Ferragamo, voci di vendita ai big del lusso E il titolo fa +7%

Marcello Astorri

A pochi giorni dalla morte della presidente onoraria, Wanda Ferragamo, il titolo del famoso brand italiano del lusso fa segnare un +7,44% in Borsa. Dietro a questo balzo improvviso ci sono alcune indiscrezioni riguardo alla possibile vendita della maison: in particolare, si parla di un interesse del colosso francese del lusso Kering. Un appetito che pare verosimile, dal momento che già in passato il gruppo parigino era stato accostato a Ferragamo. Nella pancia di Kering ci sono già altri marchi del lusso made in Italy come Gucci, Bulgari e Bottega Veneta. Anche se, al momento, non c'è la conferma ufficiale delle parti. Né, tuttavia, alcuna smentita. E a quanto pare ci sarebbe la fila: voci di corridoio parlano di Michael Kors ancora in vena di acquisti dopo aver rilevato Versace per 2 miliardi di dollari.

Certe indiscrezioni non sono nuove quando si parla di Ferragamo. Già a metà settembre si vociferava di un possibile interessamento di un altro gruppo francese del lusso, Lvmh. La famiglia Ferragamo aveva smentito. E Antoine Arnault, figlio di Bernard, proprietario di Lvmh, aveva liquidato la vicenda dicendo «La famiglia Ferragamo fa bene a non vendere». Ora, però, la morte della signora Wanda apre uno scenario inedito: lei si era sempre opposta alla vendita.

L'azienda ha chiuso il 2017 con un calo degli utili del 42% a 114 milioni di euro. A marzo si era dimesso l'ad, Eraldo Poletto. All'epoca dei fatti il presidente, Ferruccio Ferragamo, aveva detto che la vendita era «Fuori discussione» e che «se ne va l'ad, non la proprietà». Dallo scorso agosto, sulla poltrona di ad siede Micaela Le Divelec Lemmi, che era entrata in Ferragamo l'aprile precedente come direttore generale. Proprio lei ha un passato ventennale nel gruppo Kering. Forse è un caso. Oppure è un indizio.