E la classe operaia dà lezioni di glamour

«Tieniti la tua età e fatti dare del lei», è la frase rivoluzionaria di Giorgio Armani. Perché finalmente scavalca e dà un calcio al giovanilismo. «C’è una tale sciatteria: ben vengano gli operai con la loro camicia bianca pulita di fresco e la giacca di tweed». Una sorta di divisa che significava rispetto dell’uomo. Una divisa alla quale si riferisce anche Bottega Veneta. «È interessante vedere che un tempo gli abiti che hanno ispirato questa collezione non avrebbero mai potuto trovarsi nell’armadio dello stesso uomo», spiega Tomas Maier stilista di Bottega Veneta. Tute da lavoro, pantaloni ampi, giubbotti in pelle impalpabile da autista, camicie di jeans sotto perfetti abiti formali, cappe da pescatore rappresentano la democraticità di un marchio straordinario che innalza, per la sua unicità, la classe operaia in paradiso. Conferma il trend Frankie Morello che allestisce un ponteggio dove salgono carpentieri e falegnami ma pure ingegneri e architetti. Qui le tute da lavoro sono in cuoio, le canottiere di cashmere mentre i laureati si infilano grossi maglioni sui vestiti (il pullover sull’abito si vede anche da Ferragamo e da Byblos in colori fluo). Così come fa tendenza il capo in pelle. Pantalone biker da Vivienne Westwood, chiodo da motociclista in pelle come nylon di Ermanno Scervino, montone a dieci bottoni doppio petto da vero playboy di Pringle.