Cambiare lavoro spesso fa bene al portafogli. Lo dice Forbes

Fare lo stesso lavoro troppo a lungo (economicamente) non conviene. Chi cambia spesso guadagna il 50 per cento in più

I dipendenti che svolgono lo stesso lavoro per molti anni guadagneranno nella loro vita lavorativa il 50 per cento in meno dei colleghi che cambiano spesso attività. 

E’ quanto sostiene la prestigiosa rivista americana Forbes. Secondo il magazine un dipendente che rimane al suo posto può aspettarsi una crescita media del suo stipendio del 3 per cento all’anno, mentre chi decide di cambiare vede aumentare le sue entrate annuali tra il 10 e il 20 per cento, con punte del 50. 

La ragione secondo cui i dipendenti “fedeli” vedono migliorare solo di poco le loro entrate risiede nella crisi economica che dal 2008 ha colpito l’Occidente, con i salari spesso congelati. 

Bethany Devine, un manager della Silicon Valley, spiega al magazine che il problema dei dipendenti troppo stabili risiede in particolare nello stipendio di partenza: “Si inizia con un salario base e di solito gli aumenti annuali sono in base ad una percentuale su quanto già si percepisce” chiarisce Devine. “C’è spesso un limite imposto dall’azienda al manager negli aumenti agli impiegati, mentre cambiando lavoro si può chiedere da subito uno stipendio molto più alto”. 

In pratica ci si mette in vendita, sempre ammesso che ci sia qualcuno interessato. Ma in quel caso, per convincere il dipendente a cambiare, è ovvio che bisogna offrirgli uno stipendio sensibilmente migliore. 

“Le compagnie competono per i talenti – racconta Devine – e sono disposte ad offrire cifre alte per accaparrarsi i soggetti più dotati”.

Stesso discorso per le promozioni, più facili da ottenere cambiando lavoro che restando nello stesso posto. Spesso le compagnie esauriscono rapidamente la quota promozioni per il personale già in organico, mentre per convincere qualcuno a cambiare azienda sono meglio disposte ad offrire un avanzamento immediato. 

Ma cambiare spesso lavoro può essere molto stressante. E i dipendenti rimangono molto attenti nel valutare tutte le conseguenze di un cambio di azienda. Perché i soldi non sono tutto. Infatti Forbes sottolinea che per l’impiegato moderno, oltre allo stipendio, conta molto fisica e mentale, e il livello qualitativo delle mansioni.