Con il boom dell'auto elettrica a rischio 17mila posti in Europa

AlixPartners prevede la svolta dal 2030: "Occorrono alleanze". Pesa l'arrivo di batterie e motori dall'Asia

«L'elettrificazione comincia a concretizzarsi», titola AlixPartners il suo annuale focus sul mercato automotive. Attenzione, però, in quanto se non si prepara ora il terreno al previsto exploit della mobilità a emissioni zero, a rimetterci potrebbero essere decine di migliaia di occupati in Europa. Infatti, non si tratta solo di adeguare le infrastrutture alle necessità dei veicoli elettrici, tra colonnine di ricarica diffuse, l'obbligo delle wall-box in tutti i caseggiati e tariffe il più possibile uniformi.

L'industria del settore, puntualizza il Global automotive outlook 2017 di AlixPartners, per rimanere competitiva deve investire nei motori elettrici, allearsi con gruppi non automobilistici (il 75% delle partnership allo stato attuale), e potenziare la ricerca e lo sviluppo. Significa che senza una forte presenza in Europa di fabbriche di motori elettrici e relativi componenti (batterie) che vedono, oggi, l'area asiatica dominare, «a partire dal 2030 - si legge nello studio - il crollo dell'occupazione sarà elevato, raggiungendo livelli ben al di sotto (il 15% in meno, tra 16.000 e 17.000 persone, ndr) dei 110.000 posti di lavoro ora impiegati dai costruttori in 126 stabilimenti nell'assemblaggio di propulsori e trasmissioni». La società di consulenza identifica nel 2030 l'anno della svolta dell'elettrico puro. Un passaggio favorito soprattutto dai vari Dieselgate all'esame delle autorità, di qua e di là dell'Oceano, che hanno inciso sull'immagine delle motorizzazioni a gasolio viste in progressivo declino, in particolare nelle vetture di piccola e media cilindrata. Paesi nordici a parte, dove sulla mobilità a zero emissioni si continua ad accelerare, è arrivato solo dalla Francia un segnale preciso per voce del ministro dell'Ecologia, Nicolas Hulot: dal 2040 saranno messi al bando i veicoli a combustione interna, cioè a benzina e diesel. Ha invece tanta (troppa) fretta la Volvo che ha annunciato la produzione di sole auto ibride ed elettriche a partire dal 2019. «Ci vuole un profondo cambiamento nella struttura produttiva - avverte Giacomo Mori, managing director di AlixPartners - soprattutto considerando che gli investimenti necessari per restare competitivi sono in continua crescita». La profonda trasformazione che il settore automobilistico sta vivendo, tra digital, connettività, guida autonoma e assistita, e motorizzazioni alternative, porterà - secondo lo studio - le auto ibride (doppia motorizzazione, anche con possibilità di ricarica) ed elettriche a rappresentare, entro il 2030, oltre il 65% di tutti i nuovi veicoli venduti.

Fin qui le previsioni non prevedono scossoni di carattere sociale. Infatti, mentre la forza lavoro richiesta per produrre batterie e motori elettrici (3,7 ore) è molto minore rispetto a quella per le trasmissioni e i motori tradizionali (6,2 ore), la realizzazione di un motore ibrido richiede in media 9 ore di manodopera per veicolo. Ecco allora palesarsi una crescita del 22% degli occupati in Europa con la contestuale creazione di 25.000 posti per rispondere alla domanda di vetture ibride.

I guai, invece, senza le opportune contromisure, saranno inevitabili negli anni successivi, «quando la diffusione delle auto elettriche sarà massiva». Parte fin da ora, dunque, un primo allarme occupazione nel settore, sempre che non si provveda per tempo «ad adottare una strategia produttiva flessibile - osserva Dario Duse, managing director di AlixPartners - che consenta di utilizzare gli investimenti nel powertrain, nel medio periodo, per rispondere alla domanda di motori ibridi, potendoli poi riconvertire quando i veicoli elettrici puri saranno predominanti». L'impatto delle vetture elettriche sta iniziando a farsi sentire - conclude il focus - e i gruppi automobilistici dovranno riposizionarsi rapidamente per non farsi trovare impreparati di fronte ai nuovi trend del mercato.

Commenti
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Maximilien1791

Dom, 16/07/2017 - 09:45

Il ministro francese Hulot non è altro che un demagogo, abolire i motori a combustione interna è una follia , sopratutto perché Hulot vuole anche rinunciare al nucleare, una follia. La verità sull'elettrico è che non fà altro che DE LOCALIZZARE l'inquinamento, quindi ci stanno raccontando un sacco di balle sulla necessità di convertire la mobilità sull'elettrico. E solo un modo per creare un nuovo bussiness, una follia criminale , visto i rendimenti degli attuali motori diesel e benzina e le emissioni ridotte . L'inquinamento veicolare nelle nostre città è in costante DIMINUZIONE e negli ultimi 20 anni è stato ridotto di oltre il 60%, dati ARPA. Il business elettrico sarà nella rete di distribuzione che le ziende vorranno far pagare al pubblico cioè a noi consumatori, una follia !

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Dom, 16/07/2017 - 09:45

Perché non ci parla piuttosto del perché le tariffe assicurative in Italia che potevano calare del 23% sono rimaste le stesse grazie alla comunista UNIPOL e alla sua lobby compreso l'intervento di Yoram Gutgeld , il protetto di Renzi ?

rossini

Dom, 16/07/2017 - 10:08

Non diciamo sciocchezze. Il progresso e le nuove scoperte tecnologiche, se da un lato fanno chiudere vecchie aziende e fanno perdere posti di lavoro, dall'altro ne creano di nuovi. Il saldo alla fine è sempre positivo. Lo stesso avvenne quando fu scoperto il cinema sonoro. Persero il posto quelli che nei cinemini accompagnavano al pianino le pellicole mute ma nacquero nuovi posti di lavoro per produrre i film sonori, per il doppiaggio eccetera.

idleproc

Dom, 16/07/2017 - 10:25

Tranquilli, per i più fortunati e trendy ci saranno le auto a carbonella e vapore ibride con combustione mista di legna e affini. Per gli altri che non vogliano rinunciare alle quattro ruote e al volante si faranno kit di conversione alla trazione animale, trovandoli. Il problema saranno le strade pertanto è prevedibile un ritorno alla Tradizione cioè alla biciletta di S.Antonio, volgarmete chiamata gambe e fettoni.

VittorioMar

Dom, 16/07/2017 - 10:31

...TUTTE LE "RIVOLUZIONI "INDUSTRIALI HANNO PORTATO STRAVOLGIMENTI....MA I BENEFICI SI SONO RIVELATI PIU' IMPORTANTI..!!

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mortimermouse

Dom, 16/07/2017 - 11:46

come quando hanno automatizzato il pedaggio autostradale.... i casellanti si sono ridotti fino al 80 %....meno male che il progresso lo accettiamo! però d'altra parte la sinistra (leggi i sindacati) queste previsioni non le sanno fare!!

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karmine56

Dom, 16/07/2017 - 12:22

Almeno sfrutterò i miei pannelli fotovoltaici.

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Anonimo (non verificato)

il_viaggiatore

Dom, 16/07/2017 - 12:51

@Maximilien Vai in centro all'ora di punta e fai un bel respiro a pieni polmoni, bello pieno mi raccomando. Aggiungo che attualmente i motori sono diventati complicatissimi per rispettare le normative e hanno ricominciato a rompersi, cosa che non accadeva da decenni. Unica soluzione: Elettrico totale.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Dom, 16/07/2017 - 13:57

con 20 euro di pieno con elettrica si potrebbe fare Milano-Roma.Qui in Germania ci sono da anni,il pericolo è se uno viene in Italia e resta a secco deve spingerla.

billyserrano

Dom, 16/07/2017 - 14:26

Ma, l'energia necessaria per produrre l'elettricità necessaria al il funzionamento delle nuove auto come la produrranno? Forse pedalando?

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Marotta2

Dom, 16/07/2017 - 15:23

Agli inizi del seconding scorso JP Morgan , fondatore dell'attuale banca d'affari americana , finanziava gli studi avanzatissimi ed esperimenti di Nikola Tesla . Tesla gli disse che era possibile captare dalla ionosfera energia pulita , illimitata e gratis per tutti !!! JPM capito che il business sarebbe stato solo quello di vendere antenne e non petrolio e le sue schifezze , chiuse i finanziamenti a Tesla , condannando tutti noi a ciò che ci ritroviamo oggi !!!

il_viaggiatore

Dom, 16/07/2017 - 16:45

Non è vero che l'Italia non ha il nucleare. L'ENI ha una centrale in Slovenia a 3 km dal confine. Altre ne ha nella Repubblica Ceca. Se guardate la mappa delle centrali, si vede bene che l'Italia è circondata e molte sono di proprietà italiana; solo che non sono nel nostro cortile, come ipocritamente continuiamo a predicare. D'altra parte per 150 giorni all'anno io con l'auto faccio 8 km all'andata e 8 al ritorno: potrei tranquillamente ricaricarla con una cella fotovoltaica. Userei le colonnine solo per i viaggi lunghi.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Dom, 16/07/2017 - 20:16

20 euro con una 3000CC dico.

pietrom

Lun, 17/07/2017 - 09:50

Condizione necessaria per lo sviluppo su larga scala dell'auto elettrica: energia elettrica abbondante e a basso costo. Il solo modo per ottenerla, se si tiene all'ambiente, è tramite il NUCLEARE.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 19/07/2017 - 12:07

si ottiene tramite ragionamento non nucleare e in Italia ce ne è poco di ragionamento.in Germania vanno con il nucleare forse?

Difendiamoci

Mer, 19/07/2017 - 13:14

Che Maroni e Sala contattino Elòn Musk affinchè apra se non uno stabilimento di produzione almeno uno stabilimento di assemblaggio e supporto alle auto elettriche Tesla nell'area Expo di Milano, così almeno la finiamo di regalare ogni anno miliardi di euro per comprare auto (di cui non produciamo manco una vite) a tedeschi, francesi, inglesi e spagnoli che poi in sede UE e nella stessa Italia non fanno altro che danneggiarci.