Le dieci ragazze di Tokio che hanno stregato Cuba

Le «Son Reinas» oggi al Forum con un mix di merengue e bolero. Domani i «Salsa celtica»: band scozzese con influenze caraibiche

Jarno Fiore

In scena stasera sul palco del Festival LatinoAmericando un esplosivo gruppo giapponese che si è fatto conoscere in tutto il mondo al ritmo di salsa, merengue, bolero e cha cha cha e avendo conquistato persino il vasto pubblico statunitense e quello cubano ha dimostrato di meritarsi a pieno titolo il suo nome: Son Reinas significa letteralmente «le regine del son», il genere ballabile che costituisce una delle forme base della musica cubana.
Le dieci componenti della band, originarie di Tokio, suonano insieme dal marzo del 1994 e fin dal loro esordio hanno iniziato a esibirsi in diversi prestigiosi festival: proprio grazie a una di queste performance furono notate da Richie Bonilla, il manager della rinomata Orquesta De La Luz, che le portò a New York nel 1997 dove riscossero un grande successo suonando nei più noti club di musica latino americana, con la conseguente risonanza nell'universo dei media.
La carta vincente di questa formazione, oltre al fascino dei loro sorrisi, sono la vastità e versatilità del loro repertorio, che abbraccia diversi generi musicali tutti ballabili, oltre che la bravura dei loro arrangiatori, che rispondono a nomi famosi tra cui Hugo Blanco e Chucho Valdes. Divertimento garantito insomma, se a prometterlo è uno dei pochi gruppi non latini a suonare nei più grandi festival di salsa statunitensi e portoricani.
A proposito di gruppi «esotici» rispetto al contesto latino americano, ma impegnati nella produzione di ritmi caraibici, si esibiranno domani i Salsa Celtica, formazione scozzese che riunisce artisti di diversa origine ma accomunati dal progetto di fondere sonorità celtiche e ritmi sudamericani, con tanto di cornamuse: un mix che si preannuncia davvero interessante.
Il gruppo, formatosi nel 1996 nell’eclettica Edimburgo dall'unione di diversi musicisti provenienti dall’ambiente jazz e folk scozzese, si è esibito in numerosi festival in Gran Bretagna e Irlanda, per poi raggiungere in tour anche gli Stati Uniti e spingersi fino in Islanda. Nel 1997 la visita a Cuba fornisce al gruppo tutti gli ingredienti per dare vita al primo dei tre album che hanno suggellato la loro affermazione: Monstrous y Demonios, Angels and Lovers, immediatamente apprezzato dal pubblico.
Forte di tale successo la band si è esibita su alcuni tra i palchi più prestigiosi della scena jazz, folk e non solo, come il Cork Jazz Festival, il Cambridge Folk Festival e persino il Glastonbury, preannuncio del grande successo del loro secondo lavoro: The Great Scottish Latin Adventure (2000), presente nella top 10 delle World Music Charts Europea e Canadese. Così un gruppo nato inizialmente per suonare «salsa», secondo le prime intenzioni del fondatore Toby Shippey, ha trovato nella contaminazione con la musica tradizionale del proprio Paese un modo per portare una ventata d'aria fresca sia al folk scozzese sia al sound caraibico, dimostrando come due tra i più diversi stili musicali e diverse culture possano fondersi e provare ancora una volta che la musica non ha confini.
L’ingresso al LatinoAmericando per le due serate è di 10 euro ciascuna e i concerti iniziano alle 21.30.