Ecco la ricetta anti crisi del Comune di Belluno: niente nozze la domenica 

Il Comune invita a contenere le spese. Proteste dei cittadini. L'assessore: "Riguarda solo chi non ha preferenze su una giornata
precisa"

Belluno - A decidere quando una coppia possa convolare a nozze ci pensa il Comune. Precisamente quello di Belluno. "I futuri marito e moglie sono invitati a unirsi in matrimonio il sabato o negli altri giorni della settimana, preferibilmente di mattina". La domenica non è contemplata. Motivo? Semplicemente perché aprire le porte del Comune quel giorno costa: ci sono gli straordinari da pagare al personale e poi vuoi che la patriottica amministrazione bellunese in un periodo di crisi come questo non si adoperi per far risparmiare qualcosina al bilancio del suo ente? 

Il diktat agli uffici preposti è partito dall'assessore ai servizi demografici, Luciano Reolon, che cerca di stringere la cinghia. Difficile tuttavia che nessuno si sia inalberato al venir a conoscenza di questa imposizione. E infatti le lamentele sulla privazione della libertà di convolare a nozze il giorno che si preferisce non si son fatte attendere. Al che l'assessore Reolon ha subito precisato al Gazzettino.it, che "ognuno è libero di sposarsi quando vuole, ma visto il momento di difficoltà che viviamo mi è sembrato giusto, anche su questo aspetto, cercare di limitare le spese. L'indicazione riguarda solo chi non ha preferenze su una giornata precisa, ma se si ha a cuore la comunità bisogna guardare anche alle piccole cose".

Per sposarsi in Comune ci vogliono 350 euro nei festivi e prefestivi e 200 euro negli altri casi. Per questo non si può certo dire che l'assessore bellunese non pensi anche alle tasche deu suoi concittadini...