Donne, in Lombardia arriva la legge anti violenza

Grazie al provvedimento del consiglio regionale, fondi per le associazioni di sostegno e azioni di prevenzione

Una vera e propria emergenza sociale, un problema di salute pubblica che coinvolge non solo la condizione fisica e psicologica delle donne, vittime di violenza, ma spesso anche i figli. Per contrastare il fenomeno - che in Lombardia registra un 34,8% dei casi denunciati - e sostenere le iniziative di aiuto, il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge contro la violenza alle donne. Si punta a varare nuove azioni a sostegno dei centri anti violenza a sostenere le donne vittime di violenza.
Il documento, illustrato da Giangiacomo Longoni (Lega Nord) prevede la creazione di una rete regionale antiviolenza fra tutti i soggetti impegnati contro questo fenomeno e le istituzioni sanitarie, scolastiche e formative, le forze dell'ordine, i tribunali, gli amministratori locali.
Base per la definizione degli interventi sarà il Piano quadriennale, approvato dal Consiglio regionale (in fase di prima applicazione l'approvazione dovrà avvenire entro 180 giorni dall'entrata in vigore delle legge). Data la delicatezza del problema, un tavolo permanente si occuperà della pianificazione degli interventi. Per il 2012 già autorizzata la spesa di un milione di euro.
Secondo una ricerca IReR sulla violenza sulle donne, la quasi totalità dei casi non è denunciata. Il sommerso è elevatissimo e si stima che gli atti di violenza esercitati dal non partner raggiungano circa il 96%, mentre quelli esercitati dal partner sono stimati al 93%. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). A subire più violenze nel corso della vita sono le donne separate e divorziate: il 63,9%, il doppio del dato medio.