«Bce, tedesco il futuro presidente»

La Cdu della Merkel contro Draghi: «Ha combinato disastri, serve un uomo fedele alla linea monetaria della Bundesbank»

C'era una volta il Mario Draghi immortalato dalla Bild con tanto di elmo prussiano in testa. «So deutsch», «così tedesco», titolava il popolarissimo quotidiano. Correva l'anno 2012. Dopo quattro anni, la luna di miele è finita da un pezzo, e buona parte della Germania va facendo quadrato contro le politiche monetarie espansive dell'ex governatore di Bankitalia. L'ultimo attacco è arrivato dalla Csu, il partito conservatore bavarese alleato della Cdu della Cancelliera Angela Merkel. «Le politiche di Mario Draghi hanno minato enormemente la credibilità della Bce», ha dichiarato alla Bild il numero due del gruppo parlamentare della Csu al Bundestag, Hans-Peter Friedrich. Secondo Friedrich, terminato il mandato di Draghi, la guida della banca centrale deve passare a «un tedesco, che si senta fedele alla tradizione della Bundesbank di stabilità valutaria». «Non possiamo permetterci di avere un altro Draghi, in futuro ci serve un esperto finanziario tedesco al timone della Bce» afferma poi un altro deputato della Csu, Hans-Peter Uhl.

Come è facilmente intuibile, in Germania hanno un'idea peculiare su quali debbano essere i compiti dell'Eurotower: non un'istituzione al servizio del bene comune europeo, ma un organo tedesco-centrico. Anche se, per la verità, tra le cose che i tedeschi rinfacciano a Draghi c'è anche quella di aver favorito Paesi come l'Italia. La stessa Bild, infatti, ricorda che «molti governi non usano i soldi convenienti per mettere in pratica le riforme e sanare i bilanci. Al contrario, appena una settimana fa l'Italia ha annunciato ad esempio deficit più alti per il 2017 e il 2018».

Il ministero tedesco delle Finanze ha reagito con cautela alle richieste, ricordando che «la carica di Draghi scade nel novembre 2019». Quindi, la questione di un successore «non si pone attualmente». Prudenza singolare, visto che Wolfgang Schaeuble, il rissoso ministro del Tesoro, sparge da settimane veleno sul capo della Bce, al quale ha perfino rinfacciato di aver contribuito all'ascesa del partito anti-immigranti Alternative fuer Deutscheland. Poi ci sono le potenti Sparkasse, sul piede di guerra da mesi dopo l'introduzione dei tassi negativi sui depositi presso la banca centrale. Il rischio è quello di non poter più offrire ai correntisti rendimenti piuttosto redditizi, come è nella tradizione delle casse di risparmio tedesche. I risparmiatori, peraltro, si stanno già spostando sempre più sugli investimenti immobiliari. Il risultato è stato un aumento dei prezzi delle case che va a colpire un altro pilastro del modello tedesco: mantenere l'inflazione bassa per poter contenere il costo del lavoro.

RPar