E l’onorevole si imbarca a Cape Canaveral

Domani Marco Airaghi passerà due ore in assenza di gravità su un Boeing 727

Gaia Cesare

da Milano

A bordo ci saranno un avvocato di Cuneo, sessantenne, un impiegato romano, quarantenne, un onorevole, Marco Airaghi (di An), un vigile del fuoco, ma anche una donna disabile e alcuni esperti. Chiusi in un Boeing 727 largo settanta metri quadri circa, per affrontare l’assenza di gravità e vivere un’esperienza a metà fra la scoperta scientifica e il turismo aerospaziale. Perché la nuova missione che domani partirà da Cape Canaveral, dalla pista dello Space Shuttle, organizzata dall’associazione SpaceLand, rappresenta uno dei primi passi verso le vacanze di massa nello spazio, accompagnate però alla sperimentazione.
C’è chi, infatti, ha pagato 6.900 euro (3.500 per il volo e 2.500 per l’addestramento) per vivere quest’esperienza limite, proprio come un turista in viaggio verso un Paese esotico, e c’è chi intende invece fare ricerca, come la Fondazione Don Gnocchi, il Centro di Bioingegneria di Milano e l’Aida, l’associazione ausili e informatica per disabili e anziani di Modena. A bordo del velivolo, che per circa due ore e mezza si aggirerà nello spazio, in assenza di gravità, verrà infatti verificata la reazione del battito cardiaco e sarà inoltre sperimentato il cosiddetto «Face-mouse», un metodo che consente di utilizzare il computer senza l’uso delle mani, ma con il solo movimento del naso o del mento sullo schermo.
«Stiamo scaldando i motori - spiega dalla base americana Carlo Viberti, ingegnere e promotore della missione -. Vogliamo portare persone comuni a vivere un’esperienza al limite della fantascienza. Ma abbiamo anche obiettivi scientifici. Il futuro? Sarà la sperimentazione sul comportamento delle cellule staminali adulte in assenza di gravità. È questo l’unico modo per ricreare in maniera verosimile le condizioni ambientali in cui in genere si sviluppano le staminali nel corpo umano».
Elma Schippa sarà la prima donna disabile della storia a volare in assenza di gravità. Il suo handicap, per una volta, sarà condiviso da tutti i compagni di viaggio: «Perché in quelle condizioni la sensazione è di non avere gli arti inferiori», spiega Viberti.
Ma come ci si prepara a un’esperienza del genere? Due giorni di addestramento in Italia e una settimana negli Usa alla vigilia della missione, cercando di ricreare sott’acqua un ambiente che assomigli a quello aerospaziale e che testi la capacità dell’individuo di resistere a una forza diversa da quella del proprio corpo.