Ecco la chiesa che benedice anche cani e gatti

In via Moscova per due giorni anche mostre e bancarelle

Non è sempre vero che i cani in chiesa non hanno fortuna. Non in tutte le chiese, almeno. In quella di Sant’Angelo, a Milano, possono entrare, e anzi domani saranno loro al centro della funzione, insieme agli altri animali domestici che potranno essere benedetti, in via Moscova.
La tradizione di questa celebrazione è francescana. E la storia di San Francesco è conosciuta: nacque ad Assisi nel 1182 da una famiglia benestante, il padre era un ricco mercante di stoffe, fu istruito in latino, francese, conobbe la lingua e la letteratura provenzale e, da ragazzo, condusse una vita spensierata e mondana. Partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, dove venne fatto prigioniero, e in carcere si ammalò: la fatica che impiegò per tornare sano e salvo ad Assisi indusse in lui una profonda riflessione e cambiò radicalmente il suo stile di vita. Dal 1205, anno in cui tornò alla sua città, si dedicò al prossimo, ai bisognosi, ai poveri e ai malati, oltre che al restauro di chiese in rovina. Il padre lo diseredò, lui portò all’estremo la sua vocazione, e un giorno, durante la Messa, ricevette da Dio l’invito a uscire nel mondo, a «privarsi di tutto per fare del bene ovunque».
«Qual è la maniera migliore per salutare San Francesco se non quella di essere vicini alla gente?» chiede frate Clemente, nella concretezza vera e appassionata che hanno i francescani: poche teorie, la prima cosa che serve per aiutare è l’azione. E infatti, oggi e domani, nella chiesa di S. Angelo in via Moscova (www.fratellisanfrancesco.it) si susseguiranno una serie d’iniziative per celebrare la festa del Santo fondatore dell’ordine, e sarà occasione per gettare uno sguardo su una struttura oliata e perfettamente funzionante che opera quotidianamente con un solo obbiettivo: aiutare il prossimo.
Si parte alle 18 e 30 con la Santa messa e commemorazione del «Transito di San Francesco», e può essere occasione per visitare il mercatino di beneficienza presente nel chiostro del convento, aperto fino al 6 ottobre: si troveranno oggetti devozionali antichi, statuine, giocattoli e libri per bambini, oltre a creme per la pelle, tisane e rimedi omeopatici per problemi di digestione o stress, tutto creato dalle suore del convento del Monastero di Santa Chiara (nel 1212 Chiara d’Assisi prese l’abito monastico istituendo il secondo ordine francescano, delle clarisse).
San Francesco guardava ad ogni creatura con amore, compresi ovviamente gli animali. Ecco perché la chiesa di S. Angelo è l’unica, a Milano, in cui sono ammessi i cani anche durante la messa, ed ecco che, domani alle 16, si terrà la benedizione degli animali domestici, di cui sono state invitate anche tutte le associazioni milanesi, e, dopo la benedizione, suonerà la fanfara dei carabinieri. La giornata si concluderà alle 18 e 30 con una messa solenne, presieduta dal priore dei padri domenicani.
Fino al 12 ottobre, allestita sempre in occasione della festa, sarà visibile la mostra di immagini devozionali «Laudes creaturarum», realizzata da Silvia Venuti, e sarà possibile visitare lo spazio dedicato all’assistenza sociale e all’ascolto presente in via Moscova: uno studio medico e un dentista operano quotidianamente e pressoché gratuitamente a favore dei bisognosi, per non parlare delle lezioni di italiano per gli emigrati e dell’assistenza nelle prime necessità (casa, vestiario, igiene, cibo): si ascoltano i problemi e s’indirizzano le persone verso le strutture più adeguate. «Qui c’è un gruppo che veramente lavora – continua fra’ Clemente-. Abbiamo bloccato tante malattie infettive nei nostri centri di prima assistenza medico-sanitaria, noi togliamo le persone dalla strada e le educhiamo. San Francesco aiutava i lebbrosi, i lebbrosi di oggi sono gli emigrati, e gli emarginati in generale. Non dimentichiamo che il 40 per cento degli aiuti che diamo è per gli italiani, drogati, anziani o separati: abbiamo tre dormitori, ognuno specifico per diverse tipologie di gente» (un centro di prima accoglienza in via Saponaro 40, uno per gente che ha già un lavoro, di seconda accoglienza, in via Calvino 11, uno solo per clochard italiani in piazzale Lodi 4, e uno per richiedenti asilo politico in via Isonzo, oltre a quello in via Moscova).