Eliott dichiara guerra a Buffett sull'energia Usa

Il fondo prova a bloccare la scalata del finanziere a Oncor. La partita vale 18 miliardi

L'oracolo di Omaha è stato chiuso all'angolo dalla Elliott Management di un altro guru della finanza internazionale, Paul Singer, su Oncor, società attiva nella trasmissione di energia elettrica su cui Warren Buffett aveva messo gli occhi a luglio. Ed è guerra tra l'emblema della finanza tradizionale, di cui gli investitori mandano a memoria i motti e seguono le mosse, e il fondo attivista specializzato nel far emergere il valore nascosto delle società partecipate.

A luglio la finanziaria di Buffett, Berkshire Hathaway, aveva puntato nove miliardi di dollari in contanti (18,1 includendo il debito) per rilevare Energy Future Holdings, società finita in bancarotta a cui fa capo però l'appetibile Oncor, che aveva già ricevuto avances da altri pretendenti. A sparigliare le carte quando i giochi sembravano fatti è arrivato Elliott Management che, dopo aver accumulato degli ultimi mesi 3 miliardel debito non privilegiato di Energy Future Holdings, ha acquisito in queste ore anche le obbligazioni più solide per rafforzare la resa sul destino della società.

A giudizio dell'hedge fund, che avrebbe parlato di una controfferta pari a una valutazione complessiva di 18,5 miliardi, il prezzo offerto da Buffett è troppo basso. Meglio quindi ristrutturare Energy e venderla a una cifra più alta.

La giurisdizione Usa ha dato tempo a Elliott fino al 21 agosto per formalizzare un'offerta prima di dare il via libera alla Berkshire. Buffett ha tuttavia confermato i suoi piani: il guru di Omaha, d'altro canto, non ha mai amato le guerre a colpi di rilanci e si potrà consolare, in caso di mancata conquista di Oncor, con i 270 milioni di dollari previsti dall'accordo matrimoniale nell'eventualità che le nozze fossero saltate.

In Italia Elliott è salito agli onori della cronaca a inizio Millennio con la partecipazione in Telecom Italia e nell'allora Fondiaria e, più recentemente, con il prestito ponte a Yonghong Li per l'acquisto di Ac Milan e con la battaglia su Ansaldo Sts ancora in corso. L'hedge fund, a cui fa capo il 31% di Ansaldo Sts, contesta la governance e le presunte manipolazioni del prezzo dell'Opa, lanciata nel 2016 da Hitachi. A giudizio di Elliott tra il venditore Finmeccanica-Leonardo e Hitachi, acquirente del 40% e oggi al 51% del capitale di Ansaldo Sts, c'è stato un «accordo collusivo» utilizzato per contenere l'esborso ai danni delle minoranze. La vicenda è sul tavolo della Corte di Giustizia europea che non si è ancora espressa.

CM