei Bambini». Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, ricevette un compenso di 50 lire e 40 centesimi per i primi due capitoli.
La storia fu definita un «capolavoro involontario». Nasce, infatti, a capitoli scritti a singhiozzo dall’autore, notoriamente pigro, che li componeva di getto, spontaneamente, e che solo quando aveva bisogno di denaro si metteva a lavorare assiduamente. Il volume ebbe grande successo solo dopo la morte di Collodi, nel 1890 e nel 1892, per la prima volta, fu pubblicato in Usa e in Inghilterra.
La collezione rappresenta la più importante raccolta esistente su «Pinocchio» che, dopo la Bibbia, è il libro più stampato negli ultimi cento anni. Si possono ammirare tavole originali di celebri illustratori, fino alle edizioni italiane e straniere dal 1881 a oggi (da Mussino a Jacovitti a Disney), insieme a giocattoli, fumetti, poster, ceramiche.
«Pinocchio» è stato illustrato da quasi 300 autori solo in Italia. Tra questi, Enrico Mazzanti (1883, prima edizione a libro), Carlo Chiostri (1901), Attilio Mussino (1911, prima edizione a colori), Sto (ovvero Sergio Tofani), Giovanni Grasso e molti altri. Tra gli stranieri, Walt Disney (nel 1940 la prima pubblicazione in italiano) e Roland Topor (1972, edizione illustrata per Olivetti).
Solo in Italia si contano ad oggi quasi 400 collezionisti. Alberto Sordi fu uno di questi, in una vecchia intervista confessò che era suo cruccio non possedere la prima edizione a libro del 1883.