Droghe, ora le mafie le producono in proprio

L'allarme della Direzione dei servizi antidroga. "La coltivazione diretta
garantisce guadagni maggiori e meno rischi per il trasporto". N'drangheta holding della cocaina. Nel 2008 oltre 500 morti. Aumentano i minori coinvolti nei traffici

Roma - Le mafie hanno cominciato a produrre in proprio la droga e questo perché "la coltivazione diretta garantisce guadagni maggiori e meno rischi per il trasporto". È l’allarme che emerge dalla relazione della Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa). Nella Valle dello Jato, vicino a Palermo, si ricorda nella relazione, "è stata trovata la più grande piantagione di hashish e marjiuana mai vista in Italia, oltre un milione e 400mila piante che la forze di polizia hanno sequestrato".

Cannabis oro verde La produzione di cannabis sta diventando l’oro verde del capitalismo criminale. Calabria, Sicilia e Puglia, dice la Relazione, sono le regioni in cui proliferano le piantagioni di canapa indiana, il Sud è la zona scelta dai trafficanti anche per ragioni climatiche. Dietro c’è la longa manus di Cosa Nostra.

'Ndrangheta, una holding Ed è la i'drangheta "una delle grandi holding della droga", si legge nella relazione del Viminale, specializzata nel commercio della cocaina, ha contatti con mezzo mondo, "è l’organizzazione che negli ultimi venti anni ha fatto diventare l’Italia il centro strategico del mercato globale della coca, instaurando contatti diretti con i narcos della Colombia e detenendo il monopolio del traffico in Europa". Ma le organizzazioni criminali sono transnazionali e pronte a formare alleanze anche per un solo affare, una sorta di criminal agreement in funzione della convenienza economica.

Le "puntate" per l'acquisto Nasce così il sistema delle "puntate", un modo per raccogliere ingenti capitali con la partecipazione di più cartelli, che fanno capo a una o più organizzazioni, per acquistare grosse partite a prezzi sempre più vantaggiosi, in modo da immettere sul mercato droga per tutte le tasche.

Sempre più minori trafficanti Aumentano i minori coinvolti nei traffici di droga in Italia (in maggioranza al nord) mentre calano le donne. I minori segnalati all’autorità giudiziaria nel 2008 sono stati 1.124, di cui 76 in stato di arresto, corrispondenti al 2,19% del totale delle persone segnalate a livello nazionale, con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dell’8,29%. I minori coinvolti risultano distribuiti per il 46,44% al nord, per il 23,22% al centro e per il 30,34% al sud e nelle isole. In particolare 1.114 minori sono stati segnalati per traffico illecito e 10 per associazione finalizzata al traffico.

Sempre più denunce In aumento, rispetto agli anni precedenti, le denunce relative all’hashish, all’eroina e alla cocaina, mentre diminuiscono quelle per la marijuana 118 (-11,94). Tra i minori denunciati 209 sono risultati di etnia straniera, in particolare marocchini e albanesi. "il fenomeno della droga - conferma Stefano Benettoni, direttore centrale della Dcsa - investe sempre più le fasce giovanili, significativi quelli coinvolti in attività di spaccio. Appare dunque utile, una collaborazione tra tutti gli operatori impegnati nella lotta alla droga, nel campo preventivo e in quello propriamente repressivo della polizia". Le donne segnalate all’autorità giudiziaria nel 2008 sono state 3.054, di cui 2.352 in stato di arresto, con un decremento rispetto al 2007 del 4,74%.

Nel 2008 oltre 500 morti Sono 502 le vittime della droga nel 2008, più di un morto al giorno, che si vanno a sommare ai quasi 22mila morti dal 1973 - l’anno in cui sono cominciate le rilevazioni sui decessi per abuso di droga, con la registrazione di un unico caso - ad oggi. Dai numeri emerge comunque un dato positivo, le vittime sono in calo rispetto al 2007 del 17,16%; 502 quest’anno, 606 l’anno scorso.

Eroina la più mortale La droga regina tra quelle che uccidono resta l’eroina: è lei la responsabile della morte di 209 persone, quasi la metà, mentre alla cocaina sono attribuite 37 vittime, 9 al metadone e 3 all’mdma anfetamina. In 242 casi invece non è stata indicata la sostanza. La maggioranza delle vittime - 450, l’89,64% - sono uomini, mentre le donne rappresentano il 10,36% del totale (52 vittime). Quanto alle fasce d’età, il numero più alto di morti si registra a partire dai 25 anni per raggiungere i picchi massimi nella fascia superiore ai 40 anni. Dalla relazione emerge però che nel 2008 ci sono stati ben 14 morti nella fascia tra i 15 e i 19 anni (8 ragazzi e 6 ragazze) e un adolescente sotto i 15 anni.

Più colpito il Lazio Scorporando i dati, si scopre che la regione più colpita è il Lazio (87 vittime), seguita dalla Campania (71), dalla Lombardia (39) e dal Veneto (35) mentre per quanto riguarda le città in testa c’è Roma (69 morti), seguita da Napoli (37), Perugia (24) e Torino (16%).