Il caso Ghosn smaschera le tensioni Renault-Nissan

L'arresto dell'ex ad allarga le distanze con Parigi, e ora Tokio vuole le redini dell'alleanza

Tokio vs Parigi. In gioco c'è la leadership dell'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. E il regista di una guerra franco-giapponese, solo agli inizi, pare essere proprio l'ad di Nissan, Hiroto Saikawa (nella foto), il manager al quale nemmeno due anni fa Carlos Ghosn, rinchiuso in carcere da lunedì con le pesanti accuse di evasione fiscale e sottrazione di beni aziendali, aveva passato la delega operativa della Casa automobilistica: la stessa Nissan di cui è rimasto presidente prima di essere estromesso proprio su proposta del suo ex «delfino». Ghosn, al quale il tribunale ha prolungato il fermo per altri dieci giorni, sembra stesse lavorando da mesi alla fusione tra Renault (detiene il 43% di Nissan) e la Casa giapponese che ha in pancia il 15% del gruppo francese. Progetto, questo, da sempre indigesto ai nipponici, non disposti a cedere sul fronte dell'autonomia.

L'epilogo giudiziario della vicenda, dopo le rivelazioni di una gola profonda, tingono di giallo il blitz nei confronti Ghosn. E sulla scena assume sempre più rilevanza l'ad di Nissan, dal 1977 nel gruppo con incarichi di responsabilità, nonché membro del board di Renault dal 2006 al 2016. Proprio Saikawa è stato molto duro con il suo ex capo, denunciando l'errore di aver concentrato su una sola persona troppo potere (il vertice di Nissan, Renault e dell'Alleanza), per poi proporre al cda la rimozione di Ghosn dalla carica di presidente.

È come se Nissan si fosse svegliata dall'effetto narcotizzante generato dal brasiliano-libanese che nel 1999 aveva salvato l'azienda, riportandola a un ruolo di primo piano nel mondo. Ghosn, in tutto questo tempo, è stato considerato un eroe nazionale. Ora, però, il disequilibrio all'interno dell'Alleanza comincerebbe a essere mal sopportato dai giapponesi. Nissan, del resto, è un player globale a differenza di Renault, più europea, e vanta un fatturato superiore rispetto a quello francese. Nonostante questo, Parigi ha sempre l'ultima parola sulle decisioni chiave.

La spaccatura tra Nissan e Renault è evidente anche nel modo in cui è stato messo in piazza lo scandalo Ghosn: durissimi i giapponesi, più cauta la posizione di Renault che non ha ancora tolto al manager le funzioni di presidente e direttore generale. Thierry Bolloré, infatti, ha ricevuto la delega ad interim della direzione esecutiva, in attesa che a Parigi pervenga tutto il dossier che ha portato Ghosn dietro le sbarre. L'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, è vitale per i tre costruttori che, beneficiando delle tante sinergie, ha conquistato il tetto del mondo per auto vendute (10,6 milioni nel 2017). Ma Saikawa ha anche parlato di «impatto significativo su Renault». Il braccio di ferro è solo all'inizio.