Due gioielli nella chiesa di Sori

Come tante chiese della riviera, «come navi disposte ad esser varate», la parrocchiale di Sori che si affaccia sulla spiaggia, racchiude al suo interno straordinari capolavori della pittura e della scultura ligure che non sempre hanno ricevuto la meritata attenzione, sia da parte del turista, sia da parte degli studiosi, sia da chi ne dovrebbe curare la conservazione. Ma a Sori è stato fatto il miracolo e grazie all'interessamento del parroco, don Germano Andriani e sotto la direzione di Alessandra Cabella, direttore della Tutela del Genovesato alla Soprintendenza per i beni Storici ed Artistici è stato possibile restaurare due preziosi dipinti appartenenti alla chiesa parrocchiale.
Si tratta di due tele conservate in una cappella laterale, ai quali l'unica Storia di Sori esistente, pubblicata nel 1979, non dedicò che una riga, ma che l'accortezza di Alessandra Cabella, in uno studio su Paolo Gerolamo Piola pubblicato nel 1995, collegava una di esse ad un disegno dello stesso Piola conservato nel museo tedesco di Worms. Il foglio quadrettato del museo presentava alcuni angioletti in più rispetto alla versione in chiesa, peraltro pesantemente ripassata nel dopoguerra. Accanto ad esso la studiosa aveva l'altra grande tela che le fonti attribuivano a Domenico Parodi, ma che pesanti ridipinture e l'oltraggio del tempo avevano reso irriconoscibile.
Alessandra Cabella, assunto nel frattempo l'incarico in Soprintendenza, ripensò a queste opere riuscendo a far finanziare interamente il restauro dallo Stato attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, affidando le opere al laboratorio Habilis di Acqui Terme, che ha collaborato con Valentina Tonini di Genova.
Dal restauro è riemersa la piena godibilità di queste opere e la sicurezza delle attribuzioni ai due maestri genovesi. In particolare il dipinto di Paolo Gerolamo Piola ha svelato dal restauro la peculiarità di Paolo Gerolamo di aver eseguito interamente il dipinto senza alcuna collaborazione, prassi invece assai consueta in una bottega come Casa Piola. Inoltre «La Vergine Assunta con Sant'Anna e San Gioachino» con l'accostamento di colori primari dalla purezza cristallina è ora pienamente leggibile. Con questo intervento la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria ha voluto far sentire alle comunità sul territorio la presenza e l'attenzione dello Stato che si esplica non solo nelle città maggiori e su grandi cantieri, ma anche nei centri minori o periferici. E questo dovrebbe servire anche a smorzare quella diffidenza, purtroppo ancora presente nelle Chiese, nelle Confraternite, negli stessi Comuni nei confronti delle «Belle arti», come ancora qualcuno si ostina impropriamente a chiamarle, che spesso è causa di interventi non appropriati, di orribili «fai da te» che diventano inevitabile causa della rovina di preziosi patrimoni storici ed artistici.