Disoccupazione al 7,4%, Sacconi: "Nuove misure per sostenere il lavoro"

Tasso di disoccupazione al di
sotto della media Ue, mentre altri paesi, come la Spagna, sono al
20%. Il governo rafforza la strumentazione per sostenere il reddito. L'invito di Sacconi: "Puntare sulla formazione"

Roma - "Vogliamo rafforzare la nostra strumentazione" per sostenere il reddito e l’occupazione. "Nel corso di quest’anno ha funzionato bene e lo faremo in base all’andamento delle entrate. Nei prossimi giorni definiremo queste misure". Intervenendo a Mattino 5, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non nasconde il tasso di disoccupazione che è lievitato al 7,4%, ma rilancia gli interventi che saranno destinati a "rafforzare non solo la protezione del reddito ma soprattutto le misure di accompagnamento ad una forma di attività, meglio se lavorativa, ma almeno formativa".

La competenza al centro A questo proposito, ricorda il ministro, "è fondamentale la competenza perché hanno competenza in materia di formazione e dobbiamo fare in modo che ogni euro in formazione sia davvero efficace, davvero utile ad avvicinare la possibilità di un altro lavoro o di ritorno al lavoro". Bene ha fatto il ministro dell’Economia, fino ad ora, a tenere stretti i cordoni della borsa. "Ha assolutamente ragione", dice Sacconi. "Non dimentichiamo che le regioni dell’istabilità non sono finite e purtroppo non sono ancora state definite nella dimensione totale quelle regole che l’Italia in particolare ha invocato sia per evitare nuovi episodi di instabilità sia per evitare attività speculative, soprattutto sulle materie prime e sui prodotti alimentari". L’Italia deve mantenere "il patto preso con i mercati finanziari".

Le opportunità da cogliere Quanto ai dati Ocse, secondo cui l’Italia avrebbe maggiori capacità di cogliere le opportunità della ripresa, questo è dovuto, sottolinea Sacconi, "in forza della sua robusta economia reale manifatturiera". Rispetto ad altri paesi che hanno sostenuto la crescita con le bolle speculative, "l’Italia può contare su un’economia manifatturiera che oltretutto si è globalizzata per cogliere tutte le opportunità, non solo nel mercato interno, ma soprattutto in quello estero".

Il nodo occupazione Che l’Italia ha reagito meglio alla crisi rispetto ad altri paesi lo dimostrano anche i dati sulla disoccupazione: "Abbiamo avuto un impatto sulla crisi sociale minore che altrove, anche in questo momento siamo al 7,4% in termini di tasso di disoccupazione. Ben al di sotto della media Ue, mentre altri paesi, come la Spagna, sono al 20%". Questo è l’effetto della strategia del governo, che "ha assecondato, con gli strumenti che abbiamo adottato, la propensione dei nostri imprenditori a mantenere un rapporto di lavoro anche in presenza di una caduta della produzione e di ore lavorate".