Ecco la banca che non farà crac: l’unica dove il tempo non è denaro

Sono già dodici nel Milanese i centri in cui scambiare saperi e conoscenze. La sola moneta? Le ore di lavoro. Così l'insegnante di matematica dà ripetizioni al figlio del meccanico che gli ripara la moto

Ci sono banche che non temono gli «schiaffi» di Wall Street. La loro ricchezza non è custodita in inespugnabili caveau perché il tempo libero non si può rinchiudere. Al massimo si può prestare a qualcuno a patto che costui sia poi in grado di ricambiare. Sono le banche del tempo, luoghi in cui le persone possono conoscersi e praticare la reciprocità in base alle proprie competenze: dal meccanico al professore, al semplice cultore del «fai da te». «Io ti aggiusto la motocicletta e tu dai lezioni di matematica a mio figlio». Naturalmente a costo zero. Uniche monete in circolazione sono la buona volontà, la voglia di incontrarsi e conoscersi e, perché no, il proposito di risparmiare qualche soldo.
Nel 1996 a Milano c’era solo quella di Quarto Oggiaro. In 12 anni sono diventate undici: un universo indaffarato e gioioso che organizza circa 3 mila milanesi e la cui espansione è frenata solo dal problema di trovare sedi a titolo gratuito. Per questo, tranne rarissime eccezioni, le banche del tempo vengono ospitate presso associazioni, centri ricreativi o culturali, sedi sindacali e scuole. «Iscriversi è semplice - dice Grazia Pratella, presidente del Coordinamento di Milano e provincia -. Basta un colloquio preliminare per conoscere cosa può offrire agli altri, in termini di piccoli servizi, l’aspirante correntista». All’iscrizione, che costa sui 15 euro all’anno, segue il rilascio di un carnet con 10 cosiddetti «assegni-tempo». A cosa servono? Se ad esempio avrò bisogno di tinteggiare una stanza, chiamerò un altro correntista che lo sappia fare e, a lavoro ultimato, gli staccherò un assegno che certifica le ore di lavoro svolte. L’altro incasserà lo cheque e lo depositerà sul proprio conto, acquisendo il diritto di ricevere a sua volta un servizio di pari durata da altri soci. Un meccanismo virtuoso che promuove prima di tutto la conoscenza tra gli abitanti di uno stesso quartiere e che le nuove tecnologie - computer e internet - ultimamente stanno facilitando: «Ci sono persone - dice Luigi Tomasso, attivissimo componente del Coordinamento - che sono rifiorite dopo aver scoperto quanto è semplice socializzare anche a Milano».
Ma non si pensi a prestazioni d’opera di tipo professionale: è tutto il contrario. I correntisti delle banche del tempo di Milano si scambiano tutti i favori presenti nella ricca costellazione del «fai da te», surrogando quelle che una volta erano le sane e semplici relazioni di buon vicinato. Se le signore che sanno fare l’orlo dei jeans sono ricercatissime (un orlo equivale a un’ora guadagnata) molti pensionati offrono piccole riparazioni di elettrodomestici. Poi ci sono i giovani dog-sitter ma anche i patiti di arti marziali disposti a dare lezioni di Tai Chi in cambio della stiratura di qualche camicia o ancora chi è in grado di dare ripetizioni scolastiche o di conversare in inglese magari in cambio di un passaggio in auto di qualche centinaio di chilometri. Piccole cose, pretesti per uscire di casa o per farvi entrare qualcuno ogni tanto. «Naturalmente - prosegue la Pratella - non il primo sconosciuto che capita: nelle sedi ci si incontra almeno una volta alla settimana. È lì che avvengono le presentazioni. Solo se scatta quello che noi chiamiamo canale affettivo diventa possibile lo scambio». Perché la vera missione della banca del tempo è aggregare, promuovendo la solidarietà libera da interessi economici tra gente che altrimenti non si incontrerebbe mai.
La banca del tempo di via Passerini 18, a Niguarda, è tra le più attive in città con 2627 ore scambiate tra soci nel periodo gennaio-giugno 2008. Lì, ad esempio, si incontra il signor Luciano, che aiuta nei lavori di segreteria. Ma anche la signora Piera, specializzata in piccoli lavori di sartoria o il signor Vico, madrelingua inglese, che propone incontri di conversazione ad alto livello. C’è anche l’anziano signor Pietro, esperto di bricolage, che installa mensole in cambio di lezioni di computer e poi la deliziosa signora Nori, che scrive poesie d'amore su commissione e fa l’oroscopo con le carte in cambio di piccoli lavoretti di sartoria.