Così facciamo morire le nostre imprese

Dal caso Eni alla crisi dell'Ilva: la cultura anti industriale e sanzionatoria trionfa e danneggia il Paese

L'ad dell'Eni Claudio Descalzi

L'ultimo caso è certamente quello più clamoroso. Perché riguarda l'Eni, una delle poche multinazionali italiane. Per di più coinvolge il suo attuale numero uno e il predecessore. Insomma il top delle aziende italiane, con il top dei suoi vertici. La vicenda è nota. La Procura di Milano indaga su presunte tangenti che sarebbero state pagate al governo nigeriano per l'esplorazione di un nuovo pozzo. Un caso simile ha riguardato nei mesi scorsi un altro big della manifattura, parapubblica: Finmeccanica. In quel caso fu addirittura arrestato il vertice operativo dell'azienda e aperta una pericolosa, per Finmecca, procedura che avrebbe potuto portare anche al suo commissariamento. L'ipotesi di reato anche in questo caso era la corruzione internazionale. La terza reginetta delle nostre imprese ex monopoliste, e cioè l'Enel, ha una lunga serie di problemi giudiziari legati all'inquinamento che sta coinvolgendo anche i vertici. I suoi ex amministratori sono stati condannati in primo grado a tre anni di carcere.

Le cose non è che vadano molto meglio nel campo privato, anche se, tranne casi clamorosi, si crea minore clamore. Basti pensare all'Ilva, una delle più grandi aziende siderurgiche d'Europa e una delle poche in Italia a reggere la concorrenza, fatta fuori per via giudiziaria. Senza uno straccio di sentenza definitiva. Alla Fiat, dove con l'arrivo di Marchionne hanno deciso di farsi solo gli affari loro, stanno scappando dall'Italia. Solo la Cgil-Fiom l'ha portata davanti al Tribunale del lavoro per un centinaio di cause, i cui esiti sono differenti l'uno dall'altro. Telecom è, grazie al cielo, fuori da questo tourbillon giudiziario (l'incredibile caso con Scaglia si è chiuso solo pochi mesi fa). Ma in compenso il governo e la politica non hanno alcuna intenzione di perdere la presa. Basti pensare alla separazione della rete: un fiume carsico che all'occorrenza esce dal sottosuolo.

Cosa vogliamo dimostrare con questa superficiale e incompleta lista dei guai giudiziari e degli interessi politici sulla nostra corporate Italia? Una cosa semplice. Se nel passato la cultura anti industriale e anti impresa emergeva alla luce del sole, era ideologica, legittima, manifesta e organizzata, oggi tutto ciò esiste ancora, ma è più subdolo. Non c'è più nessuno che apertamente ce l'abbia con l'Eni, ma sono in molti che a casa nostra godono delle sue disgrazie. Oggi Renzi difende i vertici del Cane a sei zampe, ma ieri pretendeva che si inserisse una norma nel suo statuto che decapitava i vertici al solo iniziare di un'indagine. Per fortuna che l'assemblea non l'ha votata contro il parere del governo.

Si dice sempre che in Italia non sarebbe mai potuta nascere la Apple perché la Asl avrebbe fatto chiudere il garage dove fu inventata. La verità è che oggi in Italia non potrebbe nascere neanche l'Eni di Mattei. All'epoca c'era un impasto fatto di politica, media, sindacati e istituzioni che si sentiva classe dirigente e che aveva un progetto per il Paese. E lo difendeva ad ogni costo. Oggi siamo vittime dell'ultimo interesse legittimo e schiavi di ogni ordine costituito. Non c'è un potere, ma piccoli poteri intoccabili. A parole diciamo tutti che vogliamo la ripresa, più Pil e più occupazione. Ma poi soccombiamo a quella sottocultura anti industriale per cui ripresa, Pil e occupazione si possono fare solo per decreto e grazie all'intervento dei funzionari pubblici.

Esageriamo? Ma per carità. Il virus della norma e dell'intervento pubblico e sanzionatorio è ormai diffuso a tutti i livelli. A parte la coraggiosa direttrice generale, Marcella Panucci, la Confindustria, che dovrebbe rappresentare le imprese, soprattutto quelle più grandi, ha paura anche della sua ombra. Nessuno (a parte la solita Panucci) ha fiatato sull'allucinante e pervasivo potere di commissariamento che ha in mano il pm Cantone con la sua Authority anticorruzione. Roba da socialismo reale. E chi ha il coraggio di dire che l'inasprimento del reato di falso in bilancio, che si sta studiando in queste ore, è una follia; che l'autoriciclaggio è invenzione rischiosa per i privati. Chi ha il buon senso di dire che aver reso penalmente rilevante la sola ipotesi di evasione (o elusione, o abuso di diritto) di imposta superiore a 50mila euro in un Paese con la nostra giustizia, vuol dire consegnarsi mani e piedi alla burocrazia fiscale?

Sì sì cari vertici industriali: continuate a parlare di legalità nei vostri convegni. Fate delle belle agenzie di stampa con la vostra indignazione per l'evasione fiscale. Scappate come dei conigli davanti a Finmeccanica o Eni indagate e prima di loro davanti alla Fastweb di Scaglia. Alimentate la vostra invidia verso quel brusco (e sicuramente spregiudicato, pace all'anima sua) Capitano di impresa che era Emilio Riva. E non capite che siamo tutti sulla stessa barca. Fa acqua da tutte le parti. E voi state lì a dettare il regolamento, le norme e le eventuali sanzioni su come evacuarla in caso di falla. Che è già grande come una voragine.

Commenti
Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 15/09/2014 - 09:17

Questa gentaccia che in Italia ha occupato i luoghi della Giustizia vuole far tornare il Paese all´etá della pietra ... Con il fermo appoggio di tutti i vigliacchi strapagati che occupano i luoghi della politica, sopra la pelle del Paese onesto che muore, molto probabilmente insieme riusciranno nella bella impresa ... In un Paese primitivo totalmente abbrutito dalla demenza certo é che queste bestie tra le bestie saranno ancora piú che oggi padroni incontrastati.

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 15/09/2014 - 09:24

Caro Porro, le nostre imprese sono in agonia da almeno tre anni anche chi ce l'ha fatta sino ad oggi è destinato a chiudere. Per mantenere una struttura dello stato allucinante i nostri politici del menga hanno deciso di uccidere chi li mantiene: il libero mercato. Requiem eterno!

honhil

Lun, 15/09/2014 - 09:40

Qualcuno qualche giorno addietro si faceva da qualche parte questa “Domanda: constatato che gli estremisti di Allah ce l'hanno a morte con noi, perché non impediamo loro di stabilirsi nella penisola?” Perché così vuole la sinistra. Semmai la vera domanda da farsi è un’altra: perché continuare a nascondersi che la sinistra, già da lunghissimo tempo, con la sua strategia dei diversamente abili e del multiculturalismo, peraltro disegno miseramente fallito in tutto il mondo ma in Italia sempre caparbiamente perseguito e agognato, ha l’orgoglio di trasformare il Paese in una sonnacchiosa repubblica di straccioni? La follia Boldrini che vuole abolire tutti gli hotel di lusso, a sinistra, è stata applaudita. E allora? Lei però pretende ed ottiene sempre il meglio per sé. Da imperatrice cinese. Del resto i figli del fu Pci , come i loro padri, peraltro, l’unica cosa che hanno veramente agognato, e qualcuno l’ha anche travata, è la divinità in terra. Tuttavia, Angelino Alfano non può più continuare a tenere il moccolo in mano. Sarebbe una complicità carica di morte, che il ministro agrigentino né moralmente né politicamente può caricarsi sulle spalle. Deve uscire, ed uscire subito, da questo imbuto ideologico. E del resto, non dovrebbe fare altro che seguire l’esempio dei suoi collegi dell’Ue. Non passa giorno che uno di loro non dica forte e chiaro che, pur di controllare le loro frontiere, sono disposte anche a chiuderle, infischiandosene altamente della convenzione di Schengen. Già quell’ideologia, non si fermerà: e, oltre alle imprese, a morire sarà anche l’idea dello Stivale odierno.

celuk

Lun, 15/09/2014 - 09:43

la bufera sull' Eni per me è sospetta: tra un mese circa verrà messa in vendita un altra quota da parte dello stato. E in questi ultimi giorni la quotazione in borsa ha già perso quasi due euro...

Mr Blonde

Lun, 15/09/2014 - 10:29

Vogliamo distinguere? Tra la cultura antieconomica di parte della ns magistratura e di chi vede sempre e comunque reato in ogni iniziativa da chi realmente ruba soldi pubblici e se li intasca? Ce la facciamo?

Aleramo

Lun, 15/09/2014 - 11:06

E' assolutamente vero, che senso ha da parte nostra punire una ipotetica corruzione ai danni della Nigeria? Se non se ne cura la magistratura di quel Paese, perché ce ne dobbiamo curare noi? Cui prodest?

geronimo1

Lun, 15/09/2014 - 11:13

Questo e' un argomento che mi ha sempre interessato: e' chiaro che i sostenitori dell' economia e dell' industria, se individuati, possono essere accusati di "apologia di reato". Mi spiego: il ragionamento del solerte Giudice quale e'??? "Ma come, io faccio rispettare la LEGGE e ve la prendete con me???" (con il valore che hanno questi blog...). In realta' noi siamo inseriti in un mondo grigio (con le sue 5.000 sfunature, altro che 50..!!) mentre i giudici lo vedono bianco o nero. L' episodio di Riva a Taranto e' stato emblematico: il potere giudiziario e' il potere massimo (dittatoriale) in Italia, in quanto per definizione agisce in nome della Legge (mi viene in mente Sante il bandito di De Gregori, "cercavi Giustizia, trovasti la Legge..!!). Hanno ben capito quanto sono deboli i Politici, facili da avvisare, arrestare, condannare e distruggere...!! Per non dire dei Capitani di Industria: da fare marcire ai ceppi... Devo dire che non vedo grossi cambiamenti futuri... Mi spiace per tutti quelli che perderanno il posto di lavoro: ma si consolino, lo perderanno onestamente !!!!!

Ritratto di mauro santinelli

mauro santinelli

Lun, 15/09/2014 - 11:22

Ricordo ai commentatori che per parlare bisogna conoscere fatti. Queste persone dirigenti o amministratori delegati ecc... si muovono in un mondo quello, dell'olio & gas che è a dir poco "mafioso". Ci si muove sempre al limite o se preferite, sulla border line della legalità. Ci sono paesi che permettono o hanno in uso modi di gestire ortodossi, situazioni che portano ad azioni che nel nostro paese sono illegali. Firmare contratti di progetto di miliardi sotto intende in molti casi pagare MAZZETTE. Tutto questo però non deve permettere a questi signori di mettersi in tasca quello che cade o si fa cader dalla "pentola". La magistratura HA IL DOVERE DI INTERVENIRE SE QUALCUNO SI IMPOSSESSA DI SOLDI NON Suoi. Si può accettare l'idea di pagare mazzette in "Arabia Saudita", per esempio, ma mai e poi mai un dirigente che prende milioni si può permettere di mettere in tasca i soldi PUBBLICI.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 15/09/2014 - 17:50

le imprese muoiono o falliscono per colpa della sinistra!!! i PSICOSINISTRONZI di queste cose NON si rendono conto perchè non sanno neanche gestire un negozio o lo fanno con l'intento di frodare lo stato!!!!!

Zizzigo

Lun, 15/09/2014 - 17:52

Purtroppo certa "cultura" dimentica sempre che gli esseri umani sono semplicemente "esseri umani" e che tutta la macchina dell'economia non segue le regole della legge, ma le regole degli "esseri umani". Il danno provocato da talune cecità e forzature è irreparabile e ci sta portando ad avere le toppe sui pantaloni (o le pezze al c..o, come si preferisce).

glasnost

Lun, 15/09/2014 - 17:56

Bisogna cambiare queste cose se si vuole che l'Italia abbia una ripresa economica. E' inutile illudersi di far ripartire il paese con 80euri di carità.

Atlantico

Lun, 15/09/2014 - 18:19

Porro, la dica tutta, su: i magistrati non devono intervenire in alcuni casi, devono omettere un atto d'ufficio. Ce l'ha questo coraggio ? La cultura più devastante di tutte è in auge da 20 anni: la causa di tutti i mali è la magistratura e non invece i ladri, i corrotti e i corruttori, l'evasione fiscale, l'esportazione di capitali neri all'estero. Chissà perché, Porro, certi giornali e certi giornalisti battono, da 20 anni, su certi tasti.

Franco40

Lun, 15/09/2014 - 19:21

Buonasera a tutti. Giusto quanto scrive Pozzo ma, secondo me, insufficiente a descrivere completamente la situazione. Aggiungerei una riflessione sulle PMI le quali sono semplicemente distrutte dal sistema, esse non hanno, il più delle volte i mezzi di difesa e quindi chiudono e basta. Auguri Italia.

Giovy99

Lun, 15/09/2014 - 19:50

PORRO, in realtà viviamo in una CRONY ECONOMY, ossia in un capitalismo clientelare dove ha successo solo chi si accorda lecitamente o meno col potere. E ciò riguarda pure gli Stati Uniti D'America, tutt'altro che LIBERALI come vogliono far credere! Quindi non è un problema di mentalità ma di OPPORTUNISMO.

Aristofane etneo

Lun, 15/09/2014 - 20:01

Stanno usando i Magistrati italiani per svalutare e svendere quello che rimane dell'apparato industriale dell'Italia. Ma chi è il frescone che crede che le tangenti in affari così colossali esistono solo in Italia e non in TUTTI gli altri Paesi della Terra?

Aristofane etneo

Lun, 15/09/2014 - 20:04

Potentati stranieri stanno cannibalizzando l'Italia e schiavizzando noi italiani come mai nei secoli passati.

nonnoaldo

Lun, 15/09/2014 - 20:55

Caro Dr. Porro, ha dimenticato di accennare anche a quanto segue. Chi fornisce adesso l'acciaio che prima forniva l'Ilva? Acciaierie tedesche?. Guarda caso, subito dopo l'esplosione del caso Finmeccanica-India, Hollande è volato a Dehli, la commessa da un milione di elicotteri è stata annullata e Finmeccanica è inibita a partecipare ad ogni futura gara. Chi fornirà l'India? Francia o Inghilterra, USA permettendo. Si parla di cessione di quote ENI e, sempre guarda caso, scoppia l'affaire Nigeria, le azioni Eni calano, di conseguenza cala anche il prezzo che si potrà richiedere. Non vorrei pensar male, ma che sia qualche soffiata di servizi d'oltralpe e oltre manica a far nascere certe inchieste?

gian carlo galli

Lun, 15/09/2014 - 21:26

Il segnale e' forte e chiaro ! ma va bene cosi' ! le persone che oggi servono lo stato solo per fare i dirigisti, si accorgeranno presto che non solo le grandi imprese se andranno dall'Italia ma anche le PMI ! e cosi' finalmente un giorno, quel 'santo' giorno, non avremo piu' lo stato a mantenere gli invocati parassitari interessi, ma neanche le loro grasse pensioni e tutti quei privilegi artificiosamente acquisiti ! si, perche' 'saltando' il banco, salta tutto !!! Prosit !

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 16/09/2014 - 00:53

Direi che non si tratta dello Stato ma di quella mentalità sinistrorsa e giustizialista che ha invaso, dopo mani pulite, la magistratura. Soprattutto quelli di Magistratura Democratica si sono arrogati il compito di diventare i censori assoluti della nostra vita. CON INCHIESTE CERVELLOTICHE, AVVENTATE ED INCONSISTENTI HANNO FATTO PERDERE COMMESSE MILIONARIE A FINMECCANICA E QUASI DISTRUTTO LA PRODUZIONE DELL'ILLVA. QUESTI MAGISTRATI ANDREBBERO INDAGATI SE IN ITALIA I POLITICI FOSSERO DOTATI DI BUON SENSO ALTRE CHE DI PALLE.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 16/09/2014 - 01:14

# mauro santinelli 11:22 Prima di parlare e tranciare giudizi su come vanno condotti affari miliardari che fanno funzionare il nostro paese dovrebbe riflettere su chi le dà da mangiare. La magistratura non ha nessun diritto di ficcare il naso nelle modalità con cui vengono trattati gli affari. Si tratta di una ingerenza indebita che lede le libertà alla base della società civile. LA MAGISTRATURA DEVE PERSEGUIRE I REATI E NON LE UBBIE IDEOLOGICHE DI ALCUNI MAGISTRATI. Addebitare alle nostre industrie comportamenti mafiosi è quanto di più idiota uno possa pensare. Cerchi di essere più italiano e meno trinariciuto.

Ritratto di filatelico

filatelico

Mar, 16/09/2014 - 07:34

L'Italia non è mai stata un paese che facilitasse l'economia a causa della saldatura di veterocomunisti e di pauperisti cattolici. Per i primi bisogna togliere ai ricchi mentre per i secondi i ricchi devono donare le loro ricchezze ai poveri e quindi a causa lorosiamo diventati tutti più poveri. Le inchieste su società da privatizzare sono MOLTO SOSPETTE!!!

Aristofane etneo

Mar, 16/09/2014 - 14:05

Non mi stancherò di ripetere che l'India vedeva nell'Italia il partner privilegiato per la sua industrializzazione. Il caso dei due militari che sparano da una nave commerciale a degli indiani - pescatori o terroristi non lo sapremo mai - ci costerà più di una guerra persa e i nostri "amici ed alleati" ma anche concorrenti ci ridono dietro.

Aristofane etneo

Mar, 16/09/2014 - 14:18

Ripeto: "Potentati stranieri stanno cannibalizzando l'Italia e schiavizzando noi italiani come mai nei secoli passati". anni fa hanno usato le stragi protetti dai "Servizi Segreti Deviati" adesso usano certa Magistratura che impone un uso astratto e demenziale delle Leggi sull'ambientalismo, i diritti umani, la protezione (e la dittatura) delle minoranze. L'acciaio, le auto e i beni di consumo li importeremo dai Paesi che "in nome degli interessi nazionali" di queste problematiche non gliene può fregar di meno e guai a quei Magistrati che ci mettono becco.

FrancoLuceri

Mar, 16/09/2014 - 17:24

Caro Nicola Porro, un popolo che si aspetta dalla politica un sostegno o un rilancio de l'economia è ingenuo e suicida quanto un anemico che chiedesse sangue ad un vampiro. La cultura dovrebbe rendere gli individui capaci di produrre ricchezza, perché la politica non ha altra funzione che sfruttarli con tasse rapina o ucciderli con mutui usurai. Se il popolo non è culturalmente preparato per essere autonomamente produttivo, non c'è politica, burocrazia e giustizia che possa cavarlo dalle sabbie mobili dello sfascio in cui si infila da sé.

chicolatino

Mer, 17/09/2014 - 08:18

atlantico..cambi nome con santa gilla,e' uno stagno,sito nel cagliaritano, si addice molto di piu' alla sua lucidita' nell'interpretare il mondo degli affari,l'economia reale,specie in certi settori e paesi...non ha senso sprecare parole con un somaro che tale rimane...saluti