E la sua «nemica» Marta evita la resa in tribunale

Il tribunale civile ha stabilito che per Marta Vincenzi non esiste «conflitto di interessi», pertanto la sua carica di sindaco è compatibile con l’attività svolta dal marito Bruno Marchese e dalla figlia, in relazione a eventuali appalti o subappalti affidati a una ditta in cui i familiari sono soci di maggioranza. La questione era stata sollevata a giugno dalla Casa della lega e della cultura, l’onlus presieduta da Christian Abbondanza. Ieri mattina alle 11, il tribunale (presidente Antonino Di Mundo, giudici Alvaro Vigotti e Franca Maganza, pm Silvio Franz), si è riunito in camera di consiglio per l’esame del ricorso, presenti i legali della Vincenzi (Lorenzo e Roberta Acquarone e Waldemaro Flick), e Abbondanza secondo cui «il marito del sindaco potrebbe avere appalti e subappalti dal Comune, o dalle società partecipate, senza che il cittadino ne sappia niente» a meno che il tribunale faccia un’istruttoria. «Il collegio ha respinto il ricorso, quindi nessuna incompatibiltà - ha detto al termine dell’udienza il professor Acquarone -. Fra una decina di giorni si dovrebbero conoscere la motivazioni. Comunque, una delle tesi da noi sostenuta è che ci vuole non un sospetto, ma un principio di prova». Abbondanza ha preannunciato ricorso, di iniziativa popolare, perché il tribunale ha respinto l’istanza principalmente per vizi procedurali e di forma.
Alla luce del dispositivo tramonta l’eventualità di un ricorso a nuove elezioni, per decadenza del sindaco, che potrà continuare a svolgere il ruolo di primo cittadino, senza impedimenti causati dall’attività e dai legittimi interessi economici del marito, che, a suo tempo, dichiarò di non aver mai lavorato con gli enti pubblici, Comune, Provincia e Regione e società partecipate. Ma Abbondanza non demorde, e rilancia. Nel pomeriggio spiega, tra l’altro, che la Vincenzi, il marito e la figlia, «hanno interessi confliggenti con l’interesse pubblico, e che il sindaco non ha mai fornito a noi, agli organi di informazione e ai consiglieri comunali che lo hanno richiesto ufficialmente più volte, la lista dei sub incarichi e sub appalti del Comune e delle società da questo partecipate o controllate. Fatto grave perché viola il principio di trasparenza. Invece ha nominato come consulente del Comune Maurizio Maresca, consigliere di amministrazione della società Impregilo (di Gavio e Ligresti) che ha interessi diretti assieme alla Fisa Italimpianti, al gruppo Sina, Civ e Cociv, in tanti aspetti della gestione pubblica (inceneritore , discarica , Tav e Terzo Valico), società che, tra l’altro, vedono rapporti di lavoro della Igm Enginering di Marchese e figlia. Inoltre la difesa del sindaco ha fornito due sole dichiarazioni di società partecipate (Sviluppo Genova e Milano Serravalle), in cui si dichiarava non esistere alcun rapporto diretto. Peccato - non si rassegna Abbondanza - che le società partecipate e controllate del Comune siano 34».