Depositi Atm, in 20mila tra vecchi tram e filobus rétro

Appassionati e curiosi. In 20mila hanno visitato i depositi Atm, eccezionalmente aperti al pubblico per due giorni. Da via Messina al via Teodosio, dai «garage» di via Molise a quelli di San Donato. Solo ieri le presenze sono state 10.500. «Un’occasione unica per celebrare il legame tra la nostra città e il mondo dei trasporti milanesi - ha commentato il sindaco di Milano, Letizia Moratti -. Due giorni di festa dedicati ai cittadini di tutte le età e agli appassionati che potranno riscoprire la storia di Milano attraverso quella dei tram, uno dei simboli più cari alla città, degli autobus e delle metropolitane».
I più piccoli si sono sfidati in pista alla guida di piccoli bus e tram a pedali, hanno fatto foto ricordo sul nuovissimo treno Meneghino con costumi e scenografia in stile «Matrix». Gli appassionati hanno fatto scorta di cartoline da collezione di tutti i mezzi in esposizione, tutti si sono intrufolati a curiosare sui mezzi e tra gli impianti. Un’occasione unica per vedere da vicino anche i tram che ormai non si vedono più in circolazione ma che nascondono un fascino unico.
Nel deposito tranviario Messina, oltre ai tram in circolazione, sono state esposte vetture molto speciali come la «sabbiera», un vecchio tram tipo 700, derivato dalla trasformazione delle 600 (1925) e modificato negli anni 1946-47 per svolgere, ancora oggi, un importante lavoro di prevenzione «sabbiando» i binari quando sono scivolosi a causa della pioggia o in caso di neve. Nel deposito, come nella location di Teodosio, è stata allestita una mostra fotografica e sono state organizzate visite guidate alle officine e quiz per i più curiosi. Anche i depositi in sé hanno destato un forte interesse: quello di via Messina è un vero gioiello di architettura industriale degli anni Trenta. Nel deposito filoviario Molise, i protagonisti sono stati autobus e filobus di tutte le taglie, in una grande rassegna di mezzi su gomma, da quelli d’epoca fino agli esemplari più tecnologici ed ecologici, contrassegnati dal “bollino Verde”.