Il deputato Pd inquisito ha il divieto di dimora ma riesce a riconquistare il posto in Assemblea

Paradosso in Sicilia. Il commissario dello Stato ha rimesso al suo posto al Parlamento siciliano Gaspare Vitrano, arrestato nel marzo scorso per concussione. Lui però non può mettere piede nell'Isola per ordine del giudice

È stato beccato praticamente in flagrante, con una mazzetta da 10mila euro (che lui sostiene che mazzetta non fosse) calda calda in tasca. E per questo, con l'accusa di concussione, è stato arrestato e quindi sospeso dal Parlamento siciliano, in ossequio alla norma che prevede che gli inquisiti debbano lasciare la poltrona. Ma adesso il commissario dello Stato dice che Gaspare Vitrano, deputato regionale del Pd che tanto imbarazzo al partito ha portato per i suoi guai giudiziari, deve tornare al suo incarico istituzionale. Anche se, di fatto, potrà svolgerlo solo per corrispondenza visto che, il giudice dixit, gli è stato imposto il divieto di dimora in Sicilia.
Et voilà, il pasticciaccio è servito. L'ennesimo paradosso tutto siciliano è esploso in apertura di seduta all'Assemblea regionale siciliana, quando il presidente dell'assemblea ha comunicato la decisione del commissario dello Stato e il reintegro del deputato regionale inquisito. Imbarazzo tra tutti, Pd incluso, che si è affrettato a ricordare che Vitrano - prima dei guai giudiziari tra i big del partito forte di oltre 13mila preferenze che ne avevano fatto il primo degli eletti - è stato subito sospeso, dai democratici e dal gruppo.
Ma sospensione o no, adesso salvo un beau geste tipo dimissioni che ora però non si vede nemmeno all'orizzonte, tornerà alla sua poltrona. Ma, e questo è il vero paradosso, solo virtualmente, visto che non può mettere piede in Sicilia per ordine del giudice. Ironizza velenosissimo l'avvocato Salvino Pantuso, il primo dei non eletti del Pd che a maggio aveva conquistato lo scranno e che adesso si vede scippare la poltrona contro ogni previsione: «Adesso Vitrano legifererà da Roma, la gente non capisce queste cose di palazzo. Questa notizia si commenta da sola. Ho fatto il deputato per due mesi e ho presentato due disegni di legge».
Che accadrà? Difficile dirlo. Forse, visto il numero di inquisiti sparsi per il parlamento siciliano, sarebbe il caso di organizzare le sedute in videoconferenza.