Enel dà l'addio al carbone E «corteggia» i fondi etici

Entro il 2050 tutta la produzione sarà «verde», il primo step è nel 2019. I progetti con Google

Cinzia Meoni

Sostenibilità e innovazione sono i cardini su cui si sviluppa il piano industriale della Enel guidata da Francesco Starace che si propone di diventare «carbon free» entro il 2050 ovvero, entro quella data, di generare elettricità esclusivamente da fonti rinnovabili (oggi pari al 43% della capacità totale). Primo step nel 2019, quando la produzione verde toccherà il 50% del totale.

Se ne saprà di più il 22 novembre con la presentazione del nuovo piano industriale, ma già oggi il colosso elettrico sarà a Milano al Salone della Csr (corporate social responsability) per presentare gli obiettivi e i progressi realizzati nell'ambito dei sustainable development goal che prevedono, tra l'altro, la promozione di energia pulita e accessibile e di uno sviluppo sostenibile, oltre che provvedimenti contro i cambiamenti climatici.

«La sostenibilità, culturale, sociale, ambientale ed economica, è parte integrante del business di Enel. Il che significa ad esempio, che un esame sulla sostenibilità dei progetti è pregiudiziale all'attività», spiega a Il Giornale Ernesto Ciorra, capo innovazione e sostenibilità di Enel. «Proprio per la mancata rispondenza ai criteri in ambito ambientale abbiamo deciso di cedere 23 centrali, mentre in Cile abbiamo rinunciato a una quota importante (tra il 20-25%) dei diritti idrici nel Paese per la costruzione di cinque progetti idroelettrici, piuttosto che entrare in conflitto con la popolazione locale».

Scelte che, al di là del loro valore etico, hanno una spiegazione di business. «Non è più tempo per limitarsi a previsioni di crescita a breve, prescindendo quindi dall'impatto sociale, economico e ambientale delle proprie attività. Persino un fondo come BlackRock ha inserito una simile visione all'interno dei suoi piani di sviluppo, in quanto è la sola che possa assicurare redditività a lungo», ricorda Ciorra. Senza poi considerare che, sul piano pratico, sono sempre più numerosi gli investitori etici. I fondi di investimento socialmente responsabili sono infatti saliti in Enel, secondo gli ultimi dati disponibili al 7,7% del capitale nel 2015 dal 5,9% detenuto nel 2014.

«Sostenibilità significa anche innovazione e, di conseguenza, capacità di proseguire a crescere», aggiunge anche Andrea Valcalda, responsabile sostenibilità del gruppo. «Per assicurare energia pulita e accessibile per tutti, anche nelle aree remote del pianeta, stiamo sperimentando nuovi progetti che, un domani potranno essere commercializzati anche altrove», prosegue il manager. Valcalda tra i progetti più innovativi ricorda quello realizzato ad Ollague, un villaggio a 3.500 metri dove Enel ha unito fotovoltaico, eolico e batterie in una piccola rete, riuscendo così a fornire elettricità a un villaggio in precedenza isolato. Di particolare interesse anche le sperimentazioni dell'eolico in quota con Google X e i progetti riguardanti la capacità di sfruttamento dell'energia marina.

Commenti

amecred

Mer, 05/10/2016 - 23:10

mai letto tante stupidaggini in cosi' poche righe.