«Dietro ai compro-oro c’è il crimine organizzato»

Una legge per porre un freno al commercio illegale dell'oro, che tuteli gli operatori e, soprattutto, i privati cittadini. È quanto chiede con forza l'Anopo, l'Associazione nazionale operatori professionali dell'oro. Che ieri, in collaborazione con Aira (Associazione italiana responsabili antiriciclaggio) ha presentato una proposta di legge per dire basta ai fenomeni deliquenziali esplosi negli ultimi anni attorno alla categoria dei Compro Oro. Si stima, infatti, che più del 14% di questi negozi compie azioni illecite o addirittura criminali, che spaziano dall'evasione fiscale all'usura, dalla ricettazione fino al riciclaggio di denaro sporco. «Comportamenti che spesso sfuggono ai dovuti controlli, poiché manca una vera regolamentazione del settore» ha spiegato Andrea Zironi, presidente Anopo. Il commercio dell'oro, infatti, è disciplinato da una normativa (la 7/2000) che però non si applica alle attività comunemente definite "Compro Oro". Per le quali, invece, non si prevedono né procedure per l'apertura (basta una licenza della Questura), né il rispetto di particolari requisiti come, per esempio, la registrazione ad un albo o il rilascio della ricevuta ai clienti.
E non parliamo certo di un fenomeno di nicchia: ad oggi si segnalano in Italia oltre 28mila negozi Compro Oro, di cui il 30% in Lombardia. «Un giro d'affari stimabile attorno ai 14 miliardi di euro sul territorio nazionale e 42 milioni in Lombardia». Le ragioni di questa espansione? In parte la crisi economica, che ha spinto i cittadini a vendere i beni di famiglia; in parte il crollo del settore orafo italiano (principalmente dovuto alla crescita del prezzo dell'oro, che oggi si attesta sui 40,53 euro al grammo), che ha costretto molte gioiellerie a convertire la propria attività in acquisto di oro da privati. Ma ci sono ben altre motivazioni sotto traccia: l'opportunità di facili guadagni, la scarsità di requisiti e di controlli, e soprattutto - ha spiegato Ranieri Razzante, presidente Aira e consulente della commissione antimafia - «la possibilità, per la criminalità organizzata, di sfruttare il business dell'oro per riciclare denaro illecito». Da qui l'urgenza di una proposta di legge che regolamenti il settore in modo chiaro e trasparente. Otto i punti principali, tra cui l'istituzione di un albo per i negozi Compro Oro (così da stabilire i requisiti necessari, professionali e bancari); l'assimilazione dell'attività di compravendita di oro a quella di intermediazione finanziaria; l'estensione a tutti i soggetti di presidi antiriciclaggio; l'istituzione di un'autorità di vigilanza; e poi l'obbligo di ricevuta (con indicazione della merce, peso, prezzo e fotocopia del documento di identità del cliente per ogni singola operazione) e il divieto di pagamento in contanti per importi superiori ai 2.500 euro. Quanto ai privati cittadini? «Il mio consiglio, prima di vendere - ha affermato Zironi - è di girare tutti i negozi della città, richiedere sempre una ricevuta dettagliata e valutare, prima della transazione, non soltanto il prezzo al grammo, ma il guadagno complessivo ottenuto dalla vendita, perché le truffe, spesso, sono proprio sul peso».