BlackRock «pigliatutto» in missione a Piazza Affari

Security e riservatezza ai massimi livelli per i tre giorni milanesi di BlackRock che ha deciso di portare il suo stato maggiore sotto la Madonnina per il Global leadership summit 2014, proprio nell'anno in cui il colosso Usa ha praticamente colonizzato Piazza Affari. Il mega fondo, infatti, è ormai il primo investitore del Paese, pur avendovi destinato per ora solo 58 miliardi, una goccia dell'immenso patrimonio del gruppo (4,3 trilioni di dollari, sette volte il valore di Borsa, più del doppio del debito pubblico italiano).
E la sensazione è che lo shopping non sia ancora finito, tanto più che i tre giorni milanesi del gruppo sono stati programmati proprio a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. Per questo, nonostante le 72 ore milanesi dei 150 top manager mondiali di BlackRock siano rigorosamente a porte chiuse, impazza il toto investimento, in Borsa ma non solo. «L'Italia, il suo mercato, le aziende medie e grandi dell'energia, delle tlc, del credito e del settore manifatturiero sono estremamente attraenti non solo in termini di valutazioni, ma anche di fattori più strutturali, come riforme e privatizzazioni», ha recentemente dichiarato, in merito, Andrea Viganò, country head per l'Italia. Ieri, intanto, le danze sono state aperte da un incontro riservato organizzato da Borsa Italiana, tra l'ormai leggendario Larry Fink, co-fondatore (con Robert Kapito) e numero uno di BlackRock, e alcuni dei più blasonati rappresentanti dell'imprenditoria italiana. Assenti le banche retail. Ma Fink dovrebbe già avere in agenda incontri con i vertici delle maggiori istituzioni finanziarie e politiche del Paese. Intanto ieri erano presenti, oltre allo stesso Fink e a Massimo Tononi (Borsa Italiana), anche Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Gabriele Galateri di Genola (Generali), Pietro Scott Jovane (Rcs), Alberto Nagel (Mediobanca) e Carlo Pesenti (Italcementi). Volti rilassati e commenti soddisfatti: «È andato bene», ha dichiarato Tronchetti Provera, mentre Scott Jovane, intrattenutosi con Nagel qualche minuto sulla porta di Palazzo Mezzanotte, alla domanda se BlackRock voglia diventare azionista dell'editore del Corriere ha rinviato sorridendo allo stesso Fink.
D'altro canto, BlackRock negli ultimi mesi si è distinto per uno shopping quasi compulsivo su banche e blue chip. In poco tempo Fink è diventato il nuovo Mr 5% di Piazza Affari con posizioni di rilievo su Intesa Sanpaolo (al 5,004%), Unicredit (al 5,246%), Banco Popolare (al 6,851%), Azimut (5,004%), Telecom Italia (al 4,8%), Hera (a quasi il 2% del capitale), Ei Towers (al 6,846%), Ubi (al 4,9%), e Mps (dove è recentemente sceso al 3,2% dal 5,7%). Il colosso, che si avvale della facoltà di non comunicare le partecipazioni sotto al 5%, dovrebbe poi sfiorare il 5% in Atlantia e Prysmian, e detenere partecipazioni in Generali (accreditato al 2,85%), Pirelli (all'1,95%), Saipem (di nuovo al 2,83% dopo la vendita del gennaio 2013 a ridosso del profit warning), Eni (al 2,73%), Terna (al 2,73%), Mediaset (al 2,5%), Fiat (al 3,16%), Enel (al 3,33%), Salvatore Ferragamo (2%), Snam (1,56%), Poppolare di Milano (1%) e Popolare Emilia Romagna(1,2%).