Il bike sharing supererà il car sharing in futuro?

Stiamo assistendo ad una trasformazione importante di società come Uber e Lyft, che stanno iniziando a riversare i propri investimenti verso società di bike sharing

Lo sharing si fa green e dagli Usa arriva la notizia che le due principali società attive nel settore, Uber e Lyft, stanno riversando i loro investimenti nell'acquisto di aziende che si occupano del noleggio di biciclette e monopattini elettrici

Lyft, principale competitor di Uber, ha acquisito la società Motivate per la somma (secondo indiscrezioni) di 250 milioni di dollari. Motivate è la più importante società di noleggio biciclette statunitense che si occupa dell'80% del trasporto privato su due ruote negli Usa. L'azienda è molto attiva nel campo e offre il servizio di condivisione biciclette più grande degli Stati Uniti, prende infatti città come San Francisco, New York e Chicago. L'acquisizione è stata annunciata da un comunicato aziendale che recita:"Insieme Lyft e Motivate rivoluzioneranno il trasporto urbano". Il successo del trasporto su due ruote ha da tempo allarmato sia Uber che Lyft che stanno correndo ai ripari cercando di acquisire aziende che abbiano già una buona base da cui partire. Uber aveva anticipato Lyft nell'acquisizione di Jump, un'azienda che si occupava proprio di trasporto su due ruote. La cifra di acquisto della società non è trapelata.

San Francisco, un territorio conteso. L'acquisizione di queste società ha portato le società di car sharing a spremerne fin da subito i frutti e in questo periodo sia Lyft che Uber sono in corsa per conquistare il trasporto privato dei monopattini elettrici nella città californiana. L'amministrazione sarà chiamata a decidere a breve a quale società sarà affidato il trasporto su due ruote, in molti prevedono la vittoria di Lyft visti i "buoni rapporti" che Motivate si è creata con le amministrazioni di moltissime città statunitensi.

Il New York Times, dal canto suo, giudica il mercato del bike sharing non proprio gigantesco ma sicuramente in grande crescita e che sul lungo termine potrebbe regalare agli investitori importanti guadagni.

La risposta del perché le aziende di car sharing si stiano muovendo verso questa strada la fornisce la stessa Ceo di Uber, la quale dopo l'acquisto di Jump ha spiegato:"Vogliamo essere l’Amazon dei trasporti". Il motivo sarebbe nel riuscire a dare una maggior scelta al cliente, mettendolo nella condizione di poter decidere se prendere una macchina, una bicicletta oppure l'autobus.

Il car sharing e il bike sharing non sembrano destinati ad entrare in collisione nonostante la fetta di mercato del secondo si stia ampliando e sviluppando sempre di più tanto da "costringere" società affermate nel settore ad essere acquisite dalle grandi del trasporto privato.