Ecco come proteggersi (mangiando) dall'influenza suina

L'allarme dell'esperto: "È confermato da studi scientifici che i virus, dall'Ebola all'aviaria, si comportano come pericolosi mutanti dove ci sono carenze nutrizionali, soprattutto di selenio"

Mangiare frutta e verdura e, in proporzioni corrette, bilanciare proteine e carboidrati, non saltare i pasti, condire il tutto con selenio e vitamina C. Ecco le armi per stroncare sul nascere l'influenza suina, provocata dalla mutazione del virus H1N1, in origine presente solo nei maiali. Strenuo difensore dell'integrazione a base di selenio è Attilio Speciani, medico anestesista omeopata. Che già a proposito dell'aviaria aveva divulgato i risultati di uno studio della North Carolina University: "Le persone con deficit nutrizionali consentono la mutazione dei virus classici, in loro i virus si comportano come pericolosi mutanti. Questo vale per tutti i virus, Ebola, Aids e raffreddori compresi". Speciani cita anche un articolo pubblicato dal Faseb journal, in sostanza "un deficit di selenio (anche quando non sembra dare luogo a malattie particolari da carenza del minerale) fa sì che il virus umano dell'influenza si sviluppi in una forma più virulenta. Per questo studio è stato usato il virus di un'influenza A Bangkok. Una volta che il virus è mutato si diffonde nella popolazione sana e cresce enormemente il rischio di gravi epidemie". Queste ricerche hanno ricadute sociali ed etiche, "molti Paesi del terzo mondo non raggiungono neanche i livelli minimi di selenio raccomandati nelle loro diete e rischiano di diventare non solo serbatoi di virus che possono trasmettersi a chi si nutre correttamente ma anche focolai di trasformazioni di virus mutanti". Fare più attenzione ai Paesi poveri e al loro stato nutrizionale potrebbe essere la chiave di volta del controllo di molte forme di malattia, per tutti gli abitanti del pianeta.