Due secoli di viaggiatori: dai nobili alle cavallette

Due secoli di storia o poco più. Eppure, in un arco di tempo relativamente ristretto (almeno se si parla di linguaggio) la parola turista, pur mantenendo come ovvio lo stesso significato, ha assunto sfumature assai diverse. La prima attestazione, in lingua inglese, è del 1772. Deve passare ancora qualche decennio, però, perchè il termine entri nell'Oxford English Dictionary, cosa che accade nel 1811.

Il punto di partenza è il cosiddetto Gran Tour (tour, parola francese derivata da latino e greco indica letteralmente il giro, il percorso circolare), ovvero il viaggio, soprattutto in Italia, di educazione e formazione, tappa obbligata per i giovani dell'aristocrazia e della borghesia emergente europea. Il termine tourist, identifica, dunque un giovane snob alle prese con usi e costumi di Paesi a lui sconosciuti, talvolta irriso, per la sua inesperienza e l'incapacità di far fronte ai problemi a cui si trova di fronte.

Dall'Inghilterra la parola si diffonde negli altri Paesi europei. Nel 1838 Stendhal raccoglie in due volumi i resoconti delle sue peregrinazioni nella provincia francese (e non solo, visto che si spinge fino a Genova), con il titolo Mémoires d'un touriste. Ma la sua scelta viene criticata: l'idea del viaggio e la scelta del termine touriste vengono visti come il cedimento ad eccentriche abitudini inglesi. Passano però pochi anni e succede qualche cosa che nel tempo si rivelerà rivoluzionario. Nel 1841 un predicatore battista impegnato nella lotta contro il consumo di alcol, Thomas Cook, deve organizzare un incontro della «Lega per la temperanza». Gli viene l'idea di noleggiare un treno speciale per trasferire i partecipanti da Leicester a Loughborough e farli tornare in serata. Il 4 luglio sui vagoni prenotati ci sono 500 persone che pagano uno scellino a testa. È il primo viaggio organizzato della storia.

Cook intuisce le potenzialità del business. Nel 1855 organizza una visita all'Esposizione universale di Parigi, l'anno dopo un Gran Tour in diversi Paesi d'Europa. Il primo viaggio collettivo in Italia è appena successivo all'unificazione del 1861. Le radici dell'invasione turistica sono ormai piantate.