«Dossier Ducati sul tavolo dei taiwanesi»

L’importatore Gianotti: «La guerra tra moto cinesi e occidentali sarà in Asia e non in Europa»

Pierluigi Bonora

da Milano

«Su Ducati il discorso è ancora aperto. Kymco valuta le aziende dal punto dal ritorno tecnologico. Tempo fa, quando a Taiwan puntavano su Aprilia, poi finita alla Piaggio, si era parlato di un possibile contatto con Tpg, che controlla Ducati, per un possibile takeover». Stefano Gianotti, amministratore unico di Padana Ricambi, società importatrice per l’Italia degli scooter taiwanesi Kymco, testa di ponte del colosso asiatico sul fronte occidentale, conferma al Giornale l’interesse del gruppo nei confronti di Ducati e spiega quali saranno le prossime mosse delle case motociclistiche orientali. Kymco, che ha appena presentato il nuovo scooter Agility 50 (costa 1.195 euro), realizza più di 1,5 milioni di mezzi l’anno ed è una delle compagnie più importanti. «Per Piaggio e le altre aziende che si affacciano in Cina - afferma Gianotti - la battaglia da vincere sarà proprio sotto la Muraglia e negli altri Paesi emergenti dove, a contare per il cliente, è solo il prezzo».
E gli altri problemi?
«Trasportare i prodotti in lungo e in largo per la Cina comporta costi incredilibili. C’è il forte rischio, inoltre, che uno scooter venga copiato e messo sul mercato a un terzo del prezzo».
In Europa c’è il timore che i cinesi preparino il grande sbarco con veicoli «sotto costo». È un timore giustificato?
«I colossi asiatici guardano al mercato globale, in particolare alle aree cinesi, indiane, indonesiane e a tutto il terriorio circostante. Anche Sudamerica e Africa sono nel mirino. I motoveicoli cinesi, per questione di prezzo, trovano molto spazio in queste zone».
La vera guerra tra occidentali e giapponesi da una parte, cinesi, taiwanesi e coreani dall’altra avrà come scenario i Paesi emergenti?
«In Cina vengono realizzati veicoli da 300 euro che valgono questa cifra. Dunque, prodotti improponibili per i nostri mercati».
Piaggio, che si appresta ad aprire un sito vicino a Canton, deve prepararsi a una dura battaglia?
«Tutti gli occidentali che si affacciano sul mercato cinese avranno vita dura. La stessa Kymco, che parla cinese con impianti sotto la Muraglia, ha forti problemi perché il cliente cinese apprezza i veicoli a basso costo e non guarda alla qualità».
Kymco e l’Italia...
«L’Italia è il mercato di riferimento in Europa. Vogliamo coprire tutti i segmenti negli scooter e cerchiamo di affermarci per qualità, affidabilità e rete d’assistenza. Nel ’90 vendevamo 1.000 veicoli ora siamo arrivato a quasi 35mila, con punte di 56mila nel 2000».

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