Calzature e pelletteria, la sfida della competitività

Dall'assemblea di Assomac l'appello a "lavorare insieme per crescere" come sistema Italia. Nel 2015 rallenta la crescita delle esportazioni di tecnologia per la conceria, la calzatura e la pelletteria ma l'Europa torna a investire in macchinari

"La sfida dei prossimi anni risiede in una logica di sistema: è necessario collaborare e fare sistema per essere competitivi. La consapevolezza di ciò ci impone in qualche modo di restare uniti e agire assieme, a tutti i livelli. Un compito arduo ma non impossibile se si continua a guardare tutti nella stessa direzione”, con queste parole Gabriella Marchioni Bocca, presidente di Assomac, l’associazione dei costruttori di tecnologie per calzature ha indicato la strada necessaria per la crescita del settore all’assemblea annuale alla quale sono intervenuti gli attori della filiera moda pelle e calzature che hanno portato i loro contirbuti sul tema La forza e il valore del sistema Italia nel mondo: lavorare insieme per crescere.

L'auspicio della presidente di Assomac è stato accolto anche dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, a conclusione dell'assemblea, ha sottolineato come le imprese italiane debbano reagire e non resistere alle sfide del mercato. La reattività passa anche dalla collaborazione e da una profonda sinergia su progetti che coinvolgano l'intera filiera, con percorsi strategici per la creazione di una visione comune sul futuro e soprattutto per intercettare al meglio e in anticipo le richieste del mercato. L'obiettivo ultimo deve essere, quindi, lavorare fianco a fianco nell’ambito di specifiche iniziative e cooperare in maniera fattiva e determinata, facendo i conti con le proprie potenzialità e rendendo le associazioni di categoria da trincee a vere avanguardie.

Dopo l'intervento dello scenarista Giuliano da Empoli, che si è focalizzato sulle prime reazioni al caso Brexit e su come il risultato rifletta quanto le società siano alla ricerca di avere un sempre maggiore controllo sul proprio destino per rispondere ai cambiamenti del contesto globale in cui vivono, il giornalista Antonello Piroso ha moderato un dibattito al quale sono intervenuti anche Roberto Briccola presidente Mipel, Giancarlo Dani consigliere Unic, Roberto Luongo direttore generale Ice Agenzia e Andrea Tomat presidente di Lotto Sport Italia e Stonefly.

L'Assemblea è stata l'occasione anche per presentare una fotografia del settore che registra nel 2015, dopo un biennio più che positivo, una battuta d’arresto, vedendo crescere complessivamente la produzione del solo 1,93%, al di sotto quindi del tasso fatto registrare nel 2014 pari al 9,56%, ma che rappresenta comunque più di due volte il tasso di crescita dell’economia italiana.
A trainare la crescita dell'ultimo anno sono state soprattutto le esportazioni, vero punto di forza e quota di fatturato più importante nel bilancio del settore, in crescita per il terzo anno consecutivo: l’export complessivo, includendo anche le macchine per il sintetico e altri macchinari, ha fatto registrare un tasso di incremento del 2,28%, anch’esso inferiore ai tassi degli anni precedenti.

Per quanto riguarda le aree geografiche di destinazione delle esportazioni del settore, si rileva che, dopo anni, anche in Europa Occidentale si sta tornando a investire nella tecnologia per la conceria, la calzatura e la pelletteria. Nel 2015 tale mercato ha rappresentato rispettivamente il 15,15% delle esportazioni di macchine per conceria, il 23,28% delle macchine per calzature e il 40,94% delle macchine per pelletteria. Crescenti anche le esportazioni in Centro-Nord America, anche se tale area si colloca al quinto posto nelle destinazioni dell’export del settore delle macchine pelle-calzature e quindi i tassi di incremento, anche se significativi, sono in alcuni casi legati a volumi relativamente piccoli.