E anche l’Educazione fisica diventa uno spettacolo

Immaginatevi una squadra di basket piuttosto sgangherata, composta da un manipolo di adolescenti pronti a tutto, ma capaci di quasi nulla. Il loro allenatore è un tizio con dei baffi molto marziali, una passione per Leonida, l'eroe spartano della battaglia delle Termopili, e un repertorio un po' monotono di slogan del tipo «If you can't, then you must! Se non puoi, allora devi!». Gli improbabili cestisti partecipano devotamente ad allenamenti sfiancanti al suono della fanfara dei bersaglieri, si lasciano telecomandare, umiliare, espellere, finché gli ingranaggi del potere cominciano a incepparsi, gli ordini iniziano a non venir eseguiti, la ribellione alligna nella squadra... La "trama", per così dire, di Educazione Fisica - lo spettacolo di Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri in cartellone al CRT Salone fino a domenica 11 dicembre - è tutta qui, ma dice poco o nulla di un'opera di ingegneria teatrale costruita sui numeri dei passi che compie ognuno dei quattordici interpreti, sulla plasticità scultorea delle pose individuali e di gruppo, sulla precisione delle espressioni facciali, quasi perfette nell'esprimere l'infantilismo e lo stordimento di chi si è votato all'obbedienza assoluta. Lo Sicco e Civilleri sono due giovani attori che hanno fondato insieme con Emma Dante la compagnia Sud Costa Occidentale: in Educazione Fisica si ritrova la corporeità esasperata degli spettacoli della regista palermitana, ma senza che diventi fine a se stessa, senza trasformarsi in un'esibizione autoreferenziale. La gestualità grottesca si fa anzi racconto: in un tono fra l'ilare e il conturbante, narra la psicologia dei personaggi, tutti minuziosamente connotati, il loro rapporto con uno sport percepito come fonte di appagamento, ma soprattutto come forma di ambigua partecipazione al gioco della vita. Una squadra di basket insomma può rappresentare un contesto ideale per capire quanto il bisogno di affiatamento, se irregimentato in una disciplina ossessiva, crea cecità e sottomissione: ma può anche essere un terreno di coltura teatrale, un ambito in cui sperimentare il virtuosismo di un gruppo di attori capaci di tutto.