Bonomi si prende Chicco Operazione da 700 milioni

Investindustrial rileva il 60% del gruppo Artsana Il presidente Catelli: «Ora cresceremo più in fretta»

Andrea Bonomi continua a scommettere sul made in Italy e punta un terzo del suo nuovo fondo da 2 miliardi su Artsana, la società che commercializza il marchio per l'infanzia Chicco. Ma anche i brand Pic Solution, Lycia e Control. La società «preda», che secondo indiscrezioni vale 1,3 miliardi, passerà per il 60% nelle mani del finanziere milanese, mentre il 40% resterà alla storica famiglia comasca Catelli (seguita nell'operazione da Lazard).

Conti alla mano, e considerando il piccolo debito in capo alla società, l'investimento per Bonomi si dovrebbe aggirare sui 700 milioni. Alla squadra di Investindustrial, il compito di accompagnare la Chicco e gli altri brand in una seconda fase di crescita estera. Nata come azienda familiare nel 1946, la società comasca ha assunto nel tempo una dimensione multinazionale ed è oggi presente nel mondo con 5 unità produttive in Europa, 19 filiali (di cui 11 europee) e con una rete di concessionari e distributori in oltre 100 Paesi. Da aprile 2015 Artsana partecipa in joint venture paritetica con Giochi Preziosi al gruppo Mfe, leader nel settore dei prodotti per l'infanzia attraverso Prenatal, Toys Center, King Jouet e Bimbo Store.

Nel complesso, la situazione finanziaria di Artsana è solida grazie a ricavi per 1,4 miliardi, con un ebitda consolidato di 126 milioni. «Con il nuovo socio, nel quartiere generale di Grandate, in provincia di Como, potremo sviluppare ulteriormente le nostre potenzialità spiega il presidente Michele Catelli - i piani di espansione del gruppo saranno accelerati e rimarrà costante la focalizzazione sulla ricerca e sviluppo». Il closing dell'operazione è atteso a giugno, con il via libera Antitrust.

Con questa nuova mossa, Bonomi oltre ad essere uno degli attori più attivi sulla scena industriale italiana ribadisce dunque la propria mission e l'interesse per le aziende italiane «che sono già internazionali e che vogliono crescere ancora di più. Investindustrial spiega Bonomi affiancherà quindi ancora una volta un brand storico del made in Italy. Siamo pronti a impiegare risorse umane e finanziarie in quello che sono certo sarà un percorso comune di crescita che ci porterà a raggiungere nuovi importanti traguardi». A conti fatti, oggi la Investindustrial gestisce asset per 5,6 miliardi e conta diversi brand nostrani. Il 2015 è stato un anno ricco di operazioni: in Italia il fondo ha comprato l'80% di B&B Italia, casa produttrice di divani e il 100% della maison Sergio Rossi, mentre tramite la partecipata Flos, marchio italiano dell'illuminazione per la casa, ha rilevato Ares e l'americana Lukas. Nel Regno Unito, Investindustrial ha sottoscritto un aumento di capitale in Aston Martin da 200 milioni di sterline. Sul fronte dei disinvestimenti, invece, il fondo ha ceduto a SK Capital l'italiana Aeb, mentre in Spagna ha quotato Euskaltel, provider basco di servizi internet e di tv via cavo. Infine, l'anno scorso è stata portata a termine l'integrazione di Cogemat-Cogetch in Snai.